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Pinacoteca Ambrosiana

Milano (MI) · Lombardia
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In breve

La Pinacoteca Ambrosiana è un museo di Milano che si trova all'interno del Palazzo dell'Ambrosiana.

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Storia e descrizione

La Pinacoteca Ambrosiana è un museo di Milano che si trova all'interno del Palazzo dell'Ambrosiana.

Storia

Venne fondata da Federico Borromeo nel 1618 all'interno della Biblioteca Ambrosiana, istituita già nel 1609. L'istituzione nacque per assicurare una formazione culturale gratuita a chiunque avesse qualità artistiche o intellettuali. Alla Pinacoteca fu infatti affiancata, fin dal 1621, un'accademia di pittura e scultura, con calchi in gesso del Laocoonte e della Pietà di Michelangelo Buonarroti provenienti dalla raccolta di Leone Leoni. Il primo docente di pittura fu il Cerano; unico allievo di una certa importanza fu Daniele Crespi.

Una "Seconda Accademia Ambrosiana", riformata in senso classicista su impulso del pittore Antonio Busca e dallo scultore Dionigi Bussola, fu attiva tra il 1668 e la fine del Settecento. Fu chiusa anche per la creazione dell'Accademia di belle arti di Brera nel 1776, che fu dotata di molti più mezzi e cattedre grazie al mecenatismo dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria.

Descrizione

La Biblioteca Ambrosiana e la Pinacoteca sono strettamente collegate. Anche la prima raccoglieva infatti una serie di dipinti con dotti e sapienti del mondo classico e della cultura cristiana e conteneva al suo interno disegni e codici miniati: nel 1637 furono donati da Galeazzo Arconati i manoscritti di Leonardo oggi all'Institut de France (attualmente, dopo le razzie di Napoleone resta in loco il solo Codice Atlantico). Un altro tesoro della Biblioteca è il manoscritto con l'opera di Virgilio già appartenuto a Petrarca (e da lui glossato) con una miniatura di Simone Martini.

Nella Pinacoteca si possono oggi trovare opere provenienti dalla collezione di Federico Borromeo (nei quattro corridoi che circondano la sala di lettura della Biblioteca) e da numerosi lasciti successivi, tra cui dipinti di Leonardo, Botticelli, Bramantino, Bergognone, Bernardino Luini, Tiziano, Jacopo Bassano, Moretto, Caravaggio, Morazzone, Daniele Crespi, Andrea Appiani, Francesco Hayez.

Interessante dal punto di vista storico è la produzione di copie da dipinti celebri, promossa da Federico Borromeo per scopi didattici e documentativi, come la replica dell'Ultima Cena di Leonardo, che già nel XVII secolo era in condizioni assai precarie. La copia è stata realizzata da Andrea Bianchi.

Collezione del cardinale Borromeo

Le sale 1, 4, 5, 6 e 7 contengono la collezione dei dipinti donati nel 1618 da Federico Borromeo. Si tratta del nucleo originario della pinacoteca, per questo si è scelto di evidenziarlo in sale dedicate, ispirandosi nell'allestimento al Musaeum pubblicato dal cardinale a Milano nel 1625, dove è descritta la prima sistemazione della raccolta.

Le sale presentano dipinti leonardeschi e veneti del Cinquecento (sale 1 e 4), il cartone della Scuola di Atene di Raffaello, il Canestro di frutta di Caravaggio e dipinti del Cinquecento italiano (sala 5), lombardi contemporanei (sala 6) e fiamminghi contemporanei (sala 7).

Opere nella sala 1

Anonimo

San Girolamo penitente

Ritratto del cardinale Federico Borromeo

Ritratto del cardinale Federico Borromeo da giovane

Bernardino Luini

Sacra Famiglia con sant'Anna e san Giovannino

Gesù Bambino con l'agnello

Cristo benedicente

Noli me tangere

Bottega di Tiziano

Maria Maddalena

Deposizione di Cristo nel sepolcro

Adorazione dei Magi

Bonifacio Veronese, Santa Famiglia con san Giovanni, Tobia e l'arcangelo Raffaele

Caravaggio, Canestra di frutta

Girolamo da Cotignola, Resurrezione

Martino Piazza, Adorazione del Bambino

Tiziano,

Vecchio uomo con armatura

Sacra Famiglia con san Giovannino e sant'Anna

Andrea Solario (attr.), Testa di san Giovanni Battista

Opere nella sala 4

Anonimo fiammingo

Ritratto d'uomo

Giorgione (copia antica da), Ritratto di giovane

Jacopo Bassano (attr.), Riposo nella fuga in Egitto

Francesco Bassano, Annuncio ai pastori

Francesco Vecellio (copia antica da), Madonna col Bambino, San Giovannino e una santa

