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🌱 Carduus personata

Piante · ordine Asterales · famiglia Asteraceae · in 1 area protetta
Carduus personata
Foto: Johann Georg Sturm · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Asterales
Famiglia
Asteraceae
Genere
Carduus
Specie
Carduus personata
🌿 1 area protetta📍 1 regione
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📖 Descrizione

Il cardo personata (nome scientifico Carduus personata (L.) Jacq., 1776) è una pianta erbacea perenne dai grandi capolini violetto-purpurei appartenente alla famiglia delle Asteracee.

Etimologia

Il nome del genere (Carduus) deriva dal latino (="cardo" in italiano) che a sua volta potrebbe derivare da una parola greca il cui significato si avvicina al nostro vocabolo "rapare"; ma altre ricerche farebbero derivare da un'altra radice, sempre greca, "ardis" (= "punta dello strale"), alludendo ovviamente alla spinosità delle piante di questo genere. L'epiteto specifico (personata) deriva dal latino "personatus" (=mascherato).

Il binomio scientifico attualmente accettato (Carduus personata) è stato proposto inizialmente da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 –Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi e successivamente perfezionato dal medico, chimico e botanico olandese Nikolaus Joseph von Jacquin (Leida, 16 febbraio 1727 – Vienna, 26 ottobre 1817) nella pubblicazione "Florae Austriaceae, sive Plantarum Selectarum in Austriae" (http://www.botanicus.org/title/b12003402 Archiviato il 27 giugno 2020 in Internet Archive.).

Descrizione

(La seguente descrizione è relativa alla specie Carduus personata s.l.; per i dettagli delle varie sottospecie vedere più avanti.)

È una pianta eretta che può raggiungere dai 5 ai 15 dm (massimo 25 dm). La forma biologica di questa specie è emicriptofita scaposa (H scap); ossia sono piante perennanti (in alcuni casi può presentarsi con un ciclo biologico bienne) con gemme poste al livello del suolo con fusto allungato e poco foglioso. In queste piante le spine sono molli e presenti sia sul fusto che sulle foglie.

Radici

Le radici sono grosse e servono anche da ancoraggio oltre che da alimentazione.

Fusto

La parte aerea del fusto è eretta e ampiamente ramosa verso l'alto. La forma è tubolare, striata e costata con ali fino all'infiorescenza (le ali sono strette e sporgono di 0,5–1 mm con delle deboli spinule di 1–2 mm)

Foglie

Le foglie, sessili, sono tutte cauline e sono disposte in modo alterno. La lamina è larga, da lanceolata a ovata a contorno lobato (con 4 - 6 segmenti per lato) con bordi denticolato-spinulosi. La pagina delle foglie è cosparsa di peli unicellulari lisci. Quelle superiori hanno la lamina ben sviluppata (intera o lobata). Dimensione delle foglie inferiori: larghezza 1–2 dm; lunghezza 3–4 dm. Dimensione delle foglie mediane: larghezza 6–10 cm; lunghezza 12–15 cm.

Infiorescenza

L'infiorescenza è formata da pochi (2 - 5) capolini sessili o con un sub-peduncolo, riuniti in fascetti. La struttura del capolino è quella tipica delle Asteracee: un breve peduncolo foglioso sorregge un involucro a forma da emisferica a ovoide, composto da diverse brattee (o squame) intere, senza spine e appena scariose, disposte su più serie in modo embricato che fanno da protezione al ricettacolo setoloso (pagliette diritte) sul quale s'inseriscono i fiori tubulosi. Le squame mediane sono progressivamente ristrette verso l'apice, ma senza strozzatura ed hanno una caratteristica forma a "S". Lunghezza dei peduncoli: 8 cm. Dimensione dell'involucro: larghezza 1–2 cm; lunghezza 1–1,5 cm. Diametro del capolino: 1,5–3 cm. Dimensione delle squame mediane: larghezza 1–1,5 mm; lunghezza 11–13 mm.

Fiore

I fiori sono tutti del tipo tubuloso (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteracee, qui è assente), sono ermafroditi, attinoformi, tetra-ciclici (con quattro verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ossia sia il calice che la corolla sono composti da cinque elementi).

Formula fiorale :

/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.

Corolla: la corolla ha una forma cilindrica (tubolare) terminante con 5 profondi lobi; il colore è violetto-purpureo. Lunghezza della corolla: 12–14 mm.

Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, papillosi e pubescenti; le antere sono saldate fra di loro e formano un manicotto circondante Lo stilo; sono inoltre caudate alla base.

Gineceo: l'ovario è infero e uniloculare formato da 2 carpelli; Lo stilo è unico con uno stimma terminale lungamente bifido e glabro. All'apice dello stilo è presente un ciuffo di peli. La superficie stigmatica è localizzata nella parte interna dello stilo.

