Storia e descrizione
I ruderi dell’antica chiesa di San Lorenzo ai Monti, o di San Lorenzo al Carpione, si trovano nel bosco sullo spartiacque del promontorio del Caprione (o Carpione) tra il Golfo della Spezia e il fiume Magra, a 230 mslm sopra l’insenatura di Lerici. Per raggiungerne il luogo si procede da Lerici verso Romito Magra e in località Guercio si deve imboccare a destra la strada per San Lorenzo arrivando ad un parcheggio: le rovine della chiesa sono poco distanti.
Da queste, seguendo un sentiero, si può giungere al complesso megalitico di Monte Carpione.
Storia
Riparato e nascosto dal mare, il luogo di San Lorenzo del Carpione è stato un borgo rifugio degli abitanti di Lerici al riparo dalle razzie saracene dell’alto medioevo.
Poco si conosce del borgo e della sua fine se non che nel XVI secolo contava ancora cento ‘’fuochi’’(nuclei familiari).
Con il trascorrere del tempo il borgo di San Lorenzo è caduto definitivamente in abbandono e, nel XVIII secolo, la funzione e la fiera, che tradizionalmente si tenevano nella festa patronale, vennero trasferite a Pugliola.
La chiesa di San Lorenzo risale probabilmente all’XI secolo e costituisce l’ultima testimonianza rimasta dell’antico borgo.
Verosimilmente questo edificio non era una pieve autonoma, ma era un centro di culto dipendente dalla chiesa madre di Trebiano come da alcuni documenti dell’XI secolo dell’ ‘’Archivio Vescovile’’ di Sarzana e dei ‘’Registri Vaticani delle decime’’ indette da Bonifacio VIII nell’anno 1296.
Architettura
Dell’antico edificio protoromanico ligure restano l’abside, l’intero muro settentrionale, una sorta di ambulacro d’accesso e circa un terzo del muro meridionale. La cortina di ponente, rimasta in piedi, mostra due diverse tipologie di costruzione, che fanno pensare ad una ricostruzione.
La sua più interessante particolarità della chiesa consiste nel campanile che è accorpato alla struttura muraria.
Nella struttura murarie del campanile si scorge una parte più antica, male elaborata, con finestra arciera, che fa pensare ad una torre di difesa, a guardia di un punto di passaggio. Sopra di questa è stato costruito il campanile vero e proprio.
Opera di maestranze locali, la chiesa di san Lorenzo è costruita con piccoli blocchi di calcare locale rozzamente squadrati e disposti a filari non rigidamente ricorrenti.
La pianta è rettangolare, a navata unica, non in asse con l’abside semicircolare nel quale si aprono tre monofore a doppia strombatura.
Il catino absidale è delimitato da due robusti archi falcati ed è costruito con materiali disposti a spina di pesce. Ad eccezione delle monofore dell’abside, le altre aperture sono con architrave .
Negli Anni Settanta del XX secolo nell’abside erano ancora evidenti tracce di intonaco affrescato con l’immagine di san Lorenzo.
L’altare era ubicato in modo da ricevere la luce del sole al sorgere degli equinozi e del solstizio d’inverno.
La monofora absidale rivolta a sud-est (oggi parzialmente tamponata) pare sottendesse una declinazione corrispondente al sorgere del sole nel "solstizio d’inverno" e al "Santo Natale" (Dies natalis veri solis invicti).
Dal punto di vista archeoastronomico la chiesa risulta essere esattamente orientata sull’asse equinoziale.
L’estrema accuratezza degli orientamenti delle cortine, emersi dalle osservazioni con teodolite, fa sorgere l’ipotesi che la costruzione della chiesa sia stata fatta da maestranze specializzate, secondo alcuni studiosi vicine all’ordine dei Templari.
Nell’attigua abbandonata zona del ‘’borgo’’ è ancora presente il seggio di una macina per cereali, a remo e in pietra , analoga agli esemplari dell’isola del Tino, di Barbazzano e di Narbostro.
La Chiesa di san Lorenzo ai Monti è censita nel Catalogo generale dei Beni Culturali.
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