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🌱 Camepizio (Ajuga chamaepitys)

Piante · ordine Lamiales · famiglia Lamiaceae · in 6 aree protette
Camepizio (Ajuga chamaepitys)
Foto: François Rozier · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Lamiales
Famiglia
Lamiaceae
Genere
Ajuga
Specie
Ajuga chamaepitys
Nome italiano
Camepizio
🌿 6 aree protette📍 2 regioni
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📖 Descrizione

Il camepizio (Ajuga chamaepitys (L.) Screb., 1774) è una pianta appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, nota anche come canapicchio o iva artritica.

Etimologia

Il nome generico (ajuga) deriva dal latino. Si tratta di una parola composta da due termini: "a" che significa negazione, privazione e "jugum" che significa "giogo". Probabilmente il nome vuole indicare l'assenza del labbro superiore nella corolla (altrimenti presente in altri generi delle labiate). Altri autori comunque danno etimologie diverse (vedi la voce del genere). ll nome specifico (chamaepitys) deriva da due termini greci: "chamae" che significa "a terra, umile, strisciante" e "pitys" che significa "pino" e fa rieferimento all'habitus basso simile a un piccolo pino, soprattutto per la somiglianza delle foglie. Il nome "chamaepitys" è stato usato da Teofrasto per una pianta di pino nano.

Il nome scientifico della specie è stato definito per la prima volta da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, perfezionato successivamente dal naturalista germanico Johann Christian Daniel von Schreber (1739 - 1810) nella pubblicazione "Plantarum Verticillatarum Unilabiatarum Genera et Species - 24 (p. "xxiiii")." del 1774.

Nella farmacopea ufficiale italiana questa pianta compare con il nome di Ivae arteticae herba. Una delle prime descrizioni medicinali di questa pianta è stata fatta per opera di Dioscoride (Anazarbe, 40 circa – 90 circa), medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone. Anche Gaio Plinio Secondo (Como, 23 – Stabiae, 25 agosto 79]) che è stato uno scrittore, ammiraglio e naturalista romano, conosceva questa pianta con il nome di "Abiga".

Descrizione

Queste piante sono alte da 5 a 20 cm. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Sono possibili anche altre forme biologiche come emicriptofita scaposa (H scap) oppure emicriptofita bienne (H bienn), ossia piante erbacee con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e si distinguono dalle altre per il ciclo vitale biennale (H bienn) oppure perenne (H scap). Tutta la pianta è fortemente aromatica (sono presenti delle ghiandole contenenti oli eterici).

Radici

Le radici sono del tipo fascicolato (fittonanti).

Fusto

La parte aerea del fusto è ramosa a portamento prostrato e ascendente all'apice. La sezione è quadrangolare con i fasci collenchimatici posti agli angoli.

Foglie

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto. Quelle basali sono picciolate, mentre quelle superiori sono sessili. La lamina è completamente divisa in tre lacinie lineari triforcate, ed è almeno 5-6 volte più lunga che larga. Non sono presenti stipole. Dimensione delle lacinie: larghezza 1 – 2 mm; lunghezza 15 – 20 mm.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono delle spighe a verticillo (fascetti sovrapposti di fiori) con fiori per lo più solitari. Ogni fascetto è provvisto di 2 brattee simili alle foglie.

Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti). Lunghezza del fiore: 10 – 17 mm.

Formula fiorale;

X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa

Il calice è gamosepalo con cinque denti (la base del calice è un tubo gozzuto); il tipo di calice è più o meno attinomorfo. La superficie è pubescente e sparsamente ghiandolosa. Lunghezza del tubo gozzuto: 4 mm; lunghezza dei denti: 2 – 3 mm.

La corolla, con parte basale a forma più o meno cilindrica, è gamopetala con apici lobati. Il tipo di corolla è pseudobilabiata (zigomorfa) con labbro superiore atrofizzato o mancante e ridotto a due denti e quello inferiore a tre lobi. Il tubo corollino internamente è provvisto di un anello di peli. Il colore è giallo-pallido.

L'androceo possiede quattro stami didinami, due grandi e due piccoli e tutti fertili (un quinto stame posteriore è sempre abortito). I filamenti sono adnati alla corolla. Gli stami sono parzialmente sporgenti dal tubo corollino. Le teche sono del tipo da divergenti a divaricate (confluiscono nella zona della deiscenza). I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.

Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme bifido; gli stigmi (sono due) sono semplici. Il nettario è abbondante.

Fioritura: da aprile a ottobre.

Frutti

I frutti sono drupe, racchiuse dal calice persistente, composte da 4 nucule (tetrachenio). I semi sono minuti e provvisti di endosperma (o scarso).

