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🌱 Godiera (Goodyera repens)

Piante · ordine Asparagales · famiglia Orchidaceae · in 38 aree protette
Godiera (Goodyera repens)
Foto: Jean-Baptiste Barla (1817-1896) & Vincent Fossat (1822-1891) · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Asparagales
Famiglia
Orchidaceae
Genere
Goodyera
Specie
Goodyera repens
Nome italiano
Godiera
🌿 38 aree protette📍 6 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Goodyera repens (L.) R.Br., 1813è una piccola pianta erbacea perenne dai delicati fiori bianchi, appartenente alla famiglia delle Orchidacee.

Etimologia

Il nome generico (Goodyera) è stato creato dal botanico scozzese Robert Brown (1773 – 1858) in onore di un altro botanico: John Goodyer (1592-1664), un naturalista inglese considerato un precursore della botanica moderna.

Il termine specifico (repens) significa “strisciante” e fa riferimento al tipo di portamento della pianta.

In lingua tedesca questa pianta si chiama Moosorchis oppure Netzblatt oppure Kriechstendel; in francese si chiama Goodyère rampante; in lingua inglese si chiama Creeping Lady's-tresses.

Descrizione

È una pianta erbacea perenne alta normalmente da 5 a 30 cm. La forma biologica di questa orchidea è geofita rizomatosa (G rizh), ossia è una piante con un particolare fusto sotterraneo, detto rizoma, che ogni anno si rigenera con nuove radici e fusti avventizi. È un'orchidea terrestre in quanto contrariamente ad altre specie, non è “epifita”, ossia non vive a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni (ha cioè un proprio rizoma).

Radici

Le radici sono secondarie da rizoma (vengono emesse dai nodi del rizoma).

Fusto

Parte ipogea: la parte sotterranea consiste in un lungo rizoma gracile, stolonifero e radicante ai nodi. È strisciante e di colore bianco-roseo. Tende a ricoprire un'area più ampia di quella che farebbe supporre in base alle dimensioni visibili della pianta.

Parte epigea: i fusti aerei sono ascendenti, delicati e ramificati; spesso a portamento prostrato o rampante sul terreno. Sono pubescenti nella parte alta.

Foglie

Foglie basali: è una pianta dotata di diverse foglie (da 4 a 7) radicali o basali disposte a rosetta, addensate e a forma intera, ovato-bislunga (quasi spatolata) con apice appuntito; possiedono un picciolo allargato. La lamina è verde ed è solcata da diverse nervature biancastre e parallele ma anche reticolate (5 nervi anastomosati – per la flora spontanea delle orchidee italiane questa è l'unica eccezione), mentre la consistenza è carnosa; la superficie è glabra. Il portamento è patente. Dimensioni del picciolo: larghezza 2 – 3 mm; lunghezza quanto la lamina della foglia. Dimensioni della foglia: larghezza 8 – 12 mm; lunghezza 18 – 25 mm.

Foglie cauline: quelle del fusto (2 – 3 foglie cauline) sono ridotte (bratteiformi), a forma lanceolato-lineare e sono amplessicauli (abbracciano il fusto per tutta la loro lunghezza) tipo guaina. Lunghezza delle foglie cauline: 5 – 7 cm.

Infiorescenza

L'infiorescenza è sciolta di tipo spiciforme. La disposizione dei fiori (da 7 a 36) è più o meno spiralata e unilaterale. Tutta l'infiorescenza è pubescente-glandulosa. Alla base del ovario (sotto il perigonio) sono presenti delle brattee erbacee a forma lanceolata; queste sono più lunghe dell'ovario. L'infiorescenza è inoltre un po' incurvata all'apice. Lunghezza dell'infiorescenza: 5 – 15 cm.

Fiore

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno atrofizzato), 1 verticillo dello stilo). Dimensione dei fiori: 3 – 7 mm.

Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:

P 3+3, [A 1, G (3)]

Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali ciascuno (3 interni e 3 esterni) di forma più o meno lanceolato-ovata, più o meno liberi e patenti. Il primo verticillo (esterno) ha 3 tepali conniventi di colore biancastro e sono vistosamente pubescenti-glandulosi, con apice acuto e margini lievemente ripiegati all'interno; il loro portamento ricorda quello di una campanula e sono quasi ad angolo retto rispetto all'ovario. Nel secondo verticillo (interno) il tepalo centrale (chiamato "labello") è molto diverso rispetto agli altri due laterali che si presentano più ottusi e più simili ai tre tepali esterni. Sono inoltre aderenti ai tepali esterni. Lunghezza dei tepali: 3 - 4 mm.

