Storia e descrizione
Villa Camozzi si trova a Ranica in provincia di Bergamo ed è sede del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare "Aldo e Cele Daccò" dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
Storia
Il palazzo fu edificato tra il 1810 e il 1815 sulla località Ripa in prossimità dei colli (per questo originariamente era chiamata palazzo Ripa) sul terreno di proprietà del nobile Andrea Camozzi de Gherardi e su progetto dell'architetto Simone Elia che aveva già lavorato per il progetto della nuova chiesa dei santi Sette fratelli Martiri. I due figli del nobile e dalla moglie Elisabetta dei conti Vertova, Gabriele e Giovan Battista, diedero il loro personale e importante contributo durante le lotte per l'Unità d'Italia: Gabriele partecipò alla campagna del 1859 e Giovan Battista fu sindaco di Bergamo e senatore del nuovo Regno d'Italia. Per questo tra le sale del palazzo vi è la sala nominata salotto del risorgimento.
All'inizio degli anni Trenta, la villa fu venduta "a porte chiuse", comprensiva di tutto ciò che conteneva, all'Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Le suore vi collocarono il proprio noviziato a partire dal 1934 fino al 1976. Questa nuova destinazione d'uso a sede di istituto religioso comportò diverse alterazioni agli interni dell'edificio, tra cui la costruzione di tramezzature, l'inserimento di impianti tecnologici e la progressiva perdita di decorazioni e di tutti gli arredi originari.
Nel 1992, in un importante esempio di riconversione di immobili storici a moderne attività tecnologiche, l'edificio è stato dedicato dal centro Daccò alla ricerca innovativa e d'avanguardia. Attualmente il palazzo è un centro studi per le malattie rare, la farmacologia e il medical imaging, dotato di laboratori, ambulatori, sale per congressi, una ricca biblioteca e locali per la degenza in day hospital.
Descrizione
Dal punto di vista planimetrico, il complesso è strategicamente collocato al culmine del suo appezzamento di terreno e si articola in più volumi: un corpo principale anteriore adibito un tempo a residenza nobile, una vasta corte interna dotata di porticato, e un lungo corpo di fabbrica posteriore - più basso e parallelo a quello principale - che ospitava i servizi (scuderie, magazzini e cantine) e sul quale si innesta la chiesetta privata.
Esterno
Il fronte principale del palazzo, di grandi dimensioni e di chiara impostazione neoclassica, si sviluppa su quattro ordini divisi da cornici marcapiano. Il primo ordine, corrispondente al pianterreno, è caratterizzato da un rivestimento a bugnato. La facciata si divide in tre sezioni: quella centrale, leggermente aggettante, vanta quattro semicolonne (di altezza pari ai due piani superiori) complete di alto basamento e coronate da capitelli ionici che sorreggono il timpano triangolare.
Il timpano di coronamento è impreziosito da una figura allegorica posta sulla cuspide e da due sfingi alate situate ai lati bassi. Il cornicione sagomato abbraccia i corpi simmetrici della facciata e termina alle sue estremità con due grandi anfore decorative. Le sezioni laterali della facciata, leggermente rientranti, sono delimitate da lesene (anch'esse con capitelli ionici) e ospitano grandi finestre intervallate da elementi decorativi circolari e quadrati.
Interno
Gli interni si distinguono per il solenne scalone principale e per il grande salone centrale, noto anche come Sala della Musica. Quest'ultimo, partendo da una pianta quadrata, si sviluppa in altezza assumendo una forma ottagonale grazie all'espediente architettonico di quattro nicchie angolari, sulle quali si affacciano altri ambienti. Più precisamente, la sala presenta quattro loggette d'angolo che fanno capo ad altrettante salette più piccole, un tempo riservate ai gentiluomini per fumare, giocare o ritirarsi durante i concerti e le feste. Il salone è riccamente decorato con affreschi a soggetto musicale (cetre, arpe e altri strumenti) eseguiti da Vincenzo Bonomini e, con molta probabilità, dai pittori della famiglia Salvatoni, che ornarono gli spazi, le lunette e le lesene. Al centro del soffitto, evidenziata da un fregio, spicca la figura di un'aquila ad ali spiegate che stringe una fiaccola tra gli artigli.
Sul lato ovest della villa si trova la cappelletta di famiglia, un autentico esempio di armonia architettonica: l'ambiente è a pianta quadrata, scandito da quattro piccole colonne disposte simmetricamente e presenta una copertura elegante composta da voltine a padiglione e a botte. Qui spicca un grande affresco del 1835 opera di Giuseppe Diotti, raffigurante l'Assunzione di Maria Vergine.
Molte altre sale della villa mantengono intatte le decorazioni ottocentesche con elementi mitologici e floreali tipici delle dimore patrizie dell'epoca. In particolare, le stanze al pianterreno, dalle cui porte-finestre si accede direttamente allo spiazzo antistante il parco, presentano decorazioni originali con soggetti di natura morta, greche, festoni e sagomature che richiamano in modo specifico la destinazione d'uso originaria dei singoli ambienti.
Parco monumentale
Il palazzo è circondato da un immenso parco monumentale (tutelato dal Corpo Forestale), le cui proporzioni solenni rispecchiano quelle dell'architettura della villa. Fu progettato agli inizi dell'Ottocento seguendo scrupolosamente il "modello inglese", all'epoca un assoluto punto di riferimento per le famiglie nobili di tutta Europa. Il giardino è strutturato alternando sapientemente ampi spazi vuoti a fitti addensamenti di vegetazione, integrando alberi secolari di pregio e un sottobosco di impianto più recente.
Parco pubblico di Villa Camozzi
Oggi una porzione di questo grande parco originario (vasto in totale circa 60.000 metri quadrati) è di proprietà comunale ed è adibita a parco pubblico, comunemente noto come Parco Camozzi. Situata nel centro del paese in zona pedecollinare, questa area verde condivide le origini storiche della villa e ne conserva tuttora i numerosi alberi secolari. A disposizione della comunità, il parco pubblico è attualmente attrezzato con un percorso pedonale di circa 500 metri, un’area giochi per bambini, zone relax con tavoli e servizi igienici.
Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.