🏞️ L'ambiente
Il sito è un territorio pianeggiante occupato per lo più da colture agrarie cerealicole. Il settore sud-occidentale comprende una porzione dell'alveo del Biferno che ospita un lembo di bosco ripariale e vegetazione prativa e arbusteti di ricostituzione. Frammenti di vegetazione forestale a Quercus cerris si rinvengono lungo il limite orientale del SIC. Qua e là individui annosi di cerro e roverella si trovano isolati all'interno delle colture agrarie. Lungo la strada comunale del tratturo si accantonano individui arborei di Ulmus e Populus probabilmente in condizioni di relittualità rispetto all'originaria estensione del bosco ripariale. Un esiguo lembo di vegetazione umida si attesta in corrispondenza dell'incisione del Fosso delle Tortore
Clima: regione mediterranea, termotipo mesomediterraneo medio, ombrotipo sub umido inferiore. Geologia: terreni alluvionali recenti ed attuali (ghiaie, sabbie, argille con intercalazioni di paleosuoli bruni).
⭐ Perché è importante
In origine il Bosco Tanassi era un bosco paludoso appartenente all'associazione Carici-Fraxinetum angustifoliae Pedrotti 1970, che veniva periodicamente inondato dalle acque del Biferno ed era esteso per circa 120 ettari. Nel 1978 l'intero lembo di bosco è stato tagliato e successivamente anche dissodato, per mutamento della forma di coltura, al fine di ottenere una nuova area da destinare all'agricoltura (inizialmente un vigneto).
Dell'originario bosco paludoso rimangono oggi solo frammenti ripariali a pioppi e salici e alcuni individui di farnia. L'assetto idrografico dell'area è stato stravolto al fine di evitare le frequenti esondazioni che dovevano rappresentare un pericolo per le attività che si svolgevano nella piana perialveale. Sono così scomparsi (e insieme a loro gli ecosistemi associati) impaludamenti e zone ad emersione stagionale il cui regime veniva regolato dai fenomeni di piena e magra naturali del Biferno. Sono stati realizzati in passato diboscamenti, sistemazioni alveali, escavazione ed accumulo di inerti, sistemazioni idrauliche con alterazione del reticolo idrografico superficiale attraverso l'apertura di canali di drenaggio.
Nel bosco ripariale a Populus alba e Salix alba, si rinviene tuttora Carex pendula Huds., specie guida dell'associazione scomparsa. Alcuni individui sono presenti in un popolamento a cerro, olmo e roverella presente a ridosso della sede autostradale ma all'esterno dei confini dell'area protetta.
Lo status di conservazione del 91AA* non sembra ad oggi particolarmente buono, tuttavia questa tipologia vegetazionale rappresenta la formazione forestale potenziale di parte dell'area.
Un esiguo lembo di vegetazione umida si attesta in corrispondenza dell'incisione del Fosso delle Tortore, con sponde artificializzate e alveo rimaneggiato dove, a causa del disturbo frequente evidentemente apportato alla vegetazione con operazioni di ripulitura, si rinviene un lembo di canneto a vegetazione invasiva e polloni da ricaccio di Populus e Ulmus
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.