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🌱 Linajola piccola (Linaria simplex)

Piante · ordine Lamiales · famiglia Plantaginaceae · in 1 area protetta
Linajola piccola (Linaria simplex)
Foto: Johann Georg Sturm (Painter: Jacob Sturm ) · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Lamiales
Famiglia
Plantaginaceae
Genere
Linaria
Specie
Linaria simplex
Nome italiano
Linajola piccola
🌿 1 area protetta📍 1 regione
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

La linajola piccola (Linaria simplex Desf., 1804) è una pianta appartenente alla famiglia delle Plantaginacee.

Etimologia

Il nome generico (Linaria) deriva da un nome latino per il lino (linone) e si riferisce alla somiglianza delle foglie di alcune specie di questo genere a quelle della specie Linum usitatissimum. L'epiteto specifico (simplex) significa "semplice, indiviso, non ramificato".

Il nome scientifico della specie è stato definito inizialmente dal botanico tedesco Carl Ludwig Willdenow (1765 – 1812), con la denominazione basionomica Antirrhinum simplex, perfezionato successivamente nella denominazione attuale dal botanico francese René Louiche Desfontaines (Tremblay, 14 febbraio 1750 – Parigi, 16 novembre 1831) nella pubblicazione "Tableau de l'École de Botanique du Muséum d'Histoire Naturelle. Paris - 65" del 1804.

Descrizione

Queste piante arrivano ad una altezza di 8 – 30 cm. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.

Radici

Le radici sono fittonanti.

Fusto

La parte aerea del fusto è eretta o ginocchiata alla base. Generalmente è semplice e glabra (nell'infiorescenza può essere pubescente).

Foglie

Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alterno (quasi verticillato). La lamina è strettamente lineare e glauca. I getti sterili possiedono delle foglie un po' più allargate ma meno lunghe (8 – 15 mm). Dimensione delle foglie: larghezza 1 - 1,5 mm; lunghezza 16 – 25 mm.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono dei racemi densi con asse ispido per peli ghiandolari. I fiori sono peduncolati. Lunghezza del peduncolo: 1 – 3 mm.

Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi e tetraciclici (ossia formati da 4 verticilli: calice– corolla – androceo – gineceo) e tetrameri (i verticilli del perianzio hanno 4 elementi). Dimensione del fiore: 6 – 9 mm.

Formula fiorale:

X o * K (4-5), [C (4) o (2+3), A 2+2 o 2], G (2), capsula.

Il calice, tuboloso-campanulato, più o meno attinomorfo e gamosepalo, è formato da cinque profonde lacinie (o lobi strettamente lanceolati) subuguali. La superficie è pubescente. Dimensione del calice: 4 mm.

La corolla, gamopetala e tubolare è del tipo bilabiato, ed è completamente chiusa da un rigonfiamento del labbro superiore (corolla personata). Inoltre uno sperone (o un sacco) diritto è presente all'altezza delle fauci della gola della corolla in posizione abassiale. In particolare il labbro posteriore (superiore) è eretto ed è formato da due petali con apici acuti, l'anteriore (inferiore) da tre petali riflessi. All'altezza della gola può essere presente una pubescenza bianco-giallastra. Il colore della corolla è giallo. Dimensione della corolla: 6 – 8 mm. Lunghezza dello sperone: 4 mm.

L'androceo è formato da 4 stami didinami tutti fertili. I filamenti sono adnati alla base della corolla e sono inclusi o poco sporgenti. Le antere sono formate da due teche distinte e divaricate e formano una struttura simile ad un anello. La deiscenza è longitudinale attraverso due fessure. I granuli pollinici sono tricolpoporati. Il nettare si trova nello sperone e può essere raggiunto solamente dagli insetti che riescono a entrare nelle fauci chiuse dal rigonfiamento del labbro superiore.

Il gineceo è bicarpellare (sincarpico - formato dall'unione di due carpelli connati). L'ovario è supero con placentazione assile e forma da ovoidi a subglobose. Gli ovuli per loculo sono numerosi, hanno un solo tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo ha uno stigma capitato intero.

Fioritura: da aprile a giugno (settembre).

Frutti

Il frutto è una capsula subsferica lunga come il calice. I semi hanno delle forme discoidi-alate e sono generalmente tubercolati. Al momento della maturazione i semi fuoriescono da due fori (opercoli) che si aprono nella parte superiore del frutto (capsula porocida). Dimensione della capsula: 4 – 5 mm.

Biologia

Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti quali imenotteri, lepidotteri o ditteri (impollinazione entomogama) ovvero tramite il vento (impollinazione anemogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Euri-Mediterraneo o anche Sud Europeo.

Distribuzione: in Italia è una specie comune e si trova ovunque. Nelle Alpi è presente più frequentemente nella parte occidentale. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (più o meno tutti i dipartimenti alpini). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nel Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei e Monti Balcani. Nell'areale del Mediterraneo si trova in Anatolia, Asia mediterranea, Egitto e Magreb.

Habitat: l'habitat tipico per questa pianta sono gli incolti aridi e i pascoli; ma anche le colture e pietraie. Il substrato preferito è siliceo con pH acido, senza rifuggire il substrato calcareo, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.

Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1000 m s.l.m. (sulle Madonie fino a 1950 m s.l.m.); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e in parte quello montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico alpino Linaria simplex appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: delle comunità pioniere a terofite e succulente

Classe: Thero-Brachypodietea

Tassonomia

La famiglia Plantaginaceae comprende 12 tribù, 105 generi e oltre 1 800 specie. Il genere della specie di questa voce appartiene alla tribù Antirrhineae e si compone di oltre 150 specie distribuite dal Nord America, Europa e Asia.

La specie Linaria simplex fino a poco tempo fa era circoscritta nella famiglia Veronicaceae o Scrophulariaceae a seconda dei vari Autori. L'attuale posizione tassonomica è stata realizzata con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG).

Il basionimo per questa specie è: Antirrhinum simplex Willd., 1800.

Il numero cromosomico di L. simplex è: 2n = 12.

Filogenesi

Classificazioni recenti assegnano la specie di questa voce, all'interno del genere, alla sect. Supinae. Attualmente in base alle ultime ricerche di tipo filogenetico le specie del genere Linaria sono distribuite in 6 cladi. La specie L. simplex si trova nel sesto clade che insieme al quinto clade formano un "gruppo fratello" e rappresentano il "core" del genere. Inoltre L. simplex insieme al gruppo delle specie Linaria micrantha (Cav.) Hoffmanns. & Link e Linaria arvensis (L.) Desf., 1798 formano un "gruppo fratello".

Sinonimi

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Antirrhinum parviflorum Jacq.

Antirrhinum simplex Willd.

Linaria parviflora (Jacq.) Halácsy

Altre notizie

La linaria semplice in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

(DE) Einfaches Leinkraut

(FR) Linaire simple

Testo tratto dalla voce «Linaria simplex» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 1 area protetta

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Valle-Aosta

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.