Vai al contenuto
Indietro

🌱 Citiso villoso (Cytisus villosus)

Piante · ordine Fabales · famiglia Fabaceae · in 9 aree protette
Citiso villoso (Cytisus villosus)
Foto: Krauss, Johan Carl · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Fabales
Famiglia
Fabaceae
Genere
Cytisus
Specie
Cytisus villosus
Nome italiano
Citiso villoso
🌿 9 aree protette📍 3 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Il citiso villoso (Cytisus villosus Pourr., 1788) è un piccolo arbusto appartenente alla famiglia delle Fabacee.

Etimologia

Il nome generico (Cytisus) secondo alcune etimologie deriva dalla parola greca kutisus un nome per una specie di trifoglio (in riferimento alla forma delle foglie); secondo altre etimologie "Cytisus" è una denominazione latina che discende da un preesistente vocabolo greco kytisos di incerta etimologia (potrebbe derivare da qualche idioma dei primi abitatori dell'Asia Minore); secondo altre etimologie ancora deriva dalla parola greca kýtos (= cavità). L'epiteto specifico (villosus) fa riferimento all'aspetto peloso.

Il binomio scientifico di questa pianta è stato proposto per la prima volta dal botanico francese Pierre André Pourret (1754-1818) nella pubblicazione "Mem. Acad. Sci. Toulouse 3: 317" del 1788.

Descrizione

Queste piante sono alte da 5 dm fino a 20 dm. La forma biologica è del tipo fanerofita cespugliosa (P caesp), ossia sono piante perenni, legnose alla base con portamento cespuglioso anche robusto, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 12 ed i 20 cm (massimo 50 cm); nella stagione fredda le porzioni erbacee si seccano e rimangono in vita soltanto le parti legnose e ipogee. Questa pianta annerisce con la disseccazione.

Fusto

La parte aerea del fusto è legnosa; il colore della corteccia è verde-olivacea, mentre i rami giovani sono bianco-sericei ed hanno una sezione pentagonale (oppure sono più o meno cilindrici) con angoli ottusi.

Foglie

Le foglie, picciolate, sono formate da tre segmenti, a margini interi, strettamente ellittici, acuti e appena picciolati; quello centrale è più grande dei laterali. La superficie è ricoperta da peli sparsi, il colore è verde-scuro nella parte adassiale e bianco-sericeo in quella abassiale. Sulla superficie sono presenti dei nervi che non raggiungono il margine della foglia. Lunghezza del picciolo: 5 – 8 cm. Dimensione dei segmenti laterali: larghezza 5 – 6 mm; lunghezza 10 – 13 mm. Dimensione del segmento centrale: larghezza 10 mm; lunghezza 24 m.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono formate da 1 - 2 fiori posti all'ascella delle foglie superiori.

Fiore

I fiori sono colorati di giallo e sono ermafroditi, pentameri, zigomorfi, eteroclamidati (calice e corolla ben differenziati) e diplostemoni (gli stami sono il doppio dei petali). Dimensione di un singolo fiore: 15 mm.

Formula fiorale:

K (5), C 3+(2), A (10), G 1 (supero)

Calice: il calice è peloso ed è del tipo tubulare (gamosepalo) e termina con 5 denti acuti e scuri; il calice è bilabiato in quanto i 5 denti sono raggruppati in due denti superiori brevi (due labbra corte) e tre inferiori più lunghi. Lunghezza del tubo del calice 2,5 mm. Lunghezza dei denti 1 - 1,5 mm.

Corolla: la corolla, (a 5 petali) è del tipo papilionaceo dialipetalo: ossia un petalo centrale più sviluppato degli altri in posizione alta (vessillo spatolato); i due petali intermedi (le ali) sono liberi e in posizione laterale; mentre gli altri due rimanenti, inferiori, (carena pendula) sono concresciuti e inclusi nelle ali. Il vessillo all'antesi è completamente ripiegato all'indietro. La carena è lunga 15 mm. Dimensioni del vessillo: 16 – 18 mm.

Androceo: gli stami sono 10 connati (saldati in un fascio unico = monadelfi).

Gineceo: lo stilo è unico e appena incurvato su un ovario supero formato da un carpello uniloculare. Lo stigma è apicale.

Fioritura: da febbraio a maggio.

Frutti

Il frutto è un legume villoso, appiattito, bianco-argentino, di tipo deiscente. Dimensioni del legume: larghezza 4 – 6 mm; lunghezza 20 – 40 mm.

Riproduzione

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).

Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).

Dispersione: i semi cadendo a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Ovest e Centro Mediterraneo.

Distribuzione: in Italia al nord è presente all'estremo occidentale delle Alpi (in Francia si trova nel dipartimento delle Alpes-Maritimes); altrove si trova soprattutto al sud e isole. Sugli altri rilievi europei si trova nei Pirenei. È presente anche nell'areale mediterraneo dall'Africa occidentale fino all'Anatolia.

Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono le macchie e le leccete; ma anche gli arbusteti meso-termofili e i querceti mediterranei sempreverdi. Il substrato preferito è siliceo con pH acido, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.

Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1000 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e quello planiziale – a livello del mare.

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: delle comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere;

Classe: Cisto-Lavanduletea

Ordine: Lavanduletalia stoechadis

Alleanza: Cistion ladaniferi

Tassonomia

Il genere del "citisio villoso" (Cytisus) è mediamente numeroso: comprende una cinquantina di specie, una dozzina delle quali vivono spontaneamente in Italia. La famiglia (Fabaceae) invece è abbastanza numerosa: raccoglie 650 generi con oltre 18000 specie. In altre classificazioni la famiglia di questa specie è chiamata Leguminosae o anche Papilionaceae.

Il genere della specie di questa voce appartiene alla tribù delle Genisteae caratterizzata dall'avere tutti e 10 gli stami monadelfi. La tribù è descritta all'interno della grande sottofamiglia Faboideae (o anche come sinonimo: Papilionoideae) caratterizzata dall'avere i fiori simili a farfalle.

Il numero cromosomico di C. villosus è: 2n = 48.

Sinonimi

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Cytisus triflorus L'Hér

Genista triflora Rouy

Specie simili

Questa pianta può essere confusa con la specie Genista monspessulana (L.) L.A.S.Johnson che frequenta gli stessi habitat ed ha una distribuzione simile. Quest'ultima pianta si differenzia per i peli scuri presenti sui rami giovani, i segmenti delle foglie sono più brevi e tutti uguali tra di loro e la corolla è più piccola.

Altre notizie

Il citisio villoso in altre lingue è chiamato nei seguenti modi:

(DE) Zottiger Geißklee

(FR) Cytise velu

(EN) Hairy Broom

Testo tratto dalla voce «Cytisus villosus» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 9 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Emilia-Romagna
Marche
Molise

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.