Fioritura: da giugno a agosto (settembre).

Frutti

I frutti sono degli acheni a superficie chiara e liscia, glabri, ad inserzione basale e con una coroncina conico-troncata all'apice; la forma è ovoide di 3–4 mm. Gli acheni sono carrucolati; ossia hanno delle protuberanze per agevolare il distacco dei semi. Il pappo è formato da setole semplici e diritte, connate alla base e disposte in un anello deciduo in un unico pezzo; i margini delle setole sono scabri o con fine barbe. Il pappo ricopre la corolla per circa 4/5 della lunghezza della corolla stessa (lunghezza del pappo: 8 – 12 mm).

Riproduzione

Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita / Sud Est Europeo.

Distribuzione: in Italia si trova al nord e negli Appennini settentrionali e centrali. È considerata specie rara. Nelle Alpi è ovunque presente sia sul versante italiano che oltreconfine. È presente inoltre nei seguenti rilievi europei: Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Monti Balcani e Carpazi.

Habitat: l'habitat tipico per queste piante sono le radure umide, gli avvallamenti e le sponde dei ruscelli boschivi; ma anche le zone ruderali, aree abbandonate, scarpate, prati e pascoli mesofili, megaforbieti e popolamenti a felci. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.

Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 500 fino a 1700 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: subalpino e montano.

Areale alpino

Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri

Classe: Mulgedio-Aconitetea

Ordine: Calamagrostietalia villosae

Alleanza: Arunco-Petasition

Areale italiano

Per l'areale completo italiano Carduus personata appartiene alla seguente comunità vegetale:

Macrotipologia: vegetazione erbacea sinantropica, ruderale e megaforbieti.

Classe: Galio aparines-Urticetea dioicae Passarge ex Kopecký, 1969

Ordine: Galio aparines-Alliarietalia petiolatae Oberdorfer ex Görs & Müller, 1969

Alleanza: Petasition officinalis Sill., 1933 em. Kopecky, 1969

Descrizione. L'alleanza Petasition officinalis è relativa alle comunità con prevalenza di specie perenni in orli forestali mesofili o meso-igrofili che si sviluppano in habitat ricchi di nutrienti dei climi temperati ed umido del Mediterraneo. La comunità è povera di specie perenni a foglia larga. Distribuzione: l'alleanza è ampiamente distribuita sia in Europa che in Italia.

Specie presenti nell'associazione: Cirsium erisithales, Elymus caninus, Orobanche flava, Petasites hybridus, Petasites kablikianus, Valeriana sambucifolia, Telekia speciosa, Aconitum napellus, Aconitum variegatum, Aruncus dioicus, Athyrium filix-foemina, Cardamine amara, Carduus personata, Chrysosplenium alternifolium, Conocephalum conicum, Crepis paludosa, Knautia maxima, Lamiastrum montanum, Milium effusum, Oxalis acetosella, Pellia epiphylla, Petasites albus, Primula elatior, Ranunculus lanuginosus, Saxifraga rotundifolia, Senecio ovatus, Stellaria nemorum, Veronica urticifolia, Vicia sylvatica, Chaerophyllum hirsutum, Festuca gigantea, Geranium phaeum, Impatiens noli-tangere e Stachys sylvatica

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.

Cardueae è una delle 4 tribù della sottofamiglia. La tribù Cardueae a sua volta è suddivisa in 12 sottotribù (la sottotribù Carduinae è una di queste). Il genere Carduus elenca 92 specie distribuite in Eurasia e parte in Africa del nord, delle quali una ventina sono presenti spontaneamente sul territorio italiano.

Il basionimo per questa specie è: Arctium personata L., 1753.

Filogenesi

Il genere di questa voce è inserito nel gruppo tassonomico della sottotribù Carduinae. In precedenza provvisoriamente era inserito nel gruppo tassonomico informale "Carduus-Cirsium Group". La posizione filogenetica di questo gruppo nell'ambito della sottotribù è abbastanza vicina al "core" della sottotribù (con il genere Cirsium forma un "gruppo fratello") e dalle analisi molecolari è stato calcolato in 7,2 milioni di anni fa la separazione di questo genere dal resto del gruppo.

Il numero cromosomico di Carduus personata è: 2n = 16, 18 e 22.

I caratteri distintivi di questa specie nell'ambito del genere sono:

la forma dell'involucro varia da emisferico a ovoide.

le brattee involucrali medie sono progressivamente ristrette dalla base all'apice (non è presente la strozzatura).

il pappo è lungo 8 – 13 mm.

Questi caratteri sono condivisi con le seguenti specie (tra parentesi sono indicati alcuni caratteri distintivi della specie):

Carduus carduelis (L.) Gren., 1864 (le brattee involucrali esterne sono curve; le foglie basali hanno 6 - 8 segmenti per lato; gli acheni sono verrucosi).

