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Chiesa di San Perpetuo

Solero (AL) · Piemonte
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In breve

La chiesa di San Perpetuo, nota anche con il titolo di collegiata, è la parrocchiale di Solero, in provincia e diocesi di Alessandria; fa parte della zona pastorale dei Fiumi.

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Storia e descrizione

La chiesa di San Perpetuo, nota anche con il titolo di collegiata, è la parrocchiale di Solero, in provincia e diocesi di Alessandria; fa parte della zona pastorale dei Fiumi.

Storia

Le tre primitive chiese di Solero, attestate dal Basso Medioevo, erano quelle di San Michele, di San Giovanni Gerosolimitano - sede di un priorato - e di San Martino; quest'ultima venne reintitolata dapprima alla Beata Vergine Maria e poi a san Perpetuo.

Già appartenente alla diocesi di Asti, Solero entrò a far parte nel 1175 della diocesi di Alessandria, eretta in quell'anno da papa Alessandro III tramite la bolla Sacrosanctae Romanae Ecclesiae.

Nel 1224 la parrocchiale risultava versare in cattive condizioni, tanto che le funzioni venivano celebrate temporaneamente nell'oratorio di San Michele; circa un secolo dopo, nel 1350, nei registri diocesani la chiesa è descritta con il titolo di collegiata e presso di essa aveva quindi sede un capitolo di canonici

Tra i secoli XVIII e XIX la chiesa di San Perpetuo fu sottoposta a più riprese ad un intervento di rifacimento; nel 1710, in occasione delle nozze dei marchesi Guasco e Cuttica di Cascine, si procedette a una prima ristrutturazione, mentre nel 1743, su proposta del vescovo Giuseppe Tomaso de Rossi, venne condotto un ampliamento dell'edificio. Successivamente, nel 1794 fu realizzato il nuovo coro; nel 1811 la rinnovata parrocchiale venne consacrata e cinque anni dopo si provvide, su progetto di Leopoldo Valizzone, all'innalzamento della cupola con lanterna al di sopra del presbiterio.

Durante gli anni settanta del Novecento si procedette all'esecuzione dell'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'ambone e dell'altare rivolto verso l'assemblea.

L'evento sismico del 21 agosto 2000 arrecò dei danni alla chiesa e al campanile, i quale dovettero, pertanto, essere sottoposti a un intervento di risanamento.

Esterno

L'imponente facciata della chiesa, rivolta a occidente, presenta centralmente il portale maggiore architravato, ai lati i due ingressi minori timpanati e sopra tre ampie finestre a lunetta ed è scandita da lesene ioniche sorreggenti la trabeazione e il frontone triangolare.

Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, costruito nel 1904; la cui cella presenta su ogni lato una bifora ed è coronata dalla guglia piramidale.

Interno

L'interno dell'edificio si compone di cinque navate, separate da pilastri sorreggenti degli archi a tutto sesto e abbelliti da lesene, sopra le quali corre la trabeazione modanata e aggettante su cui si impostano le volte a vela; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di due gradini, coperto dalla cupola e chiuso dall'abside di forma semicircolare.

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali il dipinto che rappresenta San Pietro e il Cristo, risalente al XVI secolo, la tela avente come soggetto San Perpetuo firmata del lombardo Paolo Borroni, l'ancona ritraente la Natività di Maria, realizzata da Stefano Vil, e pala raffigurante la Madonna del Rosario, eseguita da Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo.

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Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.