Storia e descrizione
La chiesa di Sant'Andrea è un luogo di culto cattolico di Orvieto, in provincia di Terni, nella diocesi di Orvieto-Todi.
Storia
Questo sito fu già sede di edifici religiosi in età etrusca, quando vi si costruì un primo tempio; un secondo edificio di culto vi venne eretto in epoca tardo-romana; infine vi fu eretta la chiesa paleocristiana.
L'edificio attuale prende forma progressivamente fra l'XI e il XII secolo, quando si iniziò a modificare l'edificio paleocristiano partendo dalla parte absidale e l'erezione del doppio transetto costituito da archi a tutto sesto. Nel corso dei secoli l'edificio venne modificato, come la zona presbiteriale, ulteriormente ampliata nel XIV secolo e coperta da volte a crociera, l'abside quadrata rifatta nel XV secolo e notamente la facciata che mostra gli interventi quattrocenteschi di Vito di Marco da Siena nel rosone e nel portale in marmo rosso.
Appartiene alla chiesa la medievale torre dodecagonale che è molto simile a quella presente nell'abbazia dei santi Severo e Martirio, con i suoi tre ordini di bifore divise da colonnette di stile lombardo.
La chiesa fu molto restaurata dall'ingegnere Gustavo Giovannoni tra il 1926 e il 1930 insieme alla torre dodecagonale. Con questo restauro furono inseriti nella facciata delle opere moderne, come gli altorilievi nella lunetta del portale, la vetrata del rosone e le maioliche e terrecotte del portico nuovo, ma questo restauro cancellò quasi completamente le modifiche apportate nel '200-'300 e nel '500.. Inoltre si mise mano alla torre dodecagonale ove si costruì la merlatura al posto del precedente loggiato finale sormontato da un tetto a cupola e vi furono apposti gli stemmi in pietra.
Descrizione
La chiesa ha una struttura a croce latina, articolata in tre navate da otto colonne monolitiche del II secolo, in granito orientale; con doppio transetto e abside quadrata. La copertura delle navate è a capriate lignee, mentre l'incrocio fra il corpo centrale e i transetti è coperto da volte a crociera sorrette da pilastri a fascio. I muri perimetrali sono realizzati in tufo, il pavimento in marmo.
All'interno vi sono un pulpito cosmatesco, un'edicola tombale del primo '300, i resti di un corpus di affreschi che comprendono opere risalenti al ‘300 e al '400, quest'ultimi della scyola del Signorelli. Vi sono anche tele come l'Annunciazione di Cesare Nebbia e due dipinti attribuiti al suo allievo Angelo Righi.
Al centro dell'abside quadrangolare, a pavimento, si trova l'organo a canne, costruito dai fratelli Migliorini nella prima metà del XX secolo e dotato di 10 registri.
I sotterranei
Nella cripta sono visibili resti delle precedenti fasi di utilizzo del complesso, che costituisce un luogo di culto già dal periodo villanoviano. Lo strato più notevole è quello superiore, in cui sono conservati estesi resti di mosaici pavimentali appartenenti al VI secolo, degli oggetti in bronzo e in ceramica dell'età del bronzo ed una pietra con una croce scolpita di epoca cristiana.. Da qui si snoda un percorso museale suddiviso in quattro sezioni:
età del bronzo;
età etrusca, in cui Orvieto veniva chiamata Velzna;
epoca romana;
epoca cristiana.
Eventi illustri
In questa chiesa, nel 1201 papa Innocenzo III bandì la Quarta Crociata; nel 1217 vi fu canonizzato San Pietro Parenzo, primo Podestà di Orvieto, per essere stato ucciso nel 1199 dagli eretici antipapali; il 23 marzo 1281 Martino IV fu incoronato papa alla presenza di Carlo I d'Angiò e il 1º agosto 2016, si sono svolti i funerali dell'attrice Anna Marchesini.
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