Storia e descrizione
La chiesa della Santissima Annunziata è una chiesa parrocchiale di Marano di Napoli, nella città metropolitana di Napoli; si trova in via Annunziata.
Le origini
L'edificio attuale risale al XVI secolo ma, come la parrocchia di San Castrese, sorge su costruzioni più antiche. È il risultato di una lunga serie di trasformazioni, partite da una cappella che a sua volta poggiava su strutture di epoca romana. Prima di essere intitolata all'Annunziata, la chiesa era conosciuta come Ave Gratia Plena (A.G.P.).
I documenti più antichi che riguardano il luogo di culto risalgono all'inizio del XV secolo. Si riferiscono alla concessione di alcuni beni della chiesa primitiva, a cui era annesso anche un piccolo ospedale. L'ospedale e le altre attività legate alla chiesa si dovevano probabilmente alla famiglia Sconditi, che era tra i promotori della Real Casa Santa dell'Annunziata di Napoli e possedeva feudi e proprietà anche a Marano di Napoli. La fondazione della chiesa vera e propria risale all'inizio del Cinquecento ed è legata a una bolla di papa Leone X.
Dal Cinquecento al Settecento
Verso la metà del Cinquecento, all'esterno dell'attuale chiesa, sorgeva una cappella privata dedicata a san Nicola, di proprietà della famiglia Frasso. I primi lavori documentati di ristrutturazione e ampliamento dell'interno risalgono al 1578, anno di una visita apostolica. La relazione della visita descrive anche una congrega annessa alla chiesa, dedicata all'Annunziata e a san Giuseppe. La congrega aveva una propria cappella, a cui si accedeva dall'interno della chiesa attraverso la cappella di Santa Maria delle Grazie, come avviene ancora oggi. Lo stesso documento dà notizia dei lavori per gli affreschi delle pareti e della volta e per la tela dell'altare della congrega, attribuiti al pittore napoletano Giuseppe Guerra.
Nel 1750 la chiesa fu ampliata di nuovo con la costruzione delle cappelle laterali. Quelle di sinistra furono ricavate demolendo una parte dell'antica congrega dell'Annunziata, mentre quelle di destra occuparono una porzione della strada pubblica. Allo stesso anno risale la balaustra che chiudeva il presbiterio, realizzata dal marmoraro napoletano Agostino Chirola e oggi scomparsa.
Dal Novecento a oggi
La chiesa fu eretta parrocchia il 3 gennaio 1929.
Dietro la seconda cappella di sinistra si trova una piccola congregazione fondata nel 1837. Il suo altare fu costruito nel 1937. Il 19 marzo di quell'anno, per il centenario della fondazione, furono restaurate la cupola e l'abside.
All'indomani della seconda guerra mondiale fu demolita un'edicola votiva che si trovava nel giardino vicino, al suo posto fu costruito un edificio accanto alla chiesa, raggiungibile sia dall'interno sia da via IV Novembre. Ha muratura portante in tufo e solai in laterocemento, occupa quasi due lati del cortile interno e ospita le due aule per il catechismo e la casa canonica.
Fino agli anni cinquanta la chiesa conservava anche un pregevole organo del Seicento e un pulpito. Entrambi andarono perduti durante i lavori resi necessari da alcuni cedimenti delle fondazioni, nel corso dei quali fu posato l'attuale pavimento in marmo.
Nel 1954, durante il consolidamento del pavimento sul lato destro, venne alla luce un grande ambiente rettangolare collegato a un altro più piccolo. La pianta, le strutture e le dimensioni permisero di riconoscere subito una cisterna romana in opera reticolata di tufo giallo locale, databile all'età giulio-claudia. In origine doveva servire da serbatoio per un complesso di edifici. Dal Settecento fu invece adattata a luogo di sepoltura, come dimostrano gli affreschi trovati lungo lo zoccolo delle pareti.
Nel 1979, per il cinquantesimo anniversario dell'elevazione a parrocchia, la chiesa fu restaurata. Dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980 furono eseguiti lavori di consolidamento delle fondazioni.
Nel 1990 fu aggiunta una mensa per consentire la celebrazione rivolta verso i fedeli. Il coro fu sistemato nell'ultima cappella di destra. Il confessionale fu collocato nella congregazione dietro la seconda cappella di sinistra, che viene usata anche come cappella feriale.
Esterno
Si arriva alla chiesa da un piccolo slargo pavimentato in basalto che si apre su via Annunziata. Superata una cancellata in ferro, si sale una scalinata monumentale in piperno di otto gradini, con parapetto concluso da volute. La scalinata porta a un pianerottolo anch'esso in piperno, da cui un ultimo gradino conduce al livello dell'aula.
La facciata è barocca. Quattro lesene corinzie di ordine gigante sostengono la trabeazione e la cornice, e tra di esse si aprono due finestroni di forma barocca. Il portale è in piperno, con un portone in ferro sul lato esterno e in legno su quello interno. Sopra il portale un grande bassorilievo in stucco del XVII secolo raffigura l'Annunciazione ed è a sua volta coronato da un timpano curvilineo. Al di sopra della cornice si alza un ordine di coronamento con lesene tuscaniche, un finestrone ovale al centro e un timpano curvo.
