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Piazza dell'Orologio

Colonnella (TE) · Abruzzo
Piazza dell'Orologio
Foto: Barberis · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

In breve

La piazza dell'Orologio è la piazza principale della città di Clusone, in provincia di Bergamo. Il nome della piazza deriva dall'Orologio planetario Fanzago, opera realizzata nel 1583 da Pietro Fanzago e tuttora funzionante.

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Storia e descrizione

La piazza dell'Orologio è la piazza principale della città di Clusone, in provincia di Bergamo. Il nome della piazza deriva dall'Orologio planetario Fanzago, opera realizzata nel 1583 da Pietro Fanzago e tuttora funzionante.

Storia e descrizione

Centro della vita politico-amministrativa sin dal Medioevo, piazza dell’Orologio, che prende il nome dal famoso ed antico Orologio planetario Fanzago, con la contigua piazza Sant’Andrea, ha mantenuto questo ruolo: ancora oggi infatti nel Palazzo comunale qui ubicato si trova la sede sia degli organi istituzionali, sia degli uffici municipali, sia la sede della Turismo Pro Clusone. Ha fatto e continua a fare da cornice alle principali manifestazioni culturali, artistiche e di intrattenimento del paese. Per anni vi si sono tenuti i concerti più significativi del Clusone Jazz Festival, festival di musica jazz, con la presenza di ospiti di caratura internazionale. Qui confluiscono, da oltre sessant'anni, i carri allegorici del Carnevale clusonese (prima edizione del 1950). A novembre si tiene la festa in onore di San Martino.

Un quadro del 1802, una cui copia è presente nella sala del Consiglio comunale, che mostra la fucilazione del carbonaio Luigi Bana il 7 agosto 1797, rende l’aspetto della piazza in quel periodo. Vi si vede, sulla sinistra, formata da una colonna di pietra ottagonale che sostiene la vasca, una fontana, che all'arrivo dei francesi divenne il piedistallo dell’Albero della Libertà. Proprio per averlo abbattuto, Luigi Bana venne condannato a morte. In seguito, nel 1805, dopo l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia, la municipalità ordinò di togliere l’albero e di sostituirlo con una piramide di legno, su cui il pittore Antonio Brighenti dipinse lo stemma reale. Nel 1897 la piazza venne intitolata a Vittorio Emanuele II e nel 1903 vi fu eretto il monumento al re Umberto, opera dello scultore rovettese Giuseppe Rovida; tutt'attorno una cancellata in ferro battuto.

Il mercato

Nella piazza ogni lunedì si tiene il mercato settimanale. Secondo l’antica tradizione storiografica, l'origine del mercato risalirebbe al 1243. In quest’anno, infatti, Pantaleone Burgense, cui la Val Seriana superiore col resto del bergamasco era stata donata in dote dal suocero Arnolfo d’Austria, le concesse alcuni privilegi, tra cui appunto quello di istituire il mercato il lunedì. L’atto di donazione è sicuramente un falso, costruito probabilmente all'inizio del Quattrocento all'avvento dei Malatesta per dare fondamento alla richiesta di alcuni privilegi, o per far valere gli stessi nei confronti della città di Bergamo, sotto il dominio di Venezia.

Ancora oggi, dal secondo dei pilastri che sorreggono il Palazzo comunale, pendono delle catene, cui nei giorni di mercato veniva infissa una specie di insegna o bandiera. Era il segnale che solo i privati potevano fare acquisti. I rivenditori dovevano attendere fino a che non venisse tolta. Questo privilegio del privato era in uso anche in altri paesi. In una grida emanata tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento da donna Bianca Rangoni, signora di Spilamberto, in provincia di Modena, si prescriveva che niun forestiero o venderuolo potesse acquistare, finché non fosse levata la banderuola, acciocché in quel mentre potessero quelli del paese comprare et provvedersi agiatamente di quello che loro occorreva. A Desenzano del Garda, uno dei principali mercati d’Italia di granaglie, vigeva analoga usanza.

Testo tratto dalla voce «Piazza dell'Orologio (Clusone)» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.