Riproduzione

Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri, imenotteri e raramente lepidotteri (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Distribuzione: questa specie ha un areale Euri-Mediterraneo.In Italia è una specie comune ed è presente ovunque. Fuori dall'Italia, nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (tutti i dipartimenti alpini), in Svizzera (cantoni Vallese, Ticino e Grigioni), in Austria (Länder della Stiria e Austria Inferiore). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi.

Habitat: l'habitat tipico per questa pianta sono i prati aridi, i pascoli e gl incolti; ma anche i campi e le colture. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico/neutro, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.

Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1500 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e collinare (oltre a quello planiziale – a livello del mare) e in parte quello subalpino.

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico Ajuga chamaepitys appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione : delle comunità terofiche pioniere nitrofile

Classe: Stellarietea mediae

Ordine: Papaveretalia rhoeadis

Alleanza: Caucalidion lappulae

Tassonomia

La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie. Il genere Ajuga si compone di circa 60 specie, mezza dozzina delle quali vivono in Italia.

Ajuga chamaepitys in realtà ha un aspetto abbastanza diverso dal resto del genere; infatti nella sua prima classificazione (fatta da Linneo) era assegnata ad un altro genere: Teucrium; e si chiamava appunto Teucrium chamaepitys L.. Soltanto nel 1773 per opera del naturalista Johann Christian Daniel von Schreber si venne a conoscere la stretta affinità tassonomica con il genere Ajuga.

Il numero cromosomico di A. chamaepitys è: 2n = 28.

Variabilità

L'iva artritica è una specie variabile. I caratteri soggetti a variabilità sono i seguenti:

ciclo biologico: normalmente questa pianta è annua, ma al Sud il fusto alla base può presentarsi lignificato e quindi superare il periodo invernale;

pubescenza: la pelosità può essere più o meno densa, ma anche nulla;

lunghezza della corolla: mediamente la lunghezza e 5 – 12 mm, ma in alcuni casi può arrivare fino a 15 mm (subsp. chia (Schreb.) Arcang.);

colore della corolla: spesso è punteggiata di purpureo (a volte, ma raramente, può presentarsi completamente purpurea);

Per questa specie sono riconosciute le seguenti sottospecie:

Ajuga chamaepitys (L.) Schreb. subsp. chamaepitys - Distribuzione: Italia, Europa centrale dal Portogallo all'Ucraina e Magreb.

Ajuga chamaepitys subsp. chia (Schreb.) Arcang., 1882 - Distribuzione: Italia, Europa (orientale-meridionale), Transcaucasia, Anatolia e Asia (mediterranea)

Ajuga chamaepitys subsp. cuneatifolia (Stapf) P. H. Davis, 1980 - Distribuzione: Anatolia

Ajuga chamaepitys subsp. cypria P. H. Davis, 1980 - Distribuzione: Cipro e Anatolia

Ajuga chamaepitys subsp. euphratica P. H. Davis, 1980 - Distribuzione: Anatolia

Ajuga chamaepitys subsp. glareosa P. H. Davis, 1980 - Distribuzione: Anatolia, Libano e Siria

Ajuga chamaepitys subsp. laevigata (Boiss.) P. H. Davis, 1980 - Distribuzione: Anatolia, Libano, Siria e Israele

Ajuga chamaepitys subsp. libanotica P. H. Davis, 1980 - Distribuzione: Libano e Siria

Ajuga chamaepitys subsp. mardinensis P. H. Davis, 1980 - Distribuzione: Anatolia

Ajuga chamaepitys subsp. mesogitana (Boiss.) Bornm., 1914 - Distribuzione: Anatolia, Libano e Siria

Ajuga chamaepitys subsp. palaestina (Boiss.) Bornm., 1914 - Distribuzione: Cipro, Anatolia, Libano, Siria e Israele

Ajuga chamaepitys subsp. rechingeri (Bilik) P. H. Davis, 1980 - Distribuzione: Anatolia, Libano e Siria

Ajuga chamaepitys subsp. suffrutescens (Willk.) Pott.-Alap. ex Greuter & Brudet, 1985 - Distribuzione: Spagna, Marocco e Algeria

Ajuga chamaepitys subsp. tridactylites (Ging. ex Benth.) P. H. Davis, 1980 - Distribuzione: Israele e Sinai

Sinonimi

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Farmacia

Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:

antireumatica (attenua i dolori dovuti all'infiammazione delle articolazioni);

diuretica (facilita il rilascio dell'urina);

emmenagoga (regola il flusso mestruale);

stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare).

Testo tratto dalla voce «Ajuga chamaepitys» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 6 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Provincia Autonoma Trento
Sicilia

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.