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Castello di Filissano

Nepi (VT) · Lazio
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In breve

Il castello di Filissano (anche noto come castello di San Valentino) è situato nella valle del Treja su un pianoro affacciato sul Fosso di Capo Rio. Il sito nasce nel X secolo e viene abbandonato nel 1431.

Sito del Comune di Nepi
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Storia e descrizione

Il castello di Filissano (anche noto come castello di San Valentino) è situato nella valle del Treja su un pianoro affacciato sul Fosso di Capo Rio. Il sito nasce nel X secolo e viene abbandonato nel 1431.

Storia

Il castello è citato in una bolla di papa Alessandro III nel 1177 dove viene indicato come Casale Filissanum e rientrava nei possedimenti del monastero di Sant'Elia Fallarense. Documenti del secolo successivo citano il castello relativamente alle decime versate alla mensa vescovile nepesina tra 1274 e 1280 e tra 1290 e 1295.

Nel 1427 castrum Filissani viene ceduto da Rainaldo di Giacomo Orsini ad Antonio Colonna; pochi anni dopo, nel 143, il sito viene confiscato da papa Eugenio IV e venne conseguentemente abbandonato.

Descrizione

Il castello è delimitato da un fossato collegato ad una tagliata proveniente dalla valle. Le mura, che sembrano essere presenti solo sul lato del fossato, terminano a ridosso di una torre, munita di feritoie, posta a controllo della porta di accesso. Sebbene lo stato di conservazione sia precario, è stato possibile individuare edifici, conservati anche per 5 m di altezza, strade e spiazzi. Sul lato Sud sono ancora visibili degli ambienti ipogei caratterizzati dalla presenza di un pilastro centrale e dalla presenza di un passaggio voltato costruito in blocchi. Tali ambienti sono datati tra X e XI secolo.

Testo tratto dalla voce «Castello di Filissano» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.