Labello: il labello (semplice – non formato da due parti distinte) è il tepalo centrale più interno a forma ovato-gozzuta (ossia si presenta “saccato” - a forma di sacco) e termina con una "lingua" (ovato-triangolare) ripiegata verso il basso con una insenatura centrale disposta longitudinalmente. Al suo interno si trovano gli organi di riproduzione (il ginostemio). Il labello non è speronato come in altri generi della stessa famiglia. Il labello è nettarifero. Dimensione del labello: larghezza 1,4 – 3,2 mm; lunghezza 1,8 – 4,8 mm. Lunghezza della linguetta: 4 mm.

Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (si tratta di una antera biloculare) è concresciuto con lo stilo e forma una specie di organo colonnare chiamato ginostemio. In particolare nelle specie di questo genere le antere sono localizzate sul dorso del ginostemio e il polline è a consistenza granulare. Il colore del ginostemio è giallo alla base e rosso all'apice. L'ovario, infero e sessile, è formato da tre carpelli fusi insieme; inoltre è lievemente pubescente.

Fioritura: da giugno ad agosto.

Frutti

Il frutto è una capsula più o meno ovoidale con alcune coste. È deiscente lungo tre di queste coste. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi (sono probabilmente i semi più piccoli della famiglia delle Orchidee). Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine del genere Rhizoctonia). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio..

Biologia

La riproduzione di questa pianta avviene in due modi:

per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi (Impollinazione entomofila).

per via vegetativa in quanto i rizomi possono emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui.

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Circumboreale - Eurosiberiano, ma anche Nord Americano.

Diffusione: in Italia è considerata rara e si trova nelle Alpi (ad esclusione delle province di Novara, Varese e Como) e negli Appennini settentrionali e centrali (negli Appennini è probabilmente avventizia). Fuori dall'Italia è presente nell'Europa occidentale (sui rilievi non è segnalata nelle Alpi Dinariche) e comunque è presente fino ai Carpazi (è l'orchidea più diffusa in Scandinavia). È spontanea anche nelle zone montuose dell'America del nord. In Italia è da considerare una “pianta relitto”, ossia probabilmente derivata dai climi freddi e asciutti dei periodi postglaciali

Habitat: l'habitat tipico sono le stazioni alpine ombrose e umide (pinete montane a Pino nero e Pino silvestre). È una pianta che facilmente si trova a contatto con i cuscinetti di muschio nei sottoboschi di aghifoglie. Sviluppa quindi una simbiosi micorrizica con i microrganismi di questo ambiente. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro e bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.

Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare dai 400 fino a 2000 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e subalpino.

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: delle comunità forestali

Classe: Vaccinio-Piceetea excelsae

Ordine: Picetalia excelsae

Tassonomia

Queste orchidee sono assegnate alla tribù delle Cranichideae caratterizzate da antere persistenti dotate di polline granulare.

Il numero cromosomico di G. repens è: 2n = 30.

Variabilità

I fiori delle varietà americane hanno colori più vicini al verde (verdognolo) oppure al bianco crema e il colore delle foglie è più scuro (verde-blu-oliva). In quest'area si sono individuate due varietà (queste due varietà non sono presenti in Europa e vengono considerate sinonimi della specie nominale):

Goodyera repens var. repens: individui a foglie verdi e semplici (lamina poco reticolata).

Goodyera repens var. ophioides Fernald: le venature della foglie sono circondate da ampie fasce biancastre (lamina molto reticolata).

Sinonimi

La specie Goodyera repens ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Satyrium repens L. (1753) (basionimo)

Epipactis repens (L.) Crantz (1769)

Serapias repens (L.) Vill. (1787)

Neottia repens (L.) Sw. (1800)

Orchis repens (L.) Eyster ex Poir. (1805)

Farmacia

In alcune zone questa pianta trova qualche impiego nella medicina popolare: una infusione delle foglie contro il mal di denti o per migliorare l'appetito; le radici a volte vengono usate nel trattamento di problemi vescicali.

Conservazione

Come tutte le orchidee è una specie protetta e quindi ne è vietata la raccolta e il commercio ai sensi della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES).

Testo tratto dalla voce «Goodyera repens» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 38 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Liguria
Lombardia
Piemonte
Provincia Autonoma Trento
Toscana
Valle-Aosta

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.