🏞️ L'ambiente
Si tratta di un'area montana a quote comprese fra 700 e circa 1100 m, interessata da substrati silicei rappresentati soprattutto da flysch, scisti e gneiss. Il bioclima rientra nel mesomediterraneo con ombrotipo subumido. Alle quote più alte si rinvengono piccoli lembi di Cerrete, mentre più in basso sono diffusi i Querceti decidui a Quercus congesta. Piccoli lembi di boschi decidui a Quercus ilex si rinvengono sui versanti più rocciosi. Significativa è inoltre la presenza di piccoli lembi di boscaglia a Laurus nobilis. Frequenti sono pure i cespuglieti a prevalenza di arbusti spinosi legati ai processi di degradazione delle formazioni forestali. In situazione di maggiore erosione del suolo queste ultime vengono sostituite da pascoli mesofili, alle quote più alte, e da praterie steppiche a quelle più basse.Nel sito sono presenti quattro distinti aspetti:
1) Formazioni in equilibrio con l'ambiente in prossimità del corso d'acqua di fondovalle con Laurus nobilis L., Cornus sanguinea L. (specie molto rara in Sicilia), Quercus virgiliana Ten., Q. ilex L., Rosa sempervirens L., Rosa canina L., Senecio lycopifolius Poir. in Lamarck, Arundo plinii Turra, Fraxinus ornus L., Ulmus minor Miller, etc. Le associazioni a cui queste formazioni sono maggiormente avvicinabili sono il Lauro-Quercetum ilicis e il Viburno tini-Fraxinetum orni-lauretosum nobilis, associazioni però descritte soltanto per la Penisola iberica; in ogni caso sia queste che la formazione di Contrada Giammaiano vanno ascritte ai Quercetea ilicis (codifica 5230).
2) Formazioni analoghe alle precedenti ma non in equilibrio, e piuttosto in rapida evoluzione verso forme climaciche, entro ex coltivi ormai da decenni abbandonati. Qui Laurus nobilis tende a espandersi, sorretto in questa sua tendenza da orizzonti ipogei del suolo ricchi di umidità. Compagne presenti massicciamente in quest'opera di riconquista spontanea della naturalità sono Senecio lycopifolius Poir. e Agrimonia eupatoria L. I coltivi abbandonati ospitanti questi processi erano destinati alla coltura di Prunus avium (Ciliegio).
3) Colture messicole, soggette a arature più volte l'anno.
4) Formazioni termomediterranee di tipo predesertico. In gran parte dell'area sono presenti Lygeti ascrivibili alla classe Lygeo-Stipetea (codifica 6220), e a moaico con questi formazioni classificabili come Ampelodesmeti (specie guida Ampelodesmos mauritanicus (Poir.) T. Durand & Schinz, codifica 5330).
⭐ Perché è importante
In questa area localizzata sul versante meridionale dei Nebrodi, pure essendo piuttosto degradata conserva ancora esempi di vegetazione forestale tipica di questa area dell'isola. Qui si trovano anche diverse entità che nell'area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico, a loro volta menzionate nell'elenco riportato nella sezione 3.3 (D).Significativo relitto di boscaglia di alloro. Quest'area è altamente significativa in quanto l'alloro (Laurus nobilis) è specie di formazione terziaria che col passaggio dal clima dell'era della sua speciazione a quello decisamente più freddo e più arido dell'attuale era (clima mediterraneo) ha decisamente contratto le sue popolazioni e si è accantonata in particolari aree-rifugio in cui le condizioni climatiche sono in un certo modo prossime a quelle del periodo della sua espansione. Una di queste aree è appunto il Vallone di Contrada Giammaiano nel territorio di Capizzi, vallone protetto dai rigori climatici dal lato nord dai Monti Nebrodi e dal lato sud dai contrafforti di Cerami.L'alloro, insieme a tante altre specie considerate finora in un vicolo cieco del movimento evolutivo della biosfera verso l'omeostasi, nella situazione attuale di grandi sconvolgimenti genetico-ambientali potrebbe tornare a giocare un ruolo di grande importanza nella strategia della natura verso l'equilibrio di resilienza.Un secondo motivo per una rigorosa tutela di Laurus nobilis (e di altre specie di similare significato strategico) nei siti in cui esso è presente sta nella necessità di costituire una linea di frontiera delle tecniche fini per la salvaguardia degli ambienti umidi (classico esempio di risorsa dissipabile ma non rinnovabile): nell'affrontare il problema pratico di proteggere ambienti umidi piccoli e rari si possono acquisire competenze significative foggiate su habitat particolari e rari che potranno essere messe a frutto nell'impegno non più procrastinabile della salvaguardia degli ambienti ben più vasti delle aree costiere.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.