Storia e descrizione
La chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo è il principale luogo di culto cattolico di Sermoneta, situata nel centro storico del borgo. L'edificio si presenta come un complesso palinsesto architettonico caratterizzato da una profonda stratificazione storica e artistica.
Storia
Secondo le memorie storiche di Pietro Pantanelli, la chiesa sorse sulle rovine di un antico tempio pagano dedicato alla dea Cerere. Una prima struttura cristiana venne edificata in stile romanico, ma l'edificio subì gravi danni nel corso del XIII secolo a causa dell'incursione di Lando di Ceccano, signore di Ceccano e Sezze.
La successiva ricostruzione avvenne seguendo i canoni del gotico cistercense influenzato dalla scuola dell'abbazia di Fossanova. Nel corso dei secoli, l'aggiunta di cappelle gentilizie e decorazioni barocche ha ulteriormente trasformato l'involucro medievale, fino ai restauri del XX secolo che hanno cercato di isolare le fasi costruttive più antiche.
Esterno
L'ingresso è preceduto da un portico composto da due arcate con copertura a crociera. Nella lunetta del portale si conserva un affresco di Pietro Colaberti (XV secolo) raffigurante la Vergine con il Bambino che porge le chiavi a San Pietro; la figura dell'altro santo presente è identificata dal Pantanelli come Sant'Epafrodite, primo vescovo di Terracina. Il campanile, alto 24 metri, presenta una base quadrata ed è realizzato in blocchi di pietra calcarea. Rappresenta uno dei rari elementi superstiti dell'originale fase romanica.
Interno
L'interno è diviso in tre navate. In origine la struttura era priva di cappelle laterali, le quali furono aperte solo successivamente.
Tra le principali emergenze artistiche si segnalano:
Giudizio Universale: affresco di controfacciata rinvenuto nel 1954, opera attribuita a Desiderio da Subiaco. L'opera mostra il Cristo Giudice tra angeli e santi, con una rappresentazione dei dannati e di una gigantesca figura mostruosa che li inghiotte.
Acquasantiere: realizzate in pietra calcarea nel 1549 dal maestro Giovanni su commissione dell'arciprete Alessandro Cianca. Secondo gli studi di Edoardo Pino, poggiano su leoni stilofori accovacciati.
Ara del Tempio: un'ara marmorea votiva di epoca romana, presumibilmente dedicata al culto di Cibele, trasformata in seguito in seggio per il sacerdote.
Altare maggiore e coro
L'altare maggiore è sormontato da un crocifisso inserito in un baldacchino di legno scolpito del 1740, opera dell'artista locale Giuseppe Baccari. Il coro absidale è decorato con un ciclo di affreschi sulle Storie della Vergine Maria, commissionati da Flaminio Americi e attribuiti a Bernardino Cesari.
Cappelle laterali
Lungo le navate si aprono numerose cappelle, tra cui:
Cappella De Marchis: conserva la Madonna degli Angeli di Benozzo Gozzoli (circa 1452), che include una minuziosa veduta quattrocentesca di Sermoneta.
Cappella De Paolis
Cappella di Santa Maria Maddalena
Cappella della Madonna della Vittoria
Cappella del Rosario
Cappella del Redentore e della Passione
Cappelle di San Giuseppe, San Bartolomeo e San Pietro.
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