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🌱 Citiso delle Eolie (Cytisus aeolicus)

Piante · ordine Fabales · famiglia Fabaceae · in 2 aree protette
Citiso delle Eolie (Cytisus aeolicus)
Foto: Lindley, John; Ridgway, James · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Fabales
Famiglia
Fabaceae
Genere
Cytisus
Specie
Cytisus aeolicus
Nome italiano
Citiso delle Eolie
🛡️ Tutelata dalle direttive europee🌿 2 aree protette📍 1 regione
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Il citiso delle Eolie (Cytisus aeolicus Guss., 1834) è una pianta appartenente alla famiglia delle Fabacee, endemica delle isole di Vulcano, Alicudi e Stromboli.

Storia

Questa specie fu anticamente descritta da Teofrasto, che la chiamò colutea di Lipari.

In epoca moderna è stata "riscoperta" dal botanico avellinese Giovanni Gussone, durante un viaggio nelle Eolie.

Descrizione

A differenza delle altre specie del genere Cytisus, di dimensioni appena arbustive, C. aeolicus può raggiungere e superare 8-9 metri di altezza.

Le foglie, trifogliate, sono rette da un picciolo lungo 12–18 mm e si presentano villose su entrambe le facce.

I fiori sono riuniti all'ascella in gruppi di 5-9 e presentano una corolla gialla.

Il frutto è un legume scuro, glabro, lungo 50–70 mm, acuminato all'apice.

Distribuzione e habitat

La specie è endemica delle isole di Vulcano, Alicudi e Stromboli; un tempo era probabilmente diffusa anche nel resto dell'arcipelago eoliano, come testimoniato dalle foglie fossili scoperte anni fa nel lago di Timpone Pataso a Lipari.

Prospera su rupi e sabbioni di natura vulcanica ed è presente anche in contesti antropizzati in forma di siepe o come albero ornamentale.

Ecologia

Uno studio sulla entomofauna associata a C. aeolicus ha individuato come principali insetti pronubi due imenotteri apoidei: Bombus terrestris e Lophanthophora dispar.

I frutti di C. aeolicus sono parassitati dalle larve di alcuni coleotteri bruchidi (Bruchidius foveolatus e Bruchidius nudus).

Recenti studi hanno accertato la presenza nelle radici di C aeolicus di differenti specie di batteri azotofissatori del genere Rhizobium.

Conservazione

La Lista rossa IUCN classifica Cytisus aeolicus come specie in pericolo di estinzione (Endangered).

Questa specie è stata soggetta ad un uso intensivo da parte dell'uomo, per ricavarne legna da ardere, pali e attrezzi per l'agricoltura, o semplicemente eliminata per fare spazio alle colture.

Ha sfiorato l'estinzione e attualmente è inserita tra le specie “prioritarie” della Direttiva Habitat dell'Unione europea .

Gli esemplari sopravvissuti in habitat rupestre sono davvero pochissimi. La popolazione più numerosa, con quasi 500 esemplari, è presente sull'isola di Stromboli, mentre sull'isola di Vulcano la specie è presente, con circa 150 esemplari, per lo più ai margini dei terreni agricoli, dove viene utilizzata dagli agricoltori locali come siepe o pianta ornamentale. La popolazione di Alicudi appare molto ridotta (circa 30 individui).

Testo tratto dalla voce «Cytisus aeolicus» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 2 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Sicilia

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.