Storia e descrizione
La chiesa di San Martino Vescovo è la parrocchiale di Orsenigo, in provincia di Como e arcidiocesi di Milano; fa parte del decanato di Erba.
Storia
Il culto di san Martino fu introdotto in epoca longobarda; ad esso si aggiunse nel Duecento anche quello di sant'Agata e, così, l'antica chiesa ebbe una doppia dedica.
La prima descrizione dell'antico luogo di culto è contenuta negli atti relativi alla visita pastorale effettuata nel 1574 dall'arcivescovo Carlo Borromeo, il quale rilevò che dinanzi ad esso era presente il camposanto; da quei medesimi documenti si evince che la consacrazione della chiesa era stata impartita nel 1562 dal vescovo di Mondovì Girolamo Ferragatta.
Nel 1752 l'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli, durante la sua visita, annotò che il numero dei fedeli era pari a 427 e che nella parrocchiale, da cui dipendeva l'oratorio di San Giovanni Battista, aveva sede la confraternita del Santissimo Sacramento.
Alla fine del Settecento l'edificio fu interessato da un intervento di rifacimento e di ingrandimento, in occasione del quale si procedette all'aggiunta dell'abside, mentre un nuovo ampliamento venne condotto del secolo successivo.
Dalla relazione della visita del 1898 dell'arcivescovo Andrea Carlo Ferrari si apprende che la parrocchiale di San Martino, in cui aveva sede la confraternita del Santissimo Sacramento, aveva come filiali gli oratori di San Giuseppe, della Maternità di Maria Vergine e San Giovanni Battista e di San Francesco d'Assisi.
Tra il 1936 e il 1937 gli interni furono oggetto di un restauro, mentre nel 1950 vennero abbelliti da un nuovo ciclo di affreschi.
La parrocchia passò dal vicariato di Alzate Brianza a quello di Incino nel 1969 e nel 1971-72, con la riorganizzazione territoriale dell'arcidiocesi voluta dal cardinale Giovanni Colombo, entrò a far parte del neo-costituito decanato di Erba; sempre negli anni settanta fu eseguito l'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'altare rivolto verso l'assemblea.
Esterno
La facciata della chiesa, rivolta a occidente, presenta centralmente il portale d'ingresso architravato e una finestra a lunetta ed è scandita da quattro lesene con capitelli sorreggenti il timpano di forma triangolare.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coronata dalla guglia.
Interno
L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale, nella parte vicina all'ingresso, si affacciano due passaggi laterali separati da pilastri e da colonne, e le cui pareti sono scandite da lesene scanalate terminanti con capitelli compositi e sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante, al di sopra della quale si imposta la volta; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini e chiuso dall'abside semicircolare, coperta dal catino.
Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.