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Chiesa di San Michele Arcangelo

Cazzago San Martino (BS) · Lombardia
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In breve

La chiesa di San Michele Arcangelo è un edificio di culto cattolico di Calino, frazione del comune italiano di Cazzago San Martino, in provincia e diocesi di Brescia. Sede parrocchiale, fa parte della zona pastorale della Franciacorta.

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Storia e descrizione

La chiesa di San Michele Arcangelo è un edificio di culto cattolico di Calino, frazione del comune italiano di Cazzago San Martino, in provincia e diocesi di Brescia. Sede parrocchiale, fa parte della zona pastorale della Franciacorta.

Storia

La prima testimonianza dell'esistenza di questa chiesa risale al 7 giugno 1299, in occasione di una disputa tra il parroco di Calino don Nicola e il frate umiliato Martino.

L'edificio, ai tempi della visita apostolica di Carlo Borromeo, era orientato da nord-ovest a sud-est e presentava un'unica navata; il presbiterio era situato nel luogo dove oggi si trova la cappella del Suffragio, mentre sul lato meridionale si apriva la sacrestia e la cantina del rettore. Sul lato nord del presbiterio fu aperta una porta, che permetteva l'accesso ad un portico, nel quale fino al 1572 si trovavano le cappelle dedicate a santa Maria e a san Rocco, e al cimitero. La facciata si trovava in corrispondenza dell'attuale cantoria di sinistra, dove le pareti inglobano parzialmente le mura dell'edificio antico; lì si trovava la facciata, che vedeva la presenza, oltre al portale di accesso, di un rosone nel timpano.

Internamente, l'antica chiesa disponeva di tre altari, dei quali solo il maggiore risultava consacrato (con l'anniversario che cadeva il 25 agosto); gli altri due, chiusi da cancellate per ordine del vescovo Marino Zorzi, erano retti dalle confraternite del Santissimo Sacramento e del Santo Rosario, quest'ultimo posto sullo stesso lato in cui fu posto il fonte battesimale.

L'attuale chiesa fu costruita, su progetto di Bernardo Fedrighini nella prima metà del XVIII secolo, al suo interno furono eretti cinque altari e fu posto l'organo, opera del Bolognini. Il 25 settembre 1768 l'edificio fu infine consacrato per mano del cardinale Ludovico Calini. Nel 1815 fu affidata a Giuseppe Teosa la decorazione interna della costruzione, mentre nel 1875 fu realizzato il nuovo organo, opera del Perolini.

La chiesa fu restaurata negli anni '40 del Novecento e nuovamente sul finire del secolo; inoltre, entro il 1975 fu posta una mensa eucaristica antistante l'altare maggiore, in ottemperanza alle disposizioni del Concilio Vaticano II.

Esterno

La chiesa, orientata lungo l'asse est-ovest, si compone di un corpo centrale rettangolare, concluso sul lato occidentale dal presbiterio quadrangolare, dagli angoli terminali arrotondati. Sul lato settentrionale si trovano la sacrestia e il campanile, a base quadrata e coronato da una merlatura.

La facciata si presenta suddivisa in due ordini, entrambi scanditi da sei lesene ioniche. Inferiormente si trova il portale, con cornice lapidea sormontata da un timpano triangolare il cui andamento è spezzato da una decorazione centrale; superiormente si trova un finestrone rettangolare, racchiuso da una cornice mistilinea. L'insieme si completa con un frontone triangolare, coronato di acroteri sui punti di colmo e di gronda, che vede al centro la presenza di un affresco.

Interno

L'interno, a navata unica, è interamente decorata e affrescata e presenta due volte a vela, affiancate, all'inizio e alla fine dell'aula, e inframezzate da volte a botte. In controfacciata è posto un affresco di Giuseppe Teosa raffigurante la Cacciata dei Mercanti dal Tempio, mentre nella volta, all'inizio della navata si trova la raffigurazione dell'Agonia di Cristo nell'Orto degli ulivi, dello stesso autore. Sulla parete destra si trova una Deposizione, realizzata nel 1603 e commissionata da Camillo Calini in memoria della moglie Elisabetta Gambara.

Lungo la navata si trovano gli altari laterali. Sulla destra, quelli dedicati alla Madonna del Rosario, contenente una statua in legno della Vergine, e a san Giuseppe (precedentemente dedicato a san Nicola), dotato di pala raffigurante Giuseppe col Bambino e i Santi Fermo e Nicola (all'interno del quale è raffigurata una chiesa, probabilmente l'antica parrocchiale); sulla sinistra, gli altari dedicati al Santissimo Sacramento, contenente una soasa lignea di Gaspare Bianchi che racchiude una tela di Sante Cattaneo raffigurante l'Ultima Cena, e a santa Gioconda, dotato di pala settecentesca raffigurante la santa inginocchiata ai piedi della Vergine col Bambino e dei santi Sebastiano, Antonio di Padova e Luigi Gonzaga. Gli altari, meno quello del Santissimo Sacramento, risalente alla chiesa precedente, sono stati realizzati tra la fine del Settecento e i primi anni del Novecento in stile neoclassico.

Poco prima dell'arco trionfale si trovano le cantorie, rifatte agli inizi del XX secolo, delle quali quella sinistra contiene canne non suonanti, mentre quella destra contiene l'organo ottocentesco. In corrispondenza della cantoria di sinistra si trovano parte delle decorazioni dell'edificio precedente, tra le quali un Crocifisso cinquecentesco.

Il presbiterio, rialzato rispetto al piano dell'aula, presenta centralmente l'altare maggiore, ricavato dalla chiesa antica, alle spalle del quale si trova la grande pala settecentesca raffigurante San Michele che precipita il Demonio negli Inferi, attribuita ad Antonio Cifrondi e restaurata tra il 1935 e il 1936. La volta a vela che copre il presbiterio contiene un affresco del Teosa raffigurante l'Ascensione di Gesù al cielo, mentre nel catino absidale si trova una raffigurazione della Trinità tra la Vergine, gli Angeli, San Michele giudice e i Santi, dello stesso pittore clarense.

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Dove si trova

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