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🌱 Equisetum fluviatile

Piante · ordine Equisetales · famiglia Equisetaceae · in 35 aree protette
Equisetum fluviatile
Foto: Daderot · CC0 (pubblico dominio) · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Equisetales
Famiglia
Equisetaceae
Genere
Equisetum
Specie
Equisetum fluviatile
🌿 35 aree protette📍 5 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Equisetum fluviatile L., 1753 è una felce acquatica appartenente alla famiglia delle Equisetaceae.

Morfologia

È una pianta erbacea perenne (rizomatosa) che cresce fino a 100 cm di altezza. Il fusto è cavo, con nodi dai quali si dipartono sottili ramificazioni, con guaine fogliari lunghe fino ad un centimetro.

L'equiseto d'acqua ha la più grande cavità centrale tra gli equiseti, con l'80% del diametro del fusto tipicamente cavo.

Si riproduce sia per via sessuale (attraverso le spore) sia preferenzialmente per via vegetativa (attraverso i rizomi). I fusti fertili (ovvero quelli che portano gli sporangi al cui interno vengono prodotte le spore) compaio di norma ra maggio e agosto, terminano con spighe claviformi di sporofilli (le foglie modificate che portano gli sporangi), e spuntano prima dei fusti sterili che portano solo rami verticillati a funzione fotosintetica.

Distribuzione e habitat

Cresce nelle acque stagnanti, lungo le risorgive, i bordi dei fossati.

è una specie a vasta distribuzione circumboreale. In Italia è presente in quasi tutte le regioni ad esclusione delle isole e di Puglia e Basilicata, in cui le poche segnalazioni note sono ritenute erronee.

Testo tratto dalla voce «Equisetum fluviatile» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 35 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Abruzzo
Liguria
Lombardia
Provincia Autonoma Trento
Puglia

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.