📖 Descrizione
La campanula dei ghiaioni (nome scientifico Campanula cochleariifolia Lam., 1785) è una pianta erbacea perenne, dai fiori blu a forma di campana, appartenente alla famiglia delle Campanulaceae.
Etimologia
Il nome generico (campanula) deriva dalla forma a campana del fiore; in particolare il vocabolo deriva dal latino e significa: piccola campana.
Dalle documentazioni risulta che il primo ad usare il nome botanico di "Campanula" sia stato il naturalista belga Rembert Dodoens, vissuto fra il 1517 e il 1585. Tale nome comunque era in uso già da tempo, anche se modificato, in molte lingue europee. Infatti nel francese arcaico queste piante venivano chiamate "Campanelles" (oggi si dicono "Campanules" o "Clochettes"), mentre in tedesco vengono dette "Glockenblumen" e in inglese "Bell-flower" o "Blue-bell". In italiano vengono chiamare "Campanelle". Tutte forme queste che derivano ovviamente dalla lingua latina. L'epiteto specifico ("cochleariifolia") deriva dalla parola greca "kochlarion" o dal latino "cocleare" (= "cucchiaio") e insieme alla seconda parte del nome (folia) significa "con foglie a forma di cucchiaio" e fa riferimento alle sue foglie basali rotonde (o anche "simile alle foglie di Cochlearia" dove Cochlearia L. è un genere di piante della famiglia delle Brassicaceae). Il nome comune ("dei ghiaioni") deriva dall'habitat nel quale si trova più frequentemente questa pianta.
Il nome scientifico di questa specie è stato definito per la prima volta dal naturalista, zoologo, botanico enciclopedista e chimico francese Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829) nella pubblicazione "Encyclopédie méthodique. Botanique. Paris - 1 (2):. 578 1785" del 1785.
Descrizione
Queste piante possono arrivare fino a 5 – 15 cm di altezza (massimo 30 cm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Se stropicciata o spezzata la pianta rilascia un succo lattiginoso (contengono infatti lattice lattescente e accumulano inulina).
Radici
La radice è secondaria e si dirama dal rizoma.
Fusto
Parte ipogea: la parte ipogea del fusto consiste in un rizoma sottile ma tenace e ramoso; il portamento di questo rizoma è strisciante tra i sassi e forma un tappeto con le foglie basali che si appoggiano ai suoi fascetti sterili (fusti senza fiori).
Parte epigea: la parte epigea del fusto è composta da diversi fusti ascendenti e gracili, questi si presentano inoltre nudi e incurvati nella parte alta.
Foglie
Tutte le foglie sono semplici e quelle lungo il fusto sono disposte in modo alterno.
Foglie basali: le foglie basali possono espandersi come un tappeto (appoggiandosi alla parte strisciante del fusto), hanno la lamina cuoriforme o subrotonda e sono grossamente dentate. Contrariamente ad altre specie simili le foglie basali sono persistenti alla fioritura. Dimensione delle foglie basali: larghezza 8 – 10 mm; lunghezza 7 – 12 mm.
Foglie cauline: le foglie cauline sono più allungate e progressivamente sempre più ristrette fino ad apparire filiformi e lineari. Anche queste foglie sono dentate. Dimensione delle foglie cauline: quelle inferiori 4 × 7 mm; quelle superiori 3 × 22 mm.
Infiorescenza
Per ogni fusto si ha normalmente un racemo di uno o due fiori (raramente fino a 6). Ma dal momento che ogni pianta può generare numerosi fusti fiorali, nel complesso questa specie si presenta sempre come un tappeto di fiori.
Fiori
I fiori sono tetra-ciclici, ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo (in questo caso il perianzio è ben distinto tra calice e corolla) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono gamopetali, ermafroditi e attinomorfi. Il fiore può essere lungo dai 10 ai 20 mm e più e si presenta pendulo tramite un peduncolo la cui grossezza è pari alla ramificazione finale de fusto. I boccioli sono penduli come i fiori.
Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
K (5), C (5), A (5), G (2-5), infero, capsula
Calice: il calice ha delle lacinie erette e un po' patenti la cui lunghezza è circa la metà del calice. Dimensione delle lacinie : 3 – 8 mm.
Corolla: il colore della corolla è azzurro – violetto a volte pallido. È divisa in 5 lobi, ma in certi individui gli elementi della corolla possono trovarsi in soprannumero. La lunghezza dei lobi non raggiunge 1/3 della lunghezza totale della corolla. Dimensione della corolla : 10 – 20 mm.