Tiziano (copia da), Autoritratto

Ambiente di Tiziano

Ecce Homo

Opere nella sala 5

Raffaello, cartone della Scuola di Atene

Opere nella sala 6

Anonimo

Schiavo morente

Giulio Campi (attr.), Orazione nell'orto

Federico Barocci, Presepe

Morazzone, Gesù tra i dottori

Ambrogio Figino, Ritratto di san Carlo Borromeo

Giovanni Maria Griffoni

Cristo coronato di spine

Madonna addolorata

Opere nella sala 7

Pittura dei secoli XV-XVI

Le altre sale ospitano dipinti ottenuti con altri lasciti. Un importante nucleo riguarda il XV secolo e ancora più consistente è quello del secolo XVI. La sala 2 è dedicata ai pittori soprattutto fiorentini, lombardi e veneti, tra cui anche il Ritratto di musico di Leonardo, la 3 ai lombardi, la 10 ai veneti, la 11 soprattutto ai toscani, la 12 ai bresciani e i veneti, la sala 29 a Bernardino Luini.

Opere nella sala 2

Maestro della Libreria Sagramoso, S. Bernardino, s. Bonaventura e s. Cristoforo

Anonimo lombardo, Sacra conversazione coi ss. Caterina d’Alessandria, Giovanni battista, Pietro e Filippo Benizzi

Anonimo, Testa equina

Bergognone

Santi Elisabetta e Francesco

Santi Pietro martire e Cristoforo

Sacra conversazione

Bernardo Zenale

San Ludovico di Tolosa

San Bonaventura

Sandro Botticelli, Madonna del Padiglione

Angelo Pietrasanta, Ritratto di Dante Alighieri

Anonimo, Compianto di Cristo con san Girolamo

Bottega di Pinturicchio, Madonna col Bambino e un donatore

Anonimo ferrarese, Transito della Vergine

Giovanni di Francesco del Cervelliera, Sant'Antonio abate

Marco Basaiti, Cristo risorto, restaurato nel 2017, è firmato ed è generalmente datato al secondo decennio del XVI secolo. L'artista veneziano si mostra qui estraneo alle novità lagunari tra il tardo Giovanni Bellini, Giorgione e i nordici, e piuttosto vicino a Carpaccio e ai leonardeschi lombardi presenti in città, come Giovanni Agostino da Lodi e influenzato dal classicismo del Perugino.

Cima da Conegliano, Daniele nella fossa dei leoni

Bartolomeo Vivarini, Madonna con Bambino e santi

Gian Francesco de' Maineri, Cristo portacroce

Opere nella sala 3

Altobello Melone, Madonna col Bambino

Cesare Magni, Madonna col Bambino tra i santi Pietro e Girolamo

Marco d'Oggiono, Madonna col Bambino e santi

Anonimo, Ritratto di Galeazzo Arconati

Bramantino

Adorazione del Bambino

Cristo in pietà

Madonna delle Torri

Giampietrino

Adorazione del Bambino con san Rocco

Madonna col Bambino

Pittore luinesco

Madonna che allatta il Bambino

Adorazione dei pastori

Presentazione al Tempio

Seguace di Bergognone, Madonna del velo

Ambito di Bernardino de' Conti, Madonna col Bambino

Opere nella sala 10

Giovanni Cariani

Congedo di Cristo dalla madre

Salita al Calvario

Ambiente di Giorgione, Paesaggio con soldati

Antonio Badile (attr.), Martirio di san Sebastiano

Opere nella sala 11

Maestro della Madonna di Manchester, Madonna con Bambino

Bacchiacca, Sacra Famiglia con san Giovannino

Giuliano Bugiardini (attr.), Madonna col Bambino e san Giovannino

Giovanni Paolo Lomazzo, Orazione nell'orto

Girolamo Mazzola Bedoli, Annunciazione

Giuliano Bugiardini, Madonna col Bambino e s. Giovannino

Maniera del Bronzino, Ritratto maschile

Opere nella sala 12

Giovan Battista Moroni, Ritratto di Michel de l'Hospital

Moretto da Brescia

Sibilla Samia

San Giovanni Evangelista

Re Salomone

Martirio di san Pietro da Verona

Scultore veneto, Madonna col Bambino

Bartolomeo Veneto (attr.), Ritratto di Bernardino da Lesmo

Pompeo Marchesi, Cristo fanciullo docente nel Tempio (o Il Nazareno)

Paolo Veronese, Ritratto d'uomo nello studio (Tiziano?)

