Storia e descrizione
Il teatro Petruzzelli è il maggiore teatro di Bari e il quarto più grande d'Italia, ubicato nel pieno centro del capoluogo pugliese.
La proprietà del teatro è contesa tra il Comune di Bari e la famiglia Messeni-Nemagna, in attesa della definitiva sentenza di Cassazione.
Storia
Il Teatro Petruzzelli di Bari fu costruito per volere di Onofrio e Antonio Petruzzelli, commercianti e armatori baresi. Nel 1895 i due fratelli presentarono al Comune di Bari il progetto a opera dell'ingegnere Angelo Cicciomessere (poi Messeni), marito della loro sorella Maria, e proposero di finanziarne completamente la costruzione. La loro proposta venne accettata e il 29 gennaio 1896 fu stipulato il contratto in cui il comune di Bari cedeva il suolo di proprietà del comune, in uso perpetuo ai Petruzzelli perché vi edificassero un politeama.. I lavori cominciarono nell'ottobre 1898 e terminarono nel 1903.
Il Politeama Petruzzelli fu inaugurato sabato 14 febbraio 1903 con la rappresentazione de Gli ugonotti di Giacomo Meyerbeer. L'edificio disponeva di riscaldamento e luce elettrica (fatto avveniristico per l'epoca); gli arredi e l'apparato decorativo interno erano opera di Raffaele Armenise, che aveva previsto l'impiego di puro oro zecchino. Con la sua capienza di 2.192 posti, il Petruzzelli tolse al teatro comunale di Corato il primato del più grande teatro di Puglia.
Nel 1904 il Comune di Bari citò in giudizio i Petruzzelli per inadempienza agli obblighi contrattuali, poiché l'edificio non disponeva delle scuderie necessarie per gli spettacoli equestri, e dunque non poteva dirsi propriamente un politeama. La causa si risolse pacificamente, ma il Petruzzelli fu declassato a Teatro; rimangono comunque delle foto d'epoca con la scritta Politeama Petruzzelli sopra l'ingresso principale, che fu sostituita nel 1905.
Dall'apertura fino all'inizio degli anni '60, l'attività del Petruzzelli è stata gestita direttamente dalla famiglia proprietaria Messeni Nemagna; in seguito, fino al 27 ottobre 1991, data dell'incendio, la direzione artistica fu appaltata a diversi impresari. Il Petruzzelli si configurò da subito come contenitore per la stagione operistica della città di Bari, mentre lo storico Teatro Piccinni, che l'aveva ospitata in passato, fu destinato alla prosa e alla musica da camera. Fin dalle prime stagioni ospitò grandi artisti, tra cui, Beniamino Gigli, Mario Del Monaco, Alfredo Kraus, Renata Tebaldi, Tito Schipa, Renato Bruson, Pietro Mascagni che vi diresse una sua opera, ed Herbert Von Karajan. Come politeama la programmazione spaziava tra i vari generi di spettacolo e accanto alla lirica, andarono in scena musical, balletti e grandi concerti. Grandi artisti italiani e internazionali hanno calcato il palco del Petruzzelli: Wanda Osiris, Totò, Nino Taranto, Macario, Joséphine Baker, Lucio Battisti, Renato Zero, Claudio Baglioni, Milva, Rudol'f Nureev, Frank Sinatra, Ray Charles, Liza Minnelli, Juliette Gréco, Eduardo De Filippo, Dario Fo, Riccardo Muti, Carla Fracci, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras, Katia Ricciarelli, Rajna Kabaivanska, Piero Cappuccilli, Cecilia Gasdia, Giorgio Gaber e molti altri. Il teatro ha ospitato due importanti "prime": quella dell'Iphigénie en Tauride di Niccolò Piccinni, mai più rappresentata dopo il debutto a Parigi nel 1779, e quella della versione napoletana de I puritani di Vincenzo Bellini, scritta per Maria Malibran e mai rappresentata.
Nel 1945, al termine della II Guerra Mondiale, il Teatro fu dichiarato "Monumento di interesse storico e artistico" e sottoposto alla legge di tutela. Nel 1973, in riconoscimento dell'alta qualità dell'attività fino ad allora svolta, fu dichiarato "Teatro di tradizione" e sottoposto alla legge n. 800.