Androceo: gli stami dell'androceo sono 5 con antere, libere (ossia saldate solamente alla base) e filamenti sottili ma membranosi alla base. Le antere sono più brevi dei filamenti staminali. Il polline è 3-porato, spinuloso e rosato oppure giallastro.
Gineceo: lo stilo del gineceo è unico con 3 stigmi (trilobo). L'ovario è infero, 3-loculare con placentazione assile (centrale), formato da 3 carpelli (ovario sincarpico) ed è liscio. Lo stilo possiede dei peli per raccogliere il polline.
Fioritura: da (giugno) luglio ad agosto.
Frutti
Il frutto è una capsula pendula e deiscente, triloculare con molti semi. La capsula è deiscente per valve basali.
Riproduzione
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama - api e farfalle anche notturne). In queste piante è presente un particolare meccanismo a "pistone": le antere formano un tubo nel quale viene rilasciato il polline raccolto successivamente dai peli dallo stilo che nel frattempo si accresce e porta il polline verso l'esterno.
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento, essendo molto minuti e leggeri – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).
Distribuzione e habitat
Geoelemento: il tipo corologico della specie (area di origine) è Orofita - Sud Europeo. Quindi si tratta di una specie montana dell'Europa meridionale; con un areale che dalla Penisola Iberica arriva fino ai Balcani ed eventualmente Caucaso e Anatolia.
Distribuzione: questa specie è distribuita in Europa e in America Settentrionale con alcune presenze sporadiche nel resto del globo; in Italia è comune e si trova sulle Alpi e nell'Appennino Centro-settentrionale. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Pirenei, Alpi Dinariche, Monti Balcani e Carpazi.
Habitat: questa pianta frequenta in preferenza le zone alpine fra i ghiaioni e macereti; ma è possibile trovarla anche nei campi e lungo i muri (o anche rocce verticali in alta quota), oppure lungo i corsi d'acqua. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.
Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 800 ai 3000 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano, subalpino e alpino, e in parte quello collinare e quello nivale.
Fitosociologia
Dal punto di vista fitosociologico Campanula cochleariifolia appartiene alla seguente comunità vegetale:
Formazione : comunità delle fessure e delle rupi e dei ghiaioni
Classe : Asplenietea trichomanis
Ordine : Potentilletalia caulescentis
Tassonomia
La famiglia di appartenenza della Campanula cochleariifolia (Campanulaceae) è relativamente numerosa con 89 generi per oltre 2000 specie (sul territorio italiano si contano una dozzina di generi per un totale di circa 100 specie); comprende erbacee ma anche arbusti, distribuiti in tutto il mondo, ma soprattutto nelle zone temperate. Il genere di questa voce appartiene alla sottofamiglia Campanuloideae (una delle cinque sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Campanulaceae) comprendente circa 50 generi (Campanula è uno di questi). Il genere Campanula a sua volta comprende 449 specie (circa 50 nella flora italiana) a distribuzione soprattutto circumboreale, ossia hanno origine dai territori delle zone temperate dell'emisfero boreale (una ventina e forse più sono originarie dell'America del Nord). È comunque dalle regioni mediterranee che si pensa abbia avuto inizio la distribuzione, nel resto del mondo, di queste piante.
Il Sistema Cronquist assegna al genere Campanula la famiglia delle Campanulaceae e l'ordine delle Campanulales mentre la moderna classificazione APG la colloca nell'ordine delle Asterales (stessa famiglia). Sempre in base alla classificazione APG IV sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella in testa a questa voce).
Il numero cromosomico di C. cochleariifolia è: 2n = 34.
Variabilità
La specie è molto polimorfa sia per la presenza o no di peli (da quasi glabra a densamente ispida) che nella forma della corolla (da normalmente campanulata, a emisferica, o anche imbutiforme) che nella forma delle foglie basali, ma anche nel colore del fiore.
Ibridi
La Campanaula cochleariifolia con la Campanula scheuchzeri forma il seguente ibrido:
Campanula x murrii Dalla Torre & Sarnth., 1912
Sinonimi
Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
Specie simili
Nella tabella seguente sono messi a confronto i caratteri morfologici delle due specie (Campanula scheuchzeri e Campanula rotundifolia) molto simili alla Campanula cochleariifolia :
Cucina
In certe zone montane si usano i fiori e le foglie come insalata.
Altre notizie
La campanula cochleariifolia in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:
(DE) Niedliche Glockenblume
(FR) Campanule à feuilles de cranson
(EN) Fairy's Thimble
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.