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🌱 Bocca di leone gialla (Antirrhinum latifolium)

Piante · ordine Lamiales · famiglia Plantaginaceae · in 1 area protetta
Bocca di leone gialla (Antirrhinum latifolium)
Foto: Penzig, O. · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Lamiales
Famiglia
Plantaginaceae
Genere
Antirrhinum
Specie
Antirrhinum latifolium
Nome italiano
Bocca di leone gialla
🌿 1 area protetta📍 1 regione
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📖 Descrizione

La bocca di leone gialla (Antirrhinum latifolium Miller, 1768) è una pianta dai vistosi fiori gialli appartenente alla famiglia delle Plantaginacee.

Etimologia

Il nome generico (Antirrhinum) deriva da alcune parole greche il cui significato è "simile a un muso (o un naso)", infatti "anti" = simile e "rhin" = naso e fa riferimento alla particolare forma della corolla definita anche "personata". La prima documentazione di questo nome si ha da Joseph Pitton de Tournefort (Aix-en-Provence, 5 giugno 1656 – Parigi, 28 dicembre 1708) un botanico francese; e prima ancora da Teofrasto (371 a.C. – Atene, 287 a.C.) un filosofo e botanico greco antico, discepolo di Aristotele, autore di due ampi trattati botanici. L'epiteto specifico (latifolium) deriva dal latino e significa "a foglie larghe".

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico scozzese Philip Miller (Chelsea, 1691 – Chelsea, 18 dicembre 1771) nella pubblicazione "Gardeners Dictionary, Edition 8. Lond - n. 4." del 1768.

Descrizione

L'aspetto della pianta è suffruticoso ed è per la maggior parte pelosa. Nella parte aerea è anche glandulosa. La forma biologica è camefita suffruticosa (Ch frut): sono piante dai fusti legnosi e di dimensioni non troppo grandi che d'inverno si seccano completamente, ma alcune gemme rimangono nella parte aerea della pianta. Queste piante arrivano ad una altezza massima di (3) 5 - 10 dm.

Radici

Le radici sono del tipo a fittone.

Fusto

Il fusto è eretto, semplice, un po' legnoso nella parte inferiore; mentre in quella superiore è fibroso – carnoso.

Foglie

Le foglie sono quasi persistenti. La loro inserzione sul fusto è varia: può essere opposta, o alterna o (raramente) verticillata, a volte possono avere anche una disposizione a spirale. Dimensioni delle foglie: 2,5 – 5 cm in lunghezza; 1,5 – 2 cm in larghezza. Il colore è verde cupo.

Foglie basali: sono in genere opposte e con forme spatolate; non hanno picciolo (oppure è piccolissimo).

Foglie cauline: sono sessili, quasi sempre alterne, con forme da lanceolate a ovali (1,5 - 2,5 volte più lunghe che larghe); la forma della lamina è intera con superficie pubescente; sono inoltre arrotondate all'apice.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono delle dense spighe racemose terminali (solitarie o ascellari), frondose o bratteate. I fiori, grandi e vistosi, sono peduncolati (fino a 10 mm).

Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi e tetraciclici (ossia formati da 4 verticilli: calice– corolla – androceo – gineceo) e tetrameri (i verticilli del perianzio hanno 4 elementi). Dimensione del fiore: da 3 a 5 cm.

Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:

X o * K (4-5), [C (4) o (2+3), A 2+2 o 2], G (2), capsula.

Il calice, tuboloso-campanulato, più o meno attinomorfo e gamosepalo, è profondamente pentalobato con lobi da subuguali a ineguali (quelli adassiali sono più corti). I lobi hanno delle forme simili a lacinie ovali più piccole della corolla (lunghezza 8 mm).

La corolla, gamopetala e tubolare del tipo bilabiato con 4 - 5 lobi patenti, è rigonfia nella parte basale. Il labbro superiore è verticale e bilobato; quello inferiore è trilobato con il lobo mediano aderente al labbro superiore. Una salienza prominente sul labbro inferiore (una protuberanza sacciforme) chiude all'altezza delle fauci la gola della corolla (corolla "personata"). La corolla è gialla. Il colore si schiarisce al centro del tubo. Lunghezza della corolla: 33 – 48 mm.

L'androceo è formato da 4 stami didinami tutti fertili. I filamenti sono adnati alla base della corolla e sono inclusi o poco sporgenti. Le antere sono formate da due teche distinte e molto divaricate; la deiscenza è longitudinale attraverso due fessure. I granuli pollinici sono tricolpoporati.

Il gineceo è bicarpellare (sincarpico - formato dall'unione di due carpelli connati). L'ovario è supero con placentazione assile e forme da ovoidi o globose a suborbicolari. Gli ovuli per loculo sono numerosi, hanno un solo tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo ha uno stigma da capitato a fortemente bilobo. Il disco nettarifero è distinto e presente.

Fioritura: da (aprile) maggio a settembre (ottobre).

Frutti

Il frutto è una capsula (ellissoide – ovoidale nella forma) ad inserzione laterale di 10 – 14 mm di diametro massimo. All'interno i semi sono numerosi, con forme ovali e con la testa alveolato-reticolata oppure crestata. Al momento della maturazione i semi fuoriescono da tre fori che si aprono nella parte superiore del frutto (capsula porocida).

Biologia

Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti quali imenotteri, lepidotteri o ditteri (impollinazione entomogama) ovvero tramite il vento (impollinazione anemogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Nord Ovest Mediterraneo (Steno-mediterraneo).

Distribuzione: in Italia è una pianta rara ed è presente al Nord lungo il litorale tirrenico. Nelle Alpi italiane si trova solamente nel settore occidentale (Liguria e Piemonte). Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (tutti i dipartimenti alpini). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nel Massiccio del Giura e Pirenei.

Habitat: l'habitat tipico sono le rupi, i muri e i ripari sotto roccia. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.

Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 600 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e collinare (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico alpino Antirrhinum latifolium appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: comunità delle fessure e delle rupi e dei ghiaioni

Classe: Asplenietea trichomanis

Ordine: Potentilletalia caulescentis

Alleanza: Potentillion caulescentis

Tassonomia

La famiglia Plantaginaceae comprende 12 tribù, 105 generi e oltre 1 800 specie.

La specie Antirrhinum latifolium fino a poco tempo fa era inclusa nella famiglia Veronicaceae o Scrophulariaceae a seconda dei vari Autori. La classificazione APG la assegna alla famigli Plantaginaceae.

Sottospecie

Per questa specie è riconosciuta come valida la seguente sottospecie:

Antirrhinum latifolium subsp. intermedium (Debeaux) Nyman, 1881

Sinonimi

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Antirrhinum diffusum Bernh. ex Steud.

Antirrhinum majus subsp. latifolium (Mill.) Rouy

Antirrhinum nicaeense Risso

Antirrhinum nicaeense var. latifolium (Mill.) Risso

Altre notizie

La bocca di leone gialla in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

(DE) Breitblättriges Löwenmaul

(FR) Muflier è larges feuilles

Testo tratto dalla voce «Antirrhinum latifolium» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 1 area protetta

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Piemonte

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.