A partire dal secondo Dopoguerra, il Petruzzelli ha ospitato anche importanti concerti di musica leggera, classificandosi pian piano come uno dei principali contenitori della città di Bari. Tra 1965 e 1975 è stato sede della rassegna canora annuale Caravella dei successi, trasmessa dalla Rai; tra 1982 e 1992 vi si tennero le riprese di Azzurro, trasmessa prima dalla Rai e poi da Mediaset, che vide la partecipazione, tra gli altri, di Lucio Dalla, Paolo Conte e Ornella Vanoni.
L'interno del teatro è stato anche usato come scenografia da registi come Franco Zeffirelli; Alberto Sordi vi ambientò inoltre il film Polvere di stelle, da lui diretto e interpretato nel 1973.
Il rogo e la ricostruzione (1991-2009)
Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro fu devastato da un violento incendio; il collasso della cupola, che ha soffocato le fiamme, ne ha impedito la totale distruzione. L'ultima opera rappresentata fu la Norma; dal 1991 fino alla ricostruzione del Teatro, la stagione operistica della città di Bari fu trasferita al Teatro Piccinni.
L'incendio è stato ritenuto doloso. Il processo penale a esso conseguente si è concluso con l'assoluzione degli imputati accusati di essere i mandanti e con la condanna degli esecutori materiali del fatto. Un secondo procedimento civile, che vedeva coinvolti la famiglia Messeni Nemagna e il gestore temporaneo di allora, Ferdinando Pinto, accusato di non aver assicurato il Teatro, si è concluso con la condanna di quest'ultimo a pagare un risarcimento di 57 miliardi di lire in favore dei proprietari del Teatro. Tale risarcimento non è mai stato percepito, visto che il signor Pinto risulta nullatenente.
I primi lavori per la ricostruzione furono realizzati tra il 1993 ed il 1998, finanziati dalla famiglia proprietaria con l'impiego di contributi statali. Tali finanze non risultarono sufficienti a risarcire per intero i danni, e richiese una ridefinizione dei rapporti tra i proprietari e gli enti pubblici territoriali; in attesa di tali consultazioni, il cantiere fu bloccato. Il 21 novembre 2002, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, alla presenza dell'allora ministro Giuliano Urbani e del sottosegretario Nicola Bono, fu sottoscritto un protocollo d'intesa tra i proprietari del Teatro, il Comune di Bari, la Provincia di Bari e la Regione Puglia, che prevedeva la consegna del teatro alle parti pubbliche. La Regione avrebbe corrisposto, per lo svolgimento delle attività del teatro e l'uso in esclusiva del marchio (anche per finalità commercialmente rilevanti), un canone determinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sottostimato ovvero decurtato della quota d'ammortamento per la ricostruzione. La riapertura del teatro fu programmata per dicembre 2007.
Nel 2005 fu ultimato il recupero del foyer e del suo apparato decorativo, fortemente danneggiato dall'incendio; furono riconsolidate e collaudate le fondamenta, furono predisposti i nuovi impianti elettrici e fu completato il rustico. Finiti i lavori, tuttavia, il cantiere venne nuovamente fermato, facendo slittare l'inaugurazione.
Il 3 ottobre del 2006, il Teatro fu espropriato in base ad un articolo collegato alla legge finanziaria del 2006, divenendo proprietà del Comune di Bari. Il 30 aprile 2008 la Corte costituzionale, con sentenza n. 128/2008, ha dichiarato l'incostituzionalità dell'esproprio e ridato la proprietà del Teatro alla famiglia Messeni Nemagna per mancanza dei requisiti di "straordinaria necessità e urgenza" previsti dall'esproprio.
