sotto Gian Giacomo de' Medici, detto il Medeghino che dal castello di Musso si era impadronito di tutto il Lario e dintorni, nel 1583 fu proprietà dei Marliani e nel 1713 dei Riva. A lungo facente parte della pieve d'Intelvi, tra i secoli XVII e XVIII si ritrova Pigra all'interno del territorio dei cosiddetti "Cinque Comuni della Mezena", formato dai comuni di Casasco, Cerano, Mezzena e Schignano. Con le riforme amministrative della Lombardia austriaca del 1757, il comune Pigra fu invece inserito nella pieve d'Isola.
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione di Pigra al comune di Argegno, decisione abrogata con la Restaurazione.
Nel 1848 il parroco di Pigra don Cavalli partecipò all'insurrezione di Andrea Brenta contro gli austriaci e fu costretto all'esilio.
A partire dall'inizio del Novecento, Pigra ha assistito a un rilevante fenomeno di emigrazione verso l'estero - Svizzera, Germania e Francia in particolare.
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 16 giugno 1982.
Il gonfalone è un drappo troncato di azzurro e di giallo.
La chiesa parrocchiale di Santa Margherita in una bella posizione con campanile a torre alla fine del Cinquecento era a due navate, nel 1757 fu rifatto il coro e nella seconda metà dell'Ottocento fu aggiunta una terza navata. Conserva all'interno alcune opere d'arte, decorazioni a stucco, tele secentesche e settecentesche, un bel paliotto in scagliola del XVIII secolo.
Da ricordare è anche l'oratorio di San Rocco, chiuso fra le case nella piazzetta omonima. Si tratta di un edificio dalla facciata spoglia e a capanna, di fondazione rinascimentale. Internamente, l'oratorio ospita affreschi tardoseicenteschi: nel 1