Carduus acanthoides L., 1753 (le spine sono robuste e lunghe (5 – 12 mm); il diametro dei capolini è di 25 – 35 mm; la superficie degli acheni è minutamente verrucosa).

Carduus crispus L., 1753 (le spine sono deboli e brevi; il diametro dei capolini è di 15 – 25 mm; la superficie degli acheni è liscia).

Variabilità

In Italia sono riconosciute due sottospecie:

Subsp. personata

Nome scientifico: Carduus personata (L.) Jacq. subsp. personata.

Descrizione: le foglie cauline sono prolungate in ali decorrenti lungo il fusto; quelle superiori sono amplessicauli; i capolini sono isolati o eventualmente in fascetti due 2 – 3.

Distribuzione: è il tipo più comune in Italia (al Settentrione e al Centro).

Subsp. albidus

Nome scientifico: Carduus personata (L.) Jacq. subsp. albidus (Adamovic) Kazmi.

Descrizione: la pianta si presenta bianco-ragnatelosa sia sul fusto che sulle foglie; le foglie cauline in genere non sono decorrenti lungo il fusto; le superiori sono sessili ma sono ristrette alla base; le infiorescenze contengono facilmente 3 – 5 (ma anche 8) capolini.

Distribuzione: è presente, ma rara, solo nelle Dolomiti; in effetti questa varietà è centrata nell'area Balcanico-Carpatica e in Italia abbiamo l'estremo avamposto occidentale di questa sottospecie.

Ibridi

Nell'elenco seguente sono indicati alcuni ibridi interspecifici (non sempre gli ibridi sono riconosciuti da tutte le checklist):

Carduus × conrathii Hayek, 1912 - Ibrido con Carduus acanthoides L.

Carduus × grenieri Schultz-Bip. ex Nyman, 1879 - Ibrido con Carduus nutans L.

Carduus × naegelii Brügger, 1880 - Ibrido con Carduus defloratus L.

Carduus × personatiformis Rouy, 1905 - Ibrido con Carduus crispus L.

Carduus × sepincola Hausskn., 1894 - Ibrido con Carduus crispus L.

In questo elenco è indicato un Ibrido intragenerico:

×Carduocirsium khekkii P. Fourn., 1940 - Ibrido con Cirsium heterophyllum (L.) Hill

Sinonimi

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Carduus arctioides Vill.

Carduus leucanthemos Schur

Carduus personata var. personata

Carduus personata var. spinosissimus Willk.

Carduus personatus

Carduus simplicifolius Sanguin.

Cirsium lappaceum Lam.

Cirsium lappaceum subsp. lappaceum

Cirsium lappaceum var. lappaceum

Specie simili

Tutti i cardi sono molto simili tra di loro. Nell'elenco sottostante sono indicate alcune specie principalmente abitatrici dell'arco alpino con le caratteristiche più differenti rispetto alla specie di questa voce:

Carduus acanthoides L. - Cardo branca-orsina: il fusto è poco ramoso con pochi capolini terminali; le foglie superiori hanno la lamina ristretta e pennatosetta; la pagina inferiore delle foglie è cosparsa di peli pluricellulari crespi; tutta la pianta è molto spinosa.

Carduus crispus L. - Cardo crespo: la pagina inferiore delle foglie è cosparsa di peli unicellulari lisci; le spine in genere sono più deboli.

Carduus defloratus L. - Cardo decapitato: il fusto non è alato e il capolino è solitario e incurvato appena sotto l'infiorescenza; le foglie sono glabre a lamina lanceolata e bordi interi percorsi da deboli spine.

Carduus tenuiflorus Curtis - Cardo a capolini gracili: il fusto ha delle spine robuste; i capolini hanno un involucro cilindrico e sono riuniti in un numero maggiore (da 3 a 8, fino a 12); le squame mediane sono glabre.

Carduus pycnocephalus L. - Cardo a capolini densi: il fusto ha delle spine robuste; i capolini hanno un involucro cilindrico allungato e sono riuniti in un numero maggiore; le squame mediane sono cigliate sui bordi.

Carduus nutans L. - Cardo pendente: le squame mediane dell'involucro presentano nella zona mediana una strozzatura; i capolini sono inclinati.

La pianta di questa voce può essere confusa anche con la specie Cirsium montanum (W. & K.) Sprengel - Cardo montano: in questa specie i fusti sono nudi (cioè privi di spini) nella parte alta e il pappo è formato da peli piumosi.

Altre notizie

Il cardo bardana in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

(DE) Gewöhnliche Kletten-Distel

(FR) Chardon bardane

Testo tratto dalla voce «Carduus personata» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 1 area protetta

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Emilia-Romagna

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.