Domenico Robusti, Ritratto di senatore veneto

Pittura dei secoli XIV-XVI e oggettistica

A partire dalla sala 8 (della Medusa), si entra negli spazi aggiunti nel 1928, già annessi della basilica di San Sepolcro, che vennero allestiti nel 1929-1931 sotto la direzione di Alessandro Minali.

La sala della Medusa, che prende il nome dalla fontana di Giannino Castiglioni, e quella successiva (9, delle Colonne), conservano dipinti e le raccolte di oggettistica.

Opere nella sala 8

Jan Harmensz von Müller (copia da), Lot e le figlie

Giottino, Pietà

Giovanni Mazone

tre Beati agostiniani, dal Polittico di s. Nicola di Tolentino

S. Giovanni battista

S. Giovanni battista

Fra Carnevale, S. Francesco d'Assisi

Pasquale Miglioretti, Abele morente

Josse Lieferinxe, Ecce Homo

Anonimo italiano, Testa di Medusa (copia dalla Medusa Rondanini)

Bartholomäus Spranger, Conversione di san Paolo

Andries Daniels e Frans Francken il giovane, Madonna col Bambino in ghirlanda di fiori

Ignazio Micotti

La preghiera

Il dolore - La rassegnazione (Vergine addolorata)

Orefice lombarda, Pastorale

Giannino Castiglioni, Medusa piangente, che dà il nome alla stanza

Nelle teche fra sala 8 e sala 9 sono custoditi numerosi oggetti di piccole dimensioni:

Opere nella sala 9

Maestro di San Miniato, Madonna col Bambino

Cesare Dossi, Busto di Giovanni Galbiati

Bottega del Sodoma, Sacra Famiglia

Giampietrino, San Giovanni Evangelista

Giovanni Agostino da Lodi, Assunzione di Maria

Antonio Solario, Testa di san Giovanni Battista

Anonimo ferrarese, Busto di Cristo

Cristoforo Ferrari, Fuga in Egitto

Mantello processionale Tupinamba

In due teche è conservata parte della raccolta Sinigaglia; tra gli oggetti: resti animali (corna, mummie...), miniature, figurine antropomorfe, ušabti, unguentari, lucerne.

Sala di Niccolò da Bologna

La sala 13 è detta di Niccolò da Bologna, dal nome del miniatore trecentesco (autore del Codice ambrosiano B 42 Inf.) che ha ispirato i rilievi di due lunette, opera rispettivamente di Domenico Buffa e Rodolfo Castagnino con pitture di Archimede Albertazzi, ed ospita opere fiamminghe e italiane del tardo Cinquecento e del Seicento, tra cui spicca il nome di Guido Reni.

Opere nella sala 13

Fede Galizia, Ritratto di Paolo Morigia

Isaac Soreau

Natura morta con fiori

Natura morta con uva e coppa di more

Pittore italiano, Natura morta con pere e un vaso di fiori

Jan van Kessel, Paesaggio con uccelli

Anonimo genovese, Mercurio e Argo

Giovanni Maria Benzoni, Sant'Anna e Maria bambina

Maniera di Salvator Rosa, Allegoria della caducità

Giovanni Andrea Biffi (attr.), Sant'Agapito (?)

Hendrick Avercamp, Paesaggio invernale

Maniera di Luca Giordano, Scena mitologica

Guido Reni, Maria Maddalena penitente

XVII e XVIII secolo

L'allestimento delle successive sale, sempre relativo ai lavori degli anni trenta, ricrea un ambiente signorile milanese di fine Sette-inizi Ottocento. Nella sala 14 si trova un ballatoio con una finta biblioteca e cento stemmi di famiglie nobili lombarde, opera di Archimede Albertazzi, restaurati da Francesco Manzoni dopo i danni bellici. La vetrata è di Domenico Buffa e raffigura Sant'Ambrogio. Le sale 15 e 16 sono dedicate al Seicento lombardo, la 17 al Sei e Settecento

Opere nella sala 14

Francesco Albani, Le nozze di Teti e Peleo

Orazio Borgianni (attr.), I martiri cristiani

Copia da Domenico Fetti, Seminatore

Opere nella sala 15

Giuseppe Vermiglio

Giaele e Sisara

Giuditta e Oloferne

Morazzone, Adorazione dei Magi

Daniele Crespi, San Filippo Benizzi

Giulio Cesare Procaccini, San Michele Arcangelo

Francesco Cairo (attr.), Ritratto di gentiluomo

Ambiente del Morazzone, Battesimo di sant'Agostino

Opere nella sala 16

Daniele Crespi, Ritratto di Manfredo Settala

Giulio Cesare Procaccini, Maddalena e l'angelo

Melchiorre Gherardini, Lucrezia romana

Giuseppe Nuvolone, Sacra famiglia

Carlo Francesco Nuvolone

Susanna e i vecchioni

Maddalena

Giovanni Serodine, Figura femminile allegorica

Le vetrine tra sala 16 e sala 17 contengono 56 pezzi in porcellana, di manifattura italiana. Provengono dalla donazione Villani del 2015.

Opere nella sala 17

Giandomenico Tiepolo

Presentazione di Gesù al tempio

Santo vescovo

Fra Galgario, Ritratto di giovane

Giovan Francesco Castiglione, Viaggio di Rebecca al pozzo

Maniera del Lissandrino, Scena di genere

Carlo Innocenzo Carloni, Strage degli innocenti

Pietro Antonio Magatti

Deposizione di Cristo nel sepolcro

Presentazione di Gesù al tempio

Cesare Ligari, Mosè e il serpente di bronzo

Giuliano Traballesi, Mercurio e le Grazie

Giuseppe Cades, Riconoscimento di Gualtieri d'Angversa

Francesco Londonio

Natura morta con ortaglia

Natura morta con erbaggi

Pastori

Pastori

Teste di mucche e tori

Filatrice e pastore con animali

Contadina

Caprette e agnelli

La teca al centro della sala è dedicata alla divinità indù Vīrabhadra, contenendo 72 placchette votive a lui riferite.

Collezione De Pecis

La sala 18 ospita le opere più importanti della collezione donata dal conte Giovanni Edoardo De Pecis nel 1827 e accresciuta nel 1828 e nel 1830 dai lasciti di sua sorella Maria, vedova Paravicini. Comprende dipinti italiani e fiamminghi e una ricca raccolta di bronzetti neoclassici.

La sala 21 è composta da tre ambienti in successione aperti sulla sala della Medusa e quella delle Colonne, ospitanti un gruppo di dipinti fiamminghi e tedeschi dei secoli XV, XVI e XVII secolo, in larga parte dalla Collezione De Pecis. Sul finestrone centrale, rivolto verso l'aula di lettura della Biblioteca, si trova la vetrata dantesca di Giuseppe Bertini, già nell'attuale sala Borromeo (già sala Stocchetti) e qui posta dal 1929.

Opere nella sala 18

Manifattura Strazza e Thomas

Monumento funebre ad Andrea Appiani (su disegno di Giacomo Moraglia)

Ingresso a Milano dell'imperatore Francesco I (modello)

Ingresso a Milano dell'imperatore Francesco I

Promulgazione del decreto Imperatore Francesco I (modello)

Promulgazione del decreto Imperatore Francesco I

Francesco Antonucci, Pio VI in viaggio verso Vienna

Bertel Thorvaldsen

Ercole riceve da Ebe la bevanda dell’immortalità

Nemesi recita a Giove i fatti della storia umana

Venere consola Amore punto da un’ape

Mercurio affida Bacco infante a Ino

Autoritratto

Ridolfo Schadow

La filatrice

Amore

Antonio Canova, Autoritratto

Gaspare Landi, Giovinetta con urna funeraria

Anton Raphael Mengs, Ritratto di Leopoldo II d'Asburgo Lorena

Natale Schiavoni, Ritratto di giovinetta con colomba

Nella teca sono custoditi oggetti in bronzo dorato:

Opere nella sala 21

Maestro del Santo Sangue, Adorazione dei Magi

Manifattura giapponese, due Vasi

Geertgen tot Sint Jans, Madonna col Bambino

Maestro dell'altare Tucher, Madonna col Bambino

Maestro caravaggesco, Riposo durante la Fuga in Egitto

Jan Matsys, Allegoria della Carità

Artista che si sigla H.L., Ritratto d'uomo

Anonimo, Ritratto d'uomo con frate

Jan Brueghel il Giovane

Peccato originale

Cacciata dal Paradiso terrestre

Hans Mülich (attr.)

Ritratto maschile

Ritratto maschile

Giuseppe Bertini, Vetrata dantesca

Cornelis van Cleve, Madonna col Bambino e san Giovannino

Bernaert van Orley, Vergine alla fontana

Maestro delle mezze figure femminili (o copia antica da), Maria Maddalena

Arte del XIX e XX secolo

La sala 19 presenta una selezione degli oltre duecento dipinti ottocenteschi e dei primi anni del Novecento della galleria; si tratta soprattutto di opere di artisti attivi a Milano, con nomi dei migliori maestri quali Andrea Appiani, Francesco Hayez, Mosè Bianchi. La sala 19 ospita anche tre teche, contenenti una minima parte della collezione numismatica dell'Ambrosiana; sono esposte sia monete della zecca di Milano (dal periodo di Carlo Magno all'Unità d'Italia), sia monete provenienti da altre città (Genova, Roma, Venezia...). Da qui si accede anche al Gabinetto numismatico. La sala 20 è occupata dal peristilio, e vi si entra dalla Sala Federiciana.

Opere nella sala 19

Andrea Appiani

Ritratto di Napoleone

Ritratto femminile

Ritratto di Monsignor Stefano Bonsignori

Ritratto di Carolina Pitrot Angiolini

Francesco Hayez

Ritratto di Giovanni Battista Morosini

Ritratto di Giuseppina Negroni Prati Morosini

Ritratto di Emilia Morosini Zeltner

Ritratto di Alessandro Negroni Prati Morosini

Maddalena

Il bacio

Giuseppe Bertini, Incontro di Maria Stuarda con la Regina Elisabetta

Tranquillo Cremona, Donna al pianoforte

Giovanni Migliara, L'Arco della pace a Milano

Massimo d'Azeglio

Scena alpestre

Paesaggio

Gerolamo Induno, Porta San Pancrazio a Roma

Mosè Bianchi

Maternità

Paolo e Francesca

In barca

Flora

Emilio Longoni, Chiusi fuori scuola

Gaetano Previati

Fiori

Fiori e rose

I tre cipressi

Emilio Gola, Le lavandaie nel Naviglio

Opere nel Peristilio (sala 20)

Anonimo, Mosaico della Primavera

Bertel Thorvaldsen, Busto di George Gordon Byron

Pietro Bracci

Busto di papa Clemente XII

Busto di papa Benedetto XIII

Giovan Battista Comolli, Busto di Giacinto Ghidoli

Anonimo

Busto di Antonio Maria Ceriani

Busto di Antonio Rosmini

Busto di Pietro Custodi

Busto di Barnaba Oriani

Busto di Bernardo Gatti

Busto di Carlo Parea

Busto di Antonio Stoppani

Busto di Cesare Beccaria

Busto di Vincenzo Monti

Busto di Giorgio Tolnay

Busto di Federico Fagnani

Busto di Maria Paravicini

Busto di Giovanni Edoardo De Pecis

Corridoio

La sala 22 è il lungo corridoio decorato da sculture e affreschi, secondo l'allestimento del 1966. Spiccano le opere del Bambaia, provenienti dal Monumento funebre a Gaston de Foix e da un'altra tomba, e quattro affreschi dalla chiesa di Santa Maria della Rosa, demolita nel 1831 per ampliare gli spazi dell'Ambrosiana. I reperti lapidei, antichi, medievali e rinascimentali, sono stati selezionati dal portico del Cortile degli Spiriti Magni.

Opere nella sala 22

Giovanni Antonio Piatti, Platone

Scultore lombardo

Figura femminile

Figura femminile

Figura femminile

Bassorilievo figurato

Figura maschile e animale fantastico

Anonimo

Santa monaca

Santa Caterina da Siena

San Bartolomeo da Briganze

Santo vescovo domenicano

Scultore romano

Iscrizione paleocristiana

Frammento di sarcofago

Testa maschile

Testa di fanciullo

Bambaia

Quattro rilievi del monumento sepolcrale di Gaston de Foix

Gesù davanti a Caifa ed Ecce Homo

Salita al Calvario e Gesù spogliato

Sala Leonardi

Giovanni Ambrogio De Predis, Ritratto di dama

Leonardo da Vinci, Ritratto di musico

Salaì

San Giovanni Battista

Testa di Cristo redentore

Giovanni Antonio Boltraffio, Ritratto di vedova

il Vespino

Copia del Cenacolo di Leonardo

Vergine delle rocce

Bernardino Luini, Incoronazione di spine

Altre sale

Opere nell'atrio d'onore

Maurilio Jacco, Ritratto di Federico Borromeo

Scultore lombardo, Busto del cardinale Federico Borromeo

Undici Calchi dalla Colonna Traiana

Pellegrino Tibaldi, cartoni per la vetrata del Duomo con Storie dei Quattro santi coronati

Opere nella Sala delle accademie

Pietro Martire Neri, Gregorio XIV in veste di s. Gregorio Magno

Copia da Giovanni Gerolamo Savoldo (forse Giovanni Paolo Lomazzo), Trasfigurazione

Scuola di Guido Reni, Crocifissione

Simone Peterzano (attr.), Sant'Ambrogio benedicente tra i santi Gervasio e Protasio

Palma il Giovane (attr.), Crocifisso con i santi Francesco d'Assisi e Antonio da Padova

Il Cerano, Sant'Ambrogio

Opere nella sala di passaggio verso i bagni

Gaetano Sperati

Via laghetto

Neve a Milano: Piazza Cinque giornate

(opera senza targhetta)

Opere nello scalone

Paul Bril

Paesaggio con Anub

Paesaggio con san Muzio

Giacomo Moraglia, Pompeo Marchesi e Antonio Canova, Monumento alla memoria di Giuseppe Bossi

Anonimo

Copia del Gruppo del Laocoonte

Copia della Pietà di Michelangelo

Scultore lombardo, Monumento a Galeazzo Arconati

Antonio Busca, Federico Borromeo porta il viatico a san Filippo Neri

Andrea Lanzani, Federico Borromeo trasla il corpo di san Calimero

Daniele Crespi, Madonna col Bambino e santi

Gian Andrea Biffi e Fabio Mangone, Palma

Opere nell'atrio di passaggio, primo piano

Giovanni Migliara

Scorcio dell'interno del Duomo

Portico in rovina

Abside di s. Satiro e veduta del Duomo

Copia da Sassoferrato, Madonna col Bambino e un uccellino

Annibale Fontana

Nascita della Vergine

Morte della Vergine

Scultori dell'Accademia Ambrosiana

Abramo caccia Agar

Apparizione dell'angelo ad Agar

Predicazione di Cristo

Morte della Vergine

Scultore milanese, Morte della Vergine

In due teche sono custodite placchette, medaglie, miniature e medaglioni. Tra questi:

Opere nell'atrio di passaggio, secondo piano

Pittore lombardo, Ritratto di uomo

Vincenzo Gemito, Nudo di ragazza napoletana

Francesco Cairo

Cleopatra morente

Madonna col Bambino

Niccolò Codazzi, Rovine

Pittore milanese, Ritratto di gentildonna

Evaristo Baschenis, Natura morta con strumenti musicali

Due teche contengono parte della Raccolta Sinigaglia, formata da numerosi ritratti e paesaggi in miniatura di autori italiani, spagnoli, austriaci, francesi, inglesi, irlandesi. Tra gli autori noti, Alessandro Martelli, Giuseppe Gherardi, Pietro Nocchi, Giambattista Gigola, Carlo Bossoli, Angelo Vacca, Emanuele Tovo, Filippo Giacomo Remondini.

Opere lungo la Scala rossa

Eliseo Sala, Autoritratto

Emilio Longoni

Ritratto di Giuseppe Romanò

Ritratto di Luigia Calvasina Romanò

Antonio Moglia, Tigre che allatta i tigrotti

Micco Spadaro e Viviano Codazzi, Adorazione dei Magi

Anonimo, Vecchia filatrice con pollame

Filippo Palizzi, Paesaggio con animali

Andrea Appiani, Venere e Amore

Ettore Tito, Eolo

Giuseppe Bossi, Monte di Ariosto

Collezione Brivio

La donazione Brivio fatta nel 1959 comprende una selezione di dipinti italiani tra i quali una "Natività" della scuola del Ghirlandaio e una "Sacra Famiglia" della bottega del Bellini.

Collezione Negroni Prati Morosini

Nel 1962 è acquisita la collezione Negroni Prati Morosini, cui si deve l'acquisizione del "Ritratto di Napoleone" di Andrea Appiani, di quattro ritratti di Hayez e due dipinti di Camillo Procaccini e Nuvolone.

Depositi

Solo una parte delle opere di proprietà dell'Ambrosiana è esposta nella Pinacoteca. Tra le opere solitamente custodite nei depositi si possono trovare:

Testo tratto dalla voce «Pinacoteca Ambrosiana» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

Dove si trova

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