Durante il periodo dell'esproprio, una lettera dell'allora sindaco pro tempore Michele Emiliano lamentò alcune criticità statiche, comportando l'avvio delle apposite procedure della Protezione civile. In seguito ai sopralluoghi del commissario speciale Angelo Balducci, il costo dei lavori di ripristino aumentò del 156%, con un buco di bilancio di 13 milioni di euro che da successive indagini di Ros e Guardia di Finanzia, disposte dalla procura di Roma, risultarono utilizzati per creare fondi neri.. A distanza di soli due anni dal completamento dei lavori (novembre 2010), furono riscontrati cedimenti dell'intonaco e della pavimentazione, visibili infiltrazioni e deterioramento.
Il Petruzzelli fu ricostruito interamente con soldi pubblici; come previsto dal Protocollo d'Intesa, il 7 settembre 2009 fu riconsegnato al Comune di Bari, che lo recepì esclusivamente in qualità di custode; l'ente si avvalse dell'art. 5 della convenzione di concessione del suolo, secondo il quale "Nel caso che l'edificio crollasse per terremoto, per incendio o per qualsiasi altra causa, il concessionario ed i suoi aventi causa avranno il diritto di rimettere il Politeama nello stato primitivo, purché i lavori siano intrapresi fra un anno e siano completati fra tre a contare dal giorno in cui il crollo sia avvenuto; oppure avranno il dovere di sgombrare il suolo dei materiali e restituirlo libero al Comune fra un anno a contare dal sopra indicato termine".
Il comune rilasciò concessione edilizia per "lavori di straordinaria manutenzione", mentre la soprintendenza dei beni culturali richiese un "restauro con parziale integrazione" dello stabile. Il protocollo d'intesa del 2002 ha comunque definitivamente transatto ogni questione. Attualmente sono in atto contenziosi fin qui vinti dalla famiglia proprietaria. Il 22 novembre 2014 la Corte d'appello di Bari, confermando la sentenza di primo grado del 2009, ha riconosciuto piena validità ed efficacia al Protocollo d'Intesa, qualificato come contratto di diritto privato, vincolante per tutte le parti e non suscettibile di revoca.
Il Teatro Petruzzelli riaprì ufficialmente domenica 4 ottobre 2009, quasi 18 anni dopo il rogo, con l'esecuzione della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven da parte dell'Orchestra della Provincia di Bari, diretta dal maestro Fabio Mastrangelo. Il 6 dicembre 2009 fu invece inaugurata la prima stagione lirica nel Petruzzelli ricostruito, con la Turandot di Giacomo Puccini per la regia di Roberto De Simone e direzione orchestrale del maestro Renato Palumbo. Lo stesso Palumbo, nel settembre precedente, aveva diretto l'ultimo titolo in cartellone al Teatro Piccinni, Tosca di Giacomo Puccini; un'esecuzione di tale opera costituì il primo test acustico per orchestra e cantanti dopo la ricostruzione.
Il teatro ristrutturato ha una capienza teorica di 1480 posti, che, togliendo i posti a disposizione per esigenze tecniche (luci, videocamere, regia ecc.) diventa di 1250 posti effettivi..
Attualmente il Petruzzelli ospita la stagione operistica e la stagione concertistica della città di Bari; dalla riapertura al 2019, a causa dei lavori di restauro del Teatro Piccinni, ha ospitato anche la principale stagione di prosa. Viene inoltre adoperato per concerti di musica leggera, convegni vari e per le attività del Bif&st. Insieme al Teatro Piccinni, al Margherita e il Teatro Kursaal Santalucia, il Petruzzelli costituisce il Miglio dei teatri di Bari.
Fondazione Lirico-Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari
In occasione della riapertura fu istituita la Fondazione Lirico-Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, individuata come l'unico soggetto in grado di assumere la gestione, la manutenzione e l'assicurazione del Teatro Petruzzelli, sulla base di quanto scritto nell'ex art. 23 della legge 800 del 1967, secondo il quale i comuni devono mettere a disposizione degli enti lirici i teatri di proprietà comunale, per dare seguito alle stagioni concertistiche. Attuali soci fondatori della Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari sono: Ministero dei beni e delle attività culturali, Comune di Bari, Città metropolitana di Bari, Regione Puglia e l'impresa edile Cobar Spa.
