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Villa Fabri dei Boemi

Trevi (PG) · Umbria
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In breve

Villa Fabri dei Boemi è un'antica residenza nobiliare di Trevi, in Umbria.

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Storia e descrizione

Villa Fabri dei Boemi è un'antica residenza nobiliare di Trevi, in Umbria.

Sorge sotto le mura civiche, appena fuori da Porta del Lago e possiede anche un giardino a tre terrazze degradanti sulla collina che offre un'ampia vista su tutta la valle spoletana. Rappresenta, soprattutto per la fastosa decorazione interna, un importante esempio dell'arte Manierista in Umbria e anche della pittura della Scuola d'arte di Beuron.

Storia

La villa venne costruita alla fine del XVI secolo e inaugurata nel 1603 per volere di Girolamo Fabri come suo ritiro. Alla sua morte la proprietà passò ai suoi figli e nel 1633 fu acquistata da Luca Venturini. In seguito numerosi si succedettero i proprietari: nel 1676 fu acquisita dagli Onori-Roncalli di Foligno; nel 1742 dai Carrara di Terni, poi dai conti della Porta di Roma. Nel 1891 Monsignor Josef Jan Hais, Vescovo di Hradec Králové, l’acquistò per il Collegio Boemo di Roma. Hais provvide ad ampliare la villa con la costruzione dell’ala destra, caratterizzata dalla decorazione pittorica della Scuola di Beuron, eseguita fra il 1912 e il 1914.

Dagli '40 del Novecento, fino al 1988, passò al Collegio Etiopico e, infine, nel 2000, fu acquistata dal Comune di Trevi che la restaurò nel 2013 per poi destinarla ad iniziative culturali.

Esterno

L'edificio si presenta come un massiccio parallelepipedo costruito sul crinale della collina e immerso in parco. La facciata verso la città si erge su due livelli, che diventano tre sul lato verso il giardino. La facciata principale presenta tre arconi centrali e finestre a edicola. Su questo fronte vennero realizzati dei graffiti raffiguranti vedute di Praga e di cinque città boeme. La facciata verso il giardino, presenta graffiti raffiguranti Angeli e Santi boemi. Le decorazioni vennero eseguite fra il 1912 e il 1914 da B. Cila e dell'abate benedettino Pantaleo Mayor.

L'ala destra dell'edificio venne aggiunta dopo il 1891 dal Collegio Boemo.

Dietro la villa si apre il giardino, con ampia vista sulla valle spoletana, a tre terrazze degradanti sul crinale della collina. Fra il secondo e il terzp livello è una doppia scalinata in pietra dove è ricavato il ninfeo a tre nicchioni, di cui quello centrale arricchito da due telamoni lapidei.

Interni

La villa al suo interno conserva un notevole ciclo di affreschi manieristici che ricoprono tutti i soffitti delle sale del piano nobile. Le pitture, realizzate nella prima metà del XVII secolo, sono state recentemente attribuite ad Antonio Circignani, Ventura Salimbeni e a Tarquinio Ligustri.

Sala delle Virtù

Nell’Atrio o Sala delle Virtù, la volta a specchio lunettata, accoglie al centro la Gloria con un cartiglio: “Invidiam calco et fortunam supero” (Schiaccio l’invidia e conquisto la fortuna). Nei pennacchi sono raffigurate le figure allegoriche delle Quattro Stagioni con i simboli dei relativi Segni Zodiacali, racchiusi in dei tondi. Nelle lunette sono vedute di Paesaggi bucolici e raffigurazioni di Giochi d'infanzia.

Sala di Salomone

Nella Sala di Salomone, la più ampia, in una parete, è dipinta una finta porta con un personaggio in abiti seicenteschi in atto di affacciarsi. Nella volta a padiglione sono raffigurate Scene del Vecchio Testamento incorniciate e popggianti su una trabeazione balaustrata a trompe l'oeil: Giuseppe sfugge alle seduzioni della moglie di Putifarre; Susanna tentata dai vecchi; Sansone tradito da Dalila; David guarda Betsabea, negli sguanci della volta. Al centro, nello specchio di volta, è il Giudizio di Salomone. Agli angoli appaiono, a due a due, le figure allegoriche della: Concordia, Tranquillitas, Magnificentia, Liberalitas, Nobilitas, Prudentia, Pax, Amicizia reggenti gli stemmi di alcune famiglie proprietarie della Villa e di famiglie congiunte.

Sala della Religione

Nella Sala della Religione al centro della volta appare la figura allegorica della Religione, guidata dalla colmba; e nei quattro lati, entro ricche cornici e con sfondi di architetture o paesaggi, sono le allegorie dell'Arte Militare, la Letteratura, la Caccia e il Matrimonio.

Sala di Daniele

La sala reca le Storie del profeta Daniele, con il Banchetto di Baldassàr; il Profeta smaschera i sacerdoti di Bel; il Profeta nella fossa dei leoni e il Profeta Abacuc trasportato dall’Angelo con il cibo in mano; i Persecutori del Profeta sbranati dai leoni.

Sala dei Santi Eremiti

Nella Sala dei Santi Eremiti, nel riquadro centrale della volta, è raffigurato San Paolo nutrito da un corvo; nelle edicole laterali: i Santi eremiti Antonio, Macario, Onofrio e Girolamo con l’elogio delle loro gesta; e le figure allegoriche della Continenza, Verginità, Parsimonia, Povertà, Carità, Vigilanza, Fedeltà, Affabilità; con i putti che sorreggono stemmi cardinalizi, tra cui quello di Erminio Valenti.

Sala delle Eremite

La Sala delle Eremite presenta al centro della volta un ovale costituito da trabeazioni architettoniche entro il quale sono raffigurate le Sante Eremite in gloria: Maddalena, Maria Egiziaca, Sofronia e Dimpna, ai lati sono raffigurate le Scene di Vita delle stesse sante.

Ala occidentale

Il Collegio Boemo aggiunse all'edificio l'ala occidenatle, nella quale vi ha lasciato al suo interno la cosiddetta Cappella dei Boemi, riccamente dipinta con le Storie di San Venceslao e di San Francesco; nell'abside sono raffigurati i santi della Boemia, tra cui al centro San Venceslao, martire, patrono della Repubblica Ceca e della Boemia.

La decorazione è stata realizzata, tra il 1912 e il 1914, dagli artisti B. Cila e Pantaleo Mayor. Quest’ultimo monaco benedettino del Monastero di Praga, seguace della Scuola del Beuron, movimento artistico fondato nel 1868 nell'Arciabbazia di Beuron.

La decorazione della Cappella dei Boemi costituisce in Italia, dopo la Cripta dell'Abbazia di Montecassino, il secondo lavoro più importante della scuola di Beuron.

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Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.