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🌱 Salvia verticillata

Piante · ordine Lamiales · famiglia Lamiaceae · in 1 area protetta
Salvia verticillata
Foto: USDA Natural Resources Conservation Service (NRCS) · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Lamiales
Famiglia
Lamiaceae
Genere
Salvia
Specie
Salvia verticillata
🌿 1 area protetta📍 1 regione
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

La salvia spuria (Salvia verticillata L., 1753) è una piccola pianta perenne erbacea aromatica dai delicati fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiacee.

Etimologia

Il nome generico (Salvia) deriva dal latino "salvus" (= salvare, sicuro, bene, sano) un nome antico per questo gruppo di piante dalle presunte proprietà medicinali.

L'epiteto specifico (verticillata) indica una infiorescenza disposta a verticilli sovrapposti.

Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum"' del 1753.'

Descrizione

L'altezza di queste piante varia da 3 a 8 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.

Radici

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto

Fusto ipogeo: la parte sotterranea del fusto consiste in un rizoma scuro a portamento orizzontale.

Fusto epigeo: la parte aerea del fusto è eretta e semplice o con rami brevi più o meno eretti. I fusti sono a sezione quadrangolare (a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici).

Foglie

Le foglie si dividono in "inferiori" e "superiori". Le foglie inferiori sono picciolate con apice ingrossato e due foglioline (segmenti) lanceolati, mentre la lamina è cuoriforme con margini grossolanamente dentati. Le foglie superiori sono più piccole e sono subsessili. Lunghezza del picciolo delle foglie inferiori: 2 – 5 cm. Dimensione dei due segmenti lanceolati: larghezza 4 – 8 mm; lunghezza 10 – 17 mm. Dimensione della lamina cuoriforme: larghezza 5 – 8 cm; lunghezza 8 – 12 cm.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono dei spicastri cilindrici terminali o ascellari e sono formate da verticillastri sovrapposti e distanziati di 15 - 30 fiori peduncolati e più o meno nutanti. Dimensione del peduncolo: 3 – 5 mm.

Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice– corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). Lunghezza dei fiori: 8 – 15 mm.

Formula fiorale:

X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), supero, 4 nucule

Il calice è un tubo ispido (gamosepalo - i sepali sono 5 e sono concresciuti) e zigomorfo (le fauci terminano in modo bilabiato con dei denti spinulosi: tre nella parte superiore e due in quella inferiore). Il calice è percorso da alcune nervature longitudinali. Lunghezza del calice: 4 – 5 mm.

La corolla è un tubo terminante in modo bilabiato (corolla gamopetala formata da 5 petali con struttura 2/3 e zigomorfa). Il labbro superiore è simile ad un cappuccio allungato e ricurvo (è convesso verso l'alto e ristretto verso alla base); il labbro inferiore è formato da tre lobi (quello centrale è più grande di tutti ed è concavo). La gola interna è provvista di una anello di peli per evitare l'intrusione di insetti troppo piccoli e non graditi. Il colore è violaceo-bluastro. Lunghezza della corolla: 8 – 11 mm.

Androceo: gli stami sono ridotti a due (il paio posteriore è vestigiale o assente), tutti fertili e con filamenti paralleli (non convergenti); sono inoltre inclusi (al massimo sporgono le antere) e sono avvicinati alla parte superiore della corolla. Il tessuto connettivo tra le teche in queste specie è molto sviluppato e le antere sono del tipo a bilanciere con un meccanismo adatto all'impollinazione incrociata ("meccanismo a leva"). I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.

Gineceo: l'ovario è supero (o semi-infero) formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme e più lungo degli stami (in genere sporge dalla corolla). Lo stigma è bifido. Il nettario è un disco (a 4 lobi) alla base e intorno all'ovario più sviluppato anteriormente e ricco di nettare.

Fioritura: da giugno a settembre.

Frutti

Il frutto è un tetrachenio (composto da quattro nucule). La forma è più o meno ovoidale (o più o meno trigona). I semi, di colore marrone scuro, sono sprovvisti di endosperma e sono piccolissimi (in un grammo ne stanno oltre 200).

Riproduzione

Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri, raramente lepidotteri (impollinazione entomogama) oppure tramite uccelli (impollinazione ornitogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Orofita Sud Europeo - Caucasico o anche Mediterraneo.In Italia è una specie rara e si trova nel Settentrione. Nelle Alpi italiane è presente in quasi tutte le regioni. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi.

Habitat: l'habitat tipico sono i ruderi e le zone incolte; ma anche le praterie, i prati e i pascoli aridi dal piano collinare al piano montano. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.

Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1800 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano e in parte quello subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico alpino Salvia verticillata appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: delle comunità perenni nitrofile

Classe: Artemisietea vulgaris

Ordine: Onopordetalia acanthii

Tassonomia

La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Salvia fa parte della sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae, sottotribù Salviinae).

Il numero cromosomico di S. verticillata è: 2n = 16.

Sottospecie

Per questa specie sono riconosciute come valide due sottospecie:

Salvia verticillata subsp. verticillata: è la stirpe principale in Italia; si trova anche nel resto dell'Europa (zone nordiche escluse) compresa la Transcaucasia e l'Anatolia.

Salvia verticillata subsp. amasiaca (Freyn & Bornm.) Bornm., 1908 (basionimo Salvia amasiaca Freyn & Bornm.): si trova nella Transcaucasia e nella Anatolia.

Filogenesi

Il genere Salvia è molto grande e comprende oltre 1000 specie distribuite in cinque centri di diversità tra l'America, l'Africa e l'Eurasia. Secondo gli ultimi studi filogenetici sulle regioni nucleari e cloroplastiche del DNA il genere Salvia non è monofiletico ed è suddiviso in 3 grandi cladi. La specie S. verticillata si trova nel sottoclade "A" del primo clade. Questo sottoclade è caratterizzato dall'aborto della teca posteriore ma non della relativa fusione del connettivo. Si crea così comunque il "meccanismo a leva" tipico della Salvia dove l'impollinatore è costretto ad attivare la leva per accedere al nettare facilitando in questo modo il trasferimento del polline sulla parte superiore dell'insetto (o uccello) pronubo.

Sinonimi

L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più comuni:

Testo tratto dalla voce «Salvia verticillata» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 1 area protetta

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Abruzzo

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.