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🌱 Cencio molle (Abutilon theophrasti)

Piante · ordine Malvales · famiglia Malvaceae · in 2 aree protette
Cencio molle (Abutilon theophrasti)
Foto: I.Sáček, senior · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Malvales
Famiglia
Malvaceae
Genere
Abutilon
Specie
Abutilon theophrasti
Nome italiano
Cencio molle
🌿 2 aree protette📍 2 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Il cencio molle (Abutilon theophrasti MediK., 1787) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Malvacee, nota soprattutto per essere un'infestante del mais e di altre colture primaverili-estive di pieno campo (già classificata in passato nel genere Sida con il nome di Sida abutilon).

Descrizione

Il cencio molle è una pianta erbacea annuale, alta fino a 350 cm, interamente ricoperta da tomento morbido.

Le foglie sono grandi, morbide (da cui il nome italiano), cuoriformi, cordate e con margini seghettati. Mediamente sono larghe 10-15 centimetri, ma possono raggiungere dimensioni maggiori.

Il fiore è caratterizzato da una corolla gialla formata da 5 petali di 1 –1,5 cm e da un calice con 5 sepali saldati alla base, epicalice assente.

L'androceo è monoadelfo ovvero con molti stami fusi tra loro per i filamenti a formare una sorta di tubo. I fiori sono portati in racemi all'ascella fogliare. L'impollinazione è entomogama. Fiorisce da luglio ad ottobre.

Il frutto è formato da diversi mericarpi disposti in una formazione a raggiera.

I semi sono cuoriformi, di colore bruno – nerastro a maturità. Mediamente misurano 3,0 -3,5 mm di lunghezza per 2,5 - 3,0 mm di larghezza. In ogni frutto possono essere presenti 200 semi.

Distribuzione e habitat

Originaria dell'Asia, è naturalizzata in Nord America, Canada, nell'Europa mediterranea e sud orientale; si trova con facilità come infestante nei campi di mais e di altre specie estive di interesse agrario a partire dai primi rialzi primaverili della temperatura del suolo, ma anche negli incolti e in luoghi ruderali.

Usi

In Italia è considerata una infestante delle colture.

In Cina viene coltivata da tempi preistorici per estrarne una fibra simile alla juta.

Foglie e semi sono eduli. I semi sono consumati abitualmente in Cina e in Kashmir.

Lotta

La sua rapidità di diffusione come infestante è dovuta al grande numero di semi prodotti ed alla loro capacità di inquinare gli organi meccanici delle mietitrebbiatrici, che ne garantiscono così la diffusione da un appezzamento all'altro. La lotta verso Abutilon theophrasti, rientra nei normali interventi contro le infestanti dicotiledoni. In particolare risulta sensibile ad erbicidi a base di Fluroxipir e Triflusulfuron-metile.

Da alcuni anni sono allo studio preparazioni microbiologiche a base di Colletotrichum coccodes, ma la loro diffusione applicativa è ancora molto limitata. Più spesso, quando non si utilizzano diserbanti (ad esempio in agricoltura biologica) il controllo dell'infestante si ottiene mediante operazioni meccaniche come la sarchiatura.

Testo tratto dalla voce «Abutilon theophrasti» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 2 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Abruzzo
Toscana

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.