Storia e descrizione
La chiesa di Santa Caterina è una chiesa parrocchiale di Grumo Nevano, nella città metropolitana di Napoli; si trova nella parte nord-orientale dell'abitato, in piazza San Pasquale.
Storia
La chiesa fu costruita nel 1589 per volontà del marchese C. Loffredo. In origine era affidata ai padri Barnabiti, a cui nel 1635 subentrarono i frati della riforma alcantarina. Oggi è retta dai frati minori della Provincia napoletana.
Il terremoto del 1688 danneggiò la struttura, e i lavori di restauro cominciarono nel 1695. Al Settecento risalgono le decorazioni in stucco e alcuni dipinti.
Nella prima metà del Novecento l'intera volta fu decorata con pitture in stile Liberty, che rendono la chiesa un caso unico nel panorama artistico locale. In seguito all'aumento della popolazione, il vescovo Antonio Teutonico la elevò a sede parrocchiale. Nel 1970 il presbiterio fu adeguato alle nuove norme liturgiche con una mensa e un ambone in marmo.
Esterno
La facciata è sobria. Quattro paraste in stucco a tutta altezza, disposte in due coppie e con capitelli compositi, inquadrano il portale in piperno e sostengono la trabeazione. Il finestrone centrale, rettangolare, ha una cornice in stucco, mentre in alto la facciata termina con un timpano triangolare.
Davanti alla chiesa si trova un ampio sagrato, leggermente sopraelevato rispetto alla strada, corrispondente a piazza San Pasquale. Il campanile, risalente allo stesso periodo storico della chiesa, ha due piani ed è coronato da una piccola cupola.
Interno
L'interno è a navata unica, con pianta rettangolare e cappelle laterali collegate tra loro, secondo lo schema degli alcantarini. L'ingresso è preceduto da un profondo pronao, sormontato dalla cantoria. L'aula ha una volta a botte ribassata con lunette, mentre le cappelle hanno una volta a botte semplice.
Gli stucchi sono settecenteschi, le pitture risalgono alla prima metà del XX secolo. Il pavimento a scacchiera alterna marmo bianco di Carrara e bardiglio grigio.
Il presbiterio, rettangolare, non conserva più l'altare tridentino che occupava la parete di fondo, al cui posto si trovano il tabernacolo e la sede. La mensa e l'ambone, in marmo, sono posteriori al Concilio Vaticano II.
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