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Palazzo Municipale

Acireale (CT) · Sicilia
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In breve

Il Palazzo Municipale (conosciuto anche come Palazzo di Città o, storicamente, come Loggia Giuratoria) è un edificio monumentale di Acireale, situato nella centrale piazza del Duomo. Rappresenta uno dei massimi esempi di architettura civile in stile tardo barocco siciliano della città e, fin dalla sua fondazione, è la sede dell'amministrazione locale.

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Storia e descrizione

Il Palazzo Municipale (conosciuto anche come Palazzo di Città o, storicamente, come Loggia Giuratoria) è un edificio monumentale di Acireale, situato nella centrale piazza del Duomo. Rappresenta uno dei massimi esempi di architettura civile in stile tardo barocco siciliano della città e, fin dalla sua fondazione, è la sede dell'amministrazione locale.

Storia

L'impianto originario del palazzo risale al 1659, quando i giurati acesi decisero di dotare la città di una "Loggia Giuratoria" stabile e prestigiosa che fungesse da centro per il governo cittadino e per le attività di rappresentanza.

Tuttavia, come gran parte dell'edificato della Sicilia orientale, la struttura seicentesca fu gravemente compromessa dal devastante terremoto dell'11 gennaio 1693. Il progetto di ricostruzione si inserì nel più ampio fervore edilizio che caratterizzò Acireale nel Settecento. I lavori che conferirono al palazzo l'aspetto scenografico e monumentale odierno furono eseguiti tra il 1783 e il 1785, su disegno del rinomato architetto acese Costantino Larcidiacono.

Nel secolo successivo, il palazzo subì ulteriori e importanti lesioni strutturali a causa del terremoto del 1818. I conseguenti lavori di consolidamento si protrassero per decenni, e la sistemazione definitiva dell'edificio si concluse soltanto nel 1908, anno in cui vennero ultimati gli ultimi restauri architettonici.

Tutela e vincolo monumentale

A testimonianza della sua spiccata rilevanza storico-artistica e architettonica, l'edificio è oggi sottoposto a vincolo di tutela statale ed è regolarmente censito nel Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della cultura con il codice univoco ICCD 1900115081.

Contesto urbanistico

L'edificio non è concepito come un volume architettonico isolato, ma costituisce un elemento chiave della quinta scenografica del sistema "barocco" di piazza Duomo, vero e proprio baricentro attrattivo e cuore pulsante della città fin dal Cinquecento. In seguito al sisma del 1693, la piazza assunse il suo assetto planimetrico e prospettico definitivo: un perimetro quadrangolare chiuso a nord dalla mole della Cattedrale della Maria Santissima Annunziata, a est dalla facciata della Basilica dei Santi Pietro e Paolo e, sul lato sud-occidentale, dal Palazzo Municipale. La ricostruzione settecentesca della Loggia Giuratoria andò così a completare un unicum spaziale estremamente suggestivo, stabilendo precise direttrici visive e dialogando direttamente, sull'asse urbano, con le maestose architetture religiose circostanti.

Esterno

Il prospetto principale, di chiara impronta tardo-barocca, si articola su due livelli principali fuori terra — pianterreno e piano nobile — ritmati da una rigorosa simmetria e separati da una netta cornice marcapiano. La facciata è impostata su un forte contrasto cromatico e materico: l'ossatura portante è realizzata in scuro basalto lavico dell'Etna, mentre gli elementi decorativi e le cornici spiccano per l'utilizzo della chiara pietra calcarea siracusana.

Il pianterreno è caratterizzato da una lunga balaustra continua in pietra, interrotta centralmente dal grande portale d'ingresso, che funge da asse di simmetria dell'intera composizione. Le superfici parietali di questo livello sono scandite verticalmente da possenti paraste trattate a bugnato.

Il primo livello è scandito da una serie di eleganti aperture sormontate da timpani, dotate di sinuose ringhiere in ferro battuto a "petto d'oca" (o bombate), peculiarità della tradizione ebanistica e fabbrile siciliana. Gli stipiti dei balconi e, soprattutto, le possenti mensole di sostegno sono finemente scolpiti con i classici mascheroni barocchi. Queste sculture a tutto tondo raffigurano creature grottesche e volti umani alterati che, oltre al valore plastico, rivestivano originariamente una funzione apotropaica, con lo scopo superstizioso di tenere lontani gli influssi maligni e l'invidia dal palazzo del potere cittadino.

Interno

Oltrepassato il portale principale monumentale, l'edificio si articola internamente attorno a un atrio passante e a un comodo cortile interno, soluzioni architettoniche studiate per garantire la corretta illuminazione e aerazione dei saloni di rappresentanza. Dal cortile prende avvio lo scalone d'onore che conduce agli ambienti del piano nobile e agli uffici dell'amministrazione.

Oltre alle funzioni politiche, il pianterreno del palazzo rappresenta un importante polo di conservazione culturale, ospitando due storiche istituzioni.

L'Accademia degli Zelanti

Nel gabinetto di lettura, ha la sua sede ufficiale sin dal 1833 l'Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici. Fondata nel 1671, si tratta di una delle più antiche e illustri istituzioni scientifiche e letterarie della Sicilia e d'Italia.

Museo delle uniformi storiche

All'interno del palazzo, nei pressi dell'elegante "Sala Costarelli", è stato allestito il Museo delle uniformi storiche. Il museo nasce dalla ricca collezione privata dello studioso acese Aldo Scaccianoce, in seguito ceduta alla Regione Siciliana. L'esposizione, organizzata in teche tematiche, traccia in modo rigoroso l'evoluzione dell'abbigliamento militare e della storia europea dal XVIII secolo fino al primo dopoguerra.

Tra i pezzi di maggior rilievo, il museo conserva uniformi francesi del Primo e Secondo Impero, elmi dell'Impero Tedesco e gualdrappe di Casa Savoia finemente ricamate in oro. Spiccano inoltre ritratti e cimeli legati a figure storiche di primo piano, tra cui l'imperatore Francesco Giuseppe e un giovane Umberto II di Savoia. Nel 2011 la collezione si è arricchita di preziose testimonianze risorgimentali in occasione del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.

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Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.