Storia e descrizione
La chiesa di Sant'Antonio Abate è la parrocchiale di Tavagnacco, in provincia ed arcidiocesi di Udine; fa parte del vicariato urbano di Udine.
Storia
La primitiva cappella di Tavagnacco sorse nel 1370; tale chiesetta era filiale della pieve di Tricesimo.Nel 1579 la chiesa, dopo essere stata gravemente danneggiata da una folgore, venne riedificata.
Nel 1619 la chiesa divenne sede di una cappellania; al cappellano di Tavagnacco spettavano i compiti di celebrare la Santa Messa e di insegnare la Dottrina Cristiana.
Nel 1725 l'edificio fu oggetto di un ampliamento e nel 1769 la chiesa divenne parrocchiale; nel 1790 fu eretto il campanile e nel 1795 la chiesa venne consacrata.
Nel 1835, dopo aver ricevuto l'autorizzazione dall'amministratore ecclesiastico di Udine, partirono i lavori di rifacimento della parrocchiale, che vennero portati a termine nel 1841.
Nel 1901 venne realizzato il nuovo coro e con le nuove campane furono installate nel 1923; in seguito al terremoto del Friuli del 1976 l'originaria copertura ottagonale del campanile venne sostituita da quella attuale.
Facciata
La facciata della chiesa è scandita da quattro semicolonne dotate di capitelli ionici, sorreggenti la trabeazione e il timpano di forma triangolo, sopra il quale si imposta la quinta muraria caratterizzata dalla modanatura; nell'intercolumnio centrale si apre il portale, sopra il quale c'è un mosaico.
Interno
L'interno della chiesa, voltato a botte e scandito da semicolonne sovrastate dal cornicione modanato, si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano le due cappelle laterali, introdotte da archi modanati. Al termine dell'aula vi è il presbiterio, introdotto dall'arco santo sorretto da due semicolle e da altrettante colonne, rialzato di tre gradini e chiuso dall'abside.
Opere di pregio qui conservate sono il barocco altare maggiore in pietra, costruito nel 1717 e forse proveniente da Venezia, due statue scolpite nel 1739 da Biasio Val, gli affreschi, eseguiti sia dal Barazzutti padre sia dal Barazzutti figlio, e la pala avente come soggetto l'Ascensione di Cristo, dipinta nel XIX secolo dall'udinese Lorenzo Bianchini.
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