Dal 2016 al 2025 il sovrintendente e direttore artistico è stato Massimo Biscardi, mentre il presidente del Consiglio di indirizzo della fondazione è tradizionalmente affidato al sindaco di Bari. In precedenza, dal marzo 2015 ad agosto 2016, presidente della Fondazione è stato l'ex magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio. A partire dal 2025 il sovrintendente è Nazzareno Carusi, indicato all'unanimità dal Consiglio di Indirizzo e nominato il 4 novembre 2025.
Descrizione
Il modello architettonico e artistico del Teatro Petruzzelli è il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, del quale riprende approssimativamente le dimensioni e lo stile decorativo.
Esterno
Il Teatro Petruzzelli si presenta nelle originali forme neoclassiche. La facciata principale, che affaccia sul centrale Corso Cavour, è ripartita in due ordini: su quello inferiore si aprono i tre ingressi principali al foyer, sovrastati da vetrate a lunetta; ai lati, due ingressi minori che portano alle biglietteria (lato nord) e ad alcuni locali commerciali oggi in disuso (lato sud). Sull'ordine superiore si aprono sette eleganti finestroni pertinenti ai locali del Circolo Unione, ospitato nello stesso stabile. Al di sopra dei tre finestroni centrali sono i busti di Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi e Gioacchino Rossini. La facciata è sormontata da un catino a conchiglia fiancheggiato dalle statue di due grifoni e sovrastato da un gruppo statuario raffigurante Apollo dio delle arti che incorona le Muse Erato (protettrice del canto corale) e Polimnia (patrona dell'orchestica).
Sul fianco nord, oltre agli ingressi secondari a biglietteria e foyer, si apre l'ingresso al Circolo Unione e un'elegante galleria per carrozze, oggi chiusa da una vetrata e adibita a deposito; sul fianco sud, speculari a quest'ultima, sono invece presenti ulteriori locali commerciali, generalmente adibiti alla ristorazione. Sul lato est, chiuso da un'inferriata, affacciano il retropalco, dall'imponente struttura a capanna, e alcuni locali di servizio. Degna di nota è infine la cupola, che con la sua mole domina l'intero stabile, coperta da una struttura a pagoda in ferro battuto.
In seguito alla ricostruzione del XXI secolo, il colore dominante degli esterni è il rosso mattone, che ha sostituito il rosso carminio visibile fino all'incendio del 1991; in origine la struttura era totalmente bianca. Da segnalare infine il ricco apparato decorativo che comprende battenti delle finestre a forma di cetra, palmette e note musicali in bronzo dorato, il nome del teatro in eleganti lettere in ferro battuto sulla facciata principale e una pensilina in stile Liberty sugli ingressi del fianco nord.
Foyer
Il foyer del Teatro Petruzzelli riportò danni marginali durante l'incendio del 1991; si presenta dunque in forme molto simili a quelle originarie, nelle tonalità cromatiche di bianco e oro. Si articola su due piani: quello inferiore ospita, oltre alla sala comune, la biglietteria e, dal 2025, un bookshop; quello superiore è invece dedicato alla ristorazione e ospita un bar e diversi salottini. Sono inoltre presenti degli ambienti di servizio seminterrati, oggi adibiti a guardaroba.
Al piano inferiore, sulla controfacciata, sono presenti quattro grandi statue in gesso di compositori pugliesi, alloggiate nei nicchioni che scandiscono l'ingresso; il pavimento in cotto mostra invece l'originale decorazione a motivi floreali, mentre sulle pareti sono visibili delle cariatidi in gesso a forma di sfingi e lampade in ottone a goccia e lanterna, riprodotte a modello di quelle salvatesi dall'incendio. Il piano superiore affaccia su quello sottostante per mezzo di un'elegante balaustra in legno laccato, anch'essa copia di quella originale. Sul soffitto, oltre a eleganti decori in stucco dorato, sono esposti i ritratti a profilo di compositori pugliesi e un dipinto di Raffaele Armenise, salvatosi dall'incendio, raffigurante il Carro delle Muse. Dal 2023 il piano superiore ospita una riproduzione del sipario storico, sempre attribuito all'Armenise, raffigurante il Doge Orseolo che sbarca a Bari, andato distrutto durante l'incendio del 1991.
