🏞️ L'ambiente
Come per l'intera costa ionica, il sito è caratterizzato da clima meso-mediterraneo secco, con temperature medie annue intorno ai 16-18 °C e precipitazioni medie annue sui 500 mm.
Morfologicamente il tratto di costa interessato si presenta completamente pianeggiante con elevazioni che di solito non superano i 2-3 m. I terreni considerando il breve lasso di tempo intercorso dalla loro bonifica sono estremamente poveri di elementi nutritivi e presentano nelle aree prossime al mare un elevato tasso di salinità. Spesso si riscontra in superficie un leggero strato limo-argilloso depositatosi durante le ultime alluvioni. La costa si presenta bassa e sabbiosa con sistemi dunali recenti (Olocene), caratterizzati da rilevanti fenomeni di erosione che determinano in numerosi tratti un arretramento molto evidente del litorale. Questo è dovuto anche al fatto che la costa è costituita principalmente da terreni con suolo molto sciolto ed erodibile (principalmente sabbie e limo e argilla presso la foce).
La vegetazione potenziale dell'area è rappresentata dalla serie psammofila e aloigrofila dei litorali sabbiosi e dalla vegetazione di cinta e boscaglie ripariali del tratto terminale dei corsi d'acqua mediterranei. L'assetto attuale della vegetazione è il risultato di massicci interventi di bonifica e impianti forestali artificiali finalizzati a proteggere le aree agricole interne, per cui si ha un complesso mosaico di vegetazione a diversi livelli di naturalità e maturità che si alternano ad impianti artificiali, zone agricole e aree edificate. L'habitat della macchia retrodunale (2260) è quasi completamente occupato da rimboschimenti di pino d'Aleppo, e nei tratti in cui la pineta è diradata, gli elementi della macchia costituiscono uno strato arbustivo ben diversificato e strutturato.
Sull'habitat 1110 insiste un fitto prato a Cymodocea nodosa che parte da circa 6 metri di profondità e si dirada all'aumentare della stessa fino a 12 metri.
Oltre ai rimboschimenti forestali, particolarmente esteso è il complesso di fitocenosi alofile: salicornieti perenni e annuali, giuncheti a Juncus maritimus e a Juncus subulatus, boscaglie a Tamarix e canneti, che si diversificano in base al gradiente salino ed alla durata dei periodi di sommersione. L'area a sud della foce, attualmente interessata dalla costruzione di un villaggio turistico, è ricca di zone umide alcune delle quali di origine artificiale, realizzate per impianti di ittiocoltura, ora in disuso, in gran parte naturalizzatisi.
⭐ Perché è importante
Il Sito è estremamente interessante per la presenza di estese aree umide retrodunali sottoforma di lagune, acquitrini e laghetti costieri stabili e temporanei. Alcune di esse anche se di origine artificiale rappresentano un habitat ideale per l'avifauna acquatica.
Il sito è, infatti, frequentato da moltissime specie di uccelli acquatici, sia durante le migrazioni che lo svernamento. E' senza dubbio un sito di importanza nazionale per lo svernamento del Piviere dorato (Pluvialis apricaria) e luogo di sosta di specie poco diffuse sul territorio nazionale come il Marangone minore (Phalacrocorax pygmaus) e il Gabbiano roseo (Larus genei). Rispetto a quest'ultima specie, inoltre, il sito potrebbe porsi come area strategica a fronte del fenomeno di espansione cui sta andando incontro, soprattutto in considerazione dello stretto legame del Gabbiano roseo con le acque salmastre.
Particolare rilevanza, inoltre, assume la nidificazione di alcune coppie di Fraticello (Sterna albifrons), specie localizzata e rara in Italia meridionale, