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Chiesa di Sancto Gerhardo

Monza (MB) · Lombardia
Chiesa di Sancto Gerhardo
Foto: Albertomos · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

In breve

La chiesa di Sancto Gerhardo è un edificio religioso di Monza annesso al vecchio Ospedale Umberto I di San Gerardo. La chiesa parrocchiale, progettata insieme all'ospedale stesso dall'architetto Ercole Balossi-Merlo, fu costruita nel 1894 e inaugurata nel 1896. È dedicata a San Gerardo, detto dei Tintori, compatrono di Monza.

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Storia e descrizione

La chiesa di Sancto Gerhardo è un edificio religioso di Monza annesso al vecchio Ospedale Umberto I di San Gerardo. La chiesa parrocchiale, progettata insieme all'ospedale stesso dall'architetto Ercole Balossi-Merlo, fu costruita nel 1894 e inaugurata nel 1896. È dedicata a San Gerardo, detto dei Tintori, compatrono di Monza.

È un edificio di medie dimensioni di stile neoclassico con un pronao appena accennato sormontato da un timpano e con due colonne di granito ai lati, che prospetta in via Magenta, mentre un ingresso laterale secondario dà accesso all'area ospedaliera. Alla chiesa è collegata la canonica.

La chiesa è stata concepita come parrocchiale San Gerardo dei Tintori, mentre sul lato esterno è stata costruita una piccola cappella-oratorio dedicata a San Carlo. Non va confusa con la più vecchia Chiesa di San Gerardo "al corpo" che si trova nella omonima piazzetta a cui si accede da via Lecco e nemmeno con l'ancora più antica chiesetta di San Gerardino edificata nel cortile della casa paterna del santo monzese di fronte dell'antico ponte a lui stesso dedicato e ancor prima dedicata a Sant'Ambrogio, patrono di Milano.

L'immagine di San Gerardo dei Tintori che si ammira nella pala sull'altare è opera a encausto del pittore monzese Gerardo Bianchi.

Testo tratto dalla voce «Chiesa di Sancto Gerhardo» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.