Sala
La sala è a ferro di cavallo e ha oggi una capienza di 1500 posti (1480 più 20 di servizio) ripartiti su cinque ordini più un loggione a galleria. L'ambiente è stato completamente ricostruito dopo l'incendio del 1991, riproducendo per quanto possibile l'aspetto e i decori originali.
Il palcoscenico ha le dimensioni di 11,50x6,50 metri e una profondità di 8 metri compreso il proscenio (6,95 metri senza proscenio). Il boccascena è profondo 6,30 metri; è poi presente la buca per l'orchestra, comprensiva di una piattaforma che all'occorrenza può essere sollevata per prolungare il palco di ulteriori tre metri. Il palcoscenico è inquadrato in una pregiata cornice di stucchi e ori, al cui apice c'è un orologio installato in un gruppo statuario raffigurante le muse Euterpe (patrona della musica lirica) e Tersicore (protettrice della danza e della lirica corale), attorniate da strumenti musicali. Agli angoli sono due grifoni. L'apparato decorativo si estende ai palchi di barcaccia, scanditi da erme coronate.
Le decorazioni della sala riprendono i motivi floreali e fitomorfi del foyer, nonché le cariatidi a forma di sfinge e le lampade a goccia e a lanterna. La cupola, completamente distrutta nell'incendio, è divisa in quattro spicchi dai decori in stucco dorato a forma di palma, contenenti ritratti a profilo di filosofi, ripristinati a partire dai disegni originali di Pasquale Duretti. Non sono stati invece riprodotti gli affreschi dell'Armenise presente in ciascuno spicchio, raffiguranti vari tipi di spettacolo: la volta si presenta dunque completamente bianca, ma per alcuni mesi in seguito alla riapertura del 2008 sulla volta veniva proiettata una riproduzione digitale dei dipinti.
Nel retropalco sono infine presenti gli ambienti di servizio per coro e artisti, una sala prove, camerini e sala costume.
Prime delle stagioni operistiche
A seguire, le prime delle stagioni operistiche del Teatro Petruzzelli a partire dalla prima stagione di Opera e Balletto dopo la ricostruzione:
2009/2010: Turandot di Giacomo Puccini; direttore Renato Palumbo, regia Roberto De Simone
2010/2011: Il tabarro di Giacomo Puccini e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni; direttore Alberto Veronesi, regia Michele Mirabella
2012: Carmen di Georges Bizet; direttore Lorin Maazel, regia di William Kerley
2013: Otello di Giuseppe Verdi; direttore Keri-Lynn Wilson, regia di Eimuntas Nekrošius
2014: Elettra di Richard Strauss; direttore Jonathan Nott, regia di Gianni Amelio
2015: I dialoghi delle Carmelitane di Francis Poulenc; direttore Daniel Kawka, regia di Leo Muscato
2016: Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart; direttore Matthew Aucoin, regia di Chiara Muti
2017: La gazza ladra di Gioachino Rossini; direttore George Petrou, regia di Damiano Michieletto
2018: Der Fliegende Holländer di Richard Wagner; direttore Giampaolo Bisanti, regia di Yannis Kokkos
2019: Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi; direttore Jordi Bernàcer, regia di Arnaud Bernard
2020: Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi; direttori Giampaolo Bisanti e Leonardo Sini; regia di Massimo Gasparon
2021: Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart; direttore Sascha Goetzel; regia di Giorgio Ferrara su scene di Dante Ferretti
2022: Tristan und Isolde di Richard Wagner; direttore Marc Piollet; regia di Yannis Kokkos
2023: Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini; direttore Stefano Montanari; regia di Davide Livermore
2024: Fidelio di Ludwig van Beethoven; direttore Stefano Montanari; regia di Joan Anton Rechi
2025: Il corsaro di Giuseppe Verdi; direttore Stefano Montanari; regia di Lamberto Puggelli
2026: La Cecchina di Niccolò Piccinni; direttore Stefano Montanari; regia di Daniele Luchetti
Direttori d'orchestra stabili
Giampaolo Bisanti (2016 - 2019)
Stefano Montanari (2023 - ad oggi)
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