Il campanile si trova sul retro, sul lato destro della chiesa. Ha base quadrangolare e poggia su un alto basamento in piperno che compensa il dislivello della strada in salita. È diviso in tre ordini; nell'ultimo, che ospita la cella campanaria, si aprono fornici a tutto sesto su tutti e quattro i lati.
Interno
La chiesa è costruita in muratura di tufo. Si entra attraverso una bussola in legno di noce, sopra la quale si trova la cantoria. L'interno ha pianta rettangolare a navata unica, con tre cappelle per lato che si aprono con archi a tutto sesto. Paraste corinzie scandiscono le pareti e reggono la trabeazione con la cornice. La fascia di base fa anche da basamento alle paraste, essa è in marmo nero e prosegue con una fascia di marmo bianco.
La navata è coperta da una volta a botte ribassata, decorata con stucchi e affreschi, con unghie in corrispondenza delle aperture ovali. Alcune aperture sul lato sinistro sono murate, perché al piano superiore si trovano altri ambienti. Il pavimento dell'aula è formato da lastre quadrate di marmo bianco con gli angoli smussati, in cui sono inseriti tasselli di marmo nero ruotati di 45°.
Le cappelle laterali hanno altari in marmi policromi, rialzati su due gradini di marmo e sormontati da tele e stucchi. Le cappelle di destra e l'ultima di sinistra hanno un pavimento a scacchiera bianca e nera. È formato da piastrelle trapezoidali che, accostate, compongono un disegno esagonale. La seconda cappella di sinistra è invece pavimentata in cotto maiolicato. La prima cappella di sinistra ha una volta a vela affrescata e il pavimento in cotto. Da essa si passa in un'altra cappella a pianta quadrata, rialzata di tre gradini di marmo e pavimentata in cotto maiolicato. Contiene un altare in marmi policromi su due gradini, sormontato da una tela incorniciata da stucchi, ed è coperta da una cupola a scodella con decorazioni in stucco all'intradosso.
La congregazione
Dietro la seconda cappella di sinistra, con ingresso dalla prima, si trova la piccola congregazione. È un ambiente a navata unica, pavimentato in cotto e coperto da una volta a botte affrescata. La volta ha cinque unghie per lato, alcune delle quali accolgono delle finestre. Sul fondo si trova un altare in marmi policromi. La zona del presbiterio, rialzata di due gradini di marmo, è coperta da una cupola a scodella ovale impostata su pennacchi.
Presbiterio
In fondo alla navata un arco a tutto sesto introduce nel presbiterio, rialzato di quattro gradini di marmo rispetto all'aula. Il presbiterio è coperto da una cupola impostata su quattro pennacchi affrescati e su un tamburo con otto finestroni. Oltre la cupola un secondo arco a tutto sesto immette in un piccolo spazio coperto a botte, con aperture di forma barocca. Sul fondo si trova una tela con la Vergine con il Bambino, circondata da decorazioni in stucco.
L'altare maggiore, del XVIII secolo, è in marmi policromi ed è rialzato su due gradini di marmo. La mensa è in marmo e vetro colorato, come l'ambone collocato a sinistra. Il pavimento ha lo stesso disegno di quello dell'aula.
La cisterna romana
Gli ambienti scoperti sotto la chiesa appartenevano a una cisterna romana e sono considerati di grande interesse. Con ogni probabilità facevano parte di una villa rustica di età giulio-claudia. La presenza di una villa in questa zona si spiega con la vicinanza della Via Antica consolare campana.
L'ambiente principale, ritrovato durante i lavori degli anni cinquanta, è rettangolare. Misura 16 m di lunghezza e 6 di larghezza ed è diviso in due parti da sei archi. È costruito in opus reticulatum con blocchetti di tufo giallo napoletano e corrisponde probabilmente all'interno della cisterna. Al momento della scoperta conservava in alcuni punti i resti del pavimento originario, formato da un doppio strato di cocciopesto, e del rivestimento in malta idraulica. Oggi gli archi che separano i due vani sono ancora abbastanza leggibili, e in diversi tratti rimangono ampie porzioni di malta idraulica.
La parete orientale è andata in gran parte distrutta con la costruzione di un'uscita secondaria su via Annunziata e delle fondazioni della chiesa. Anche l'angolo nord-occidentale è stato in parte demolito, quando fu aperto un passaggio verso un ambiente diviso in due cubicoli. Nel tramezzo tra i due cubicoli era stata ricavata una nicchia rettangolare, che al momento della scoperta aveva le pareti affrescate. Vi erano raffigurati bambini e adulti con il capo cinto da corone di palma, una figura femminile e un sacerdote accompagnato dalla scritta sacerdos. Si ripeteva inoltre un motivo a X formato da due ossa incrociate. All'epoca gli affreschi furono confrontati con quelli delle catacombe di San Gaudioso a Napoli e datati tra il Seicento e il Settecento. Oggi ne restano solo poche tracce di colore, sia a causa dell'umidità sia perché sono stati coperti da strati di vernice bianca.
Tutta l'area è stata consolidata e in parte ristrutturata dopo i danni del terremoto del 1980.
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