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🌱 Scandix pecten-veneris

Piante · ordine Apiales · famiglia Apiaceae · in 5 aree protette
Scandix pecten-veneris
Foto: Lendskaip · CC0 (pubblico dominio) · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Apiales
Famiglia
Apiaceae
Genere
Scandix
Specie
Scandix pecten-veneris
🌿 5 aree protette📍 2 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Scandix pecten-veneris L., volgarmente detta pettine di Venere o acicula comune, è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Apiacee.

Descrizione

L'acicula comune è una pianta erbacea annuale dal fusto eretto e dall'altezza media di 15–40 cm. I fiori, bianchi, compaiono tra aprile e giugno. È un genere di piante annuali comuni nelle colture di cereali. I frutti sono con forma allungata e pungente.

Distribuzione e habitat

L'acicula comune ha un'ampia distribuzione nel Vecchio Mondo : quasi tutta l'Europa, a nord fino alla Scandinavia meridionale, a ovest fino alle isole Azzorre e Canarie; l'Asia occidentale, centrale (repubbliche ex-sovietiche) e meridionale (a est fino all'India occidentale); e il Nordafrica.

È inoltre naturalizzata in altre parti del mondo fuori del suo areale originario.

In Italia è diffusa in tutta la penisola, dalle Alpi alla Sicilia, Sardegna compresa, dal livello del mare fino a circa 1200 m di altitudine.

Usi

I gambi delle piante giovani possono essere usati nell'insalata, essendo una erbacea commestibile (cioè edule).

La radice essiccata è considerata stimolante dell'appetito e della digestione. L'acicula comune è un'erba officinale e un'erba medicinale.

Testo tratto dalla voce «Scandix pecten-veneris» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 5 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Provincia Autonoma Trento
Sicilia

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.