Storia e descrizione
La chiesa di Santo Stefano Protomartire è un edificio di culto cattolico situato a Vermegliano, frazione di Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia. Rappresenta uno dei rari esempi di architettura cinquecentesca e arte sacra ancora visibili nel territorio isontino.
Storia
Le origini della chiesa sono medievali, collocate tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo, datazione confermata dal ritrovamento del nucleo più antico e di frammenti di affreschi dell'epoca. L'edificio originario era di piccole dimensioni, riconducibile alla tipologia delle chiesette campestri diffuse nel territorio dal XIII secolo, caratterizzate da una navata unica e spesso circondate da un'area cimiteriale.
Nel 1558, probabilmente a seguito di un incendio, la struttura fu oggetto di un importante intervento di ampliamento e rinnovamento per rispondere alle crescenti esigenze della comunità. La data è incisa sull'architrave del portale d'ingresso. Pochi anni dopo, nel 1576, l'interno fu ulteriormente decorato con nuovi cicli pittorici.
Ulteriori modifiche architettoniche e decorative si susseguirono tra il XVII e il XIX secolo. In particolare, nell'Ottocento vennero inseriti il nuovo altare maggiore marmoreo e gli altari laterali.
Nonostante i bombardamenti della prima guerra mondiale, l'edificio rimase indenne. Dopo i danni subiti a causa del terremoto del 1976, la chiesa è stata oggetto di un meticoloso restauro negli anni ottanta (circa 1980-1981), che ha riportato il portico alla sua forma originaria e ha permesso la riscoperta di antichi cicli di affreschi precedentemente coperti dall'intonaco.
Esterno
L'edificio presenta una volumetria composta da un'aula rettangolare, un presbiterio di altezza inferiore e un portico anteriore addossato alla facciata.
La facciata è caratterizzata da:
Un'apertura centrale architravata.
Due finestre laterali arcuate a tutto sesto, separate da contrafforti.
Un campanile a vela (bifora campanaria) di tipo romanico che sormonta la facciata.
Un portico con tetto a padiglione retto da pilastri, ricostruito nella sua forma originaria durante i restauri del 1980.
Sull'architrave del portale datata 1558 è presente l'invocazione "S. STEPHANE / ORA PRO NOBIS / 1875", sormontata dai resti di una figura monocromatica.
Interno
L'interno è a navata unica (schema ad aula) con copertura a capriate lignee poggianti su mensole in pietra. L'ingresso e l'altare sono allineati sullo stesso asse di simmetria.
Il presbiterio, a schema centrale e forma poligonale (semiottagonale), è rialzato rispetto all'aula. La sua copertura è a vele nervate nella parte posteriore e a botte con lunette in corrispondenza delle finestre. L'aula è separata dal presbiterio da un arco trionfale a tutto sesto, sulla cui sommità è fissato un crocifisso ligneo dell'Ottocento.
Apparato pittorico
La chiesa conserva importanti cicli di affreschi di epoche diverse:
Affreschi quattrocenteschi: i più antichi, attribuiti a un pittore itinerante anonimo di gusto gotico. Tra questi, frammenti della Flagellazione (o Cristo alla colonna) e la Lavanda delle mani di Pilato (datata metà XV secolo).
Affreschi di fine Cinquecento: situati all'ingresso della navata, raffigurano San Michele Arcangelo (che pesa le anime e schiaccia il demonio) e San Giorgio a cavallo (nell'atto di sconfiggere il drago), incorniciati da finti tendaggi dorati.
Ciclo di Sebastiano Secante il Vecchio: risalente al 1576 circa, decora l'arco santo e il fondo della navata con scene quali il Battesimo di Cristo, la Lapidazione di Santo Stefano e la Predica del Battista.
Sante Martiri: nella nicchia in fondo a destra sono raffigurate le sante Agata, Apollonia, Marta e Orsola.
Arredi sacri
Altare maggiore: di origine settecentesca, dedicato a Santo Stefano, collocato nell'Ottocento.
Altari laterali: realizzati nell'Ottocento, dedicati a San Valentino (con pala dello Stagni del 1885) e alla Vergine del Rosario (con statua lignea della Madonna).
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