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Collegiata di San Giovanni Battista

Imperia (IM) · Liguria
Collegiata di San Giovanni Battista
Foto: Ivan Dalmonte · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

In breve

La basilica collegiata di San Giovanni Battista è il principale luogo di culto cattolico di Oneglia, uno dei due rioni principali della città di Imperia.

Sito del Comune di Imperia
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Storia e descrizione

La basilica collegiata di San Giovanni Battista è il principale luogo di culto cattolico di Oneglia, uno dei due rioni principali della città di Imperia.

Sorge nel centro dell'abitato storico, nella via e piazza omonima, da sempre centro della vita cittadina. L'abside è rivolta ad est.

La chiesa è stata eretta a basilica minore il 24 giugno 2017 nel giorno della festa patronale di San Giovanni Battista.

Esterno

La chiesa, la cui consacrazione risale al 1762, fu costruita dal 1739 al 1759 su progetto dell'architetto onegliese Gaetano Amoretti, sul luogo di una chiesa precedente. Il lungo tempo di realizzazione fu dovuto alla movimentata storia del periodo, che portò non pochi problemi alla cittadinanza.

La costruzione è in stile tardo barocco genovese, con la pianta a croce latina e tre navate con cupola.

La bianca facciata a tre portali, ad andamento curvilineo, fu terminata nel 1832 a imitazione di quella di Santa Maria della Quercia a Roma, del 1727.

Il Terremoto di Diano Marina del 1887 scosse il duomo e Giacomo Agnesi ne rinforzò la stabilità. Seguirono lavori di restauro degli interni nel 1889.

Il duomo è elegantemente completato da un alto campanile nello stesso stile (il più alto dell'abitato). Entrambi sono stati recentemente restaurati e riportati ai colori originari (vedere le foto qui a fianco e nelle vedute di Oneglia):

per la chiesa: bianco grigiastro per la facciata e giallo ocra per le pareti esterne

per il campanile: due tonalità di ocra e rosso mattone per le pareti, mattonelle smaltate di maiolica verde scuro per la cupola.

Il sagrato ha una tipica decorazione ligure, con spirali geometriche realizzate con ciottoli marini bianchi e neri.

Interno

All'interno, il tempio è decorato in stile barocco colorato, con evidenti dorature e numerosi affreschi, in vistoso contrasto con il neoclassico duomo di Porto Maurizio, praticamente monocromatico (con stucchi ad imitazione del marmo) e ben più severo.

Vi sono conservate varie opere settecentesche, tra cui l'altare maggiore in marmi policromi del 1793, il coro ligneo intagliato del 1736, un crocifisso del Seicento e la Madonna del Rosario di Giovanni Battista Garaventa. Uno dei due tabernacoli marmorei ai lati del presbiterio è opera di Pace Gaggini (1516).

L'organo, costruito da Lingiardi (Pavia) e Bonizzi (Ombriano presso Crema), risale al 1874 ed è stato restaurato e ricostruito con somieri e trasmissioni meccaniche, pur mantenendo la struttura a tre tastiere e pedaliera a seguito dell'intervento subito nel 1961.

Le lapidi storiche

Sulle pareti della chiesa sono esposte alcune storiche lapidi.

Tra queste forse la più importante è quella che si trova sopra il portale centrale della facciata, che ricorda la consacrazione nel 1762 della chiesa e di cui si riporta qui di seguito l'iscrizione (in latino) e la sua traduzione italiana, tratta dal volume di Narciso Drago.

Sulla parete nord, lungo la via a lei intitolata, è murata la lapide sepolcrale di Maria Pellegrina Amoretti, (Oneglia, 1756-1737), insigne giurista che fu la terza donna laureata in Italia.

Sulla parete esterna dell'abside, ad un'altezza di molti metri da terra, sono murate tre palle di cannone ed una piccola lapide con la data "1792": risalgono al 23 ottobre del 1792, giorno in cui la flotta rivoluzionaria francese bombardò Oneglia per rappresaglia dopo che un ufficiale, sceso a terra per trattare, era stato ucciso dalle truppe locali.

Testo tratto dalla voce «Collegiata di San Giovanni Battista (Imperia)» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.