Storia e descrizione
La chiesa di Santa Maria della Neve è la parrocchiale di Pecetto Torinese, in città metropolitana e arcidiocesi di Torino; fa parte del distretto pastorale Torino Sud-Est.
Storia
La precedente chiesa pecettese venne demolita nel 1730 per far posto alla nuova parrocchiale barocca, la quale, progettata da Bernardo Antonio Vittone, fu terminata e benedetta nel 1739.
Nel 1777 arcivescovo di Torino Francesco Luserna Rorengo di Rorà impartì la consacrazione e l'anno successivo venne realizzata da Francesco e Giovanni Battista Concone la cantoria destinata ad accogliere l'organo.
Nel 1800 si rese necessario murare alcuni finestroni attraverso i quali, quando pioveva, s'infiltrava l'acqua all'interno della chiesa.
Negli anni settanta del Novecento si procedette all'esecuzione dell'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'ambone e dell'altare rivolto verso l'assemblea.
Un restauro degli affreschi venne eseguito negli anni novanta, mentre altri interventi furono condotti agli inizi del decennio seguente: in particolare, nel 2003 e nel 2004 si provvide a restaurare rispettivamente il portale d'ingresso e la statua della Beata Vergine Addolorata, mentre nel 2005 vennero ripristinati i finestroni dell'abside. Successivamente, nel 2009 si procedette a restaurare l'organo e il crocifisso policromo.
Esterno
La facciata in mattoni della chiesa, rivolta a nordest, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi scanditi da lesene e semicolonne: quello inferiore presenta al centro il portale d'ingresso, sormontato da un coronamento mistilineo, mentre quello superiore è caratterizzato da una finestra circolare e sormontato dal timpano triangolare.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto affiancata da lesene binate sorreggenti il frontoncino triangolare; come copertura è presente un tetto a quattro falde.
Interno
L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano sei cappelle laterali, introdotte da archi a tutto sesto, e le cui pareti sono scandite da paraste sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte ribassata; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini e chiuso dall'abside poligonale.
Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali l'altare maggiore, progettato da Francesco Valeriano Dellala, e la pala raffigurante la Vergine col Bambino insieme ai santi Grato, Sebastiano e Giacinto, dipinta da Vittorio Amedeo Rapous nel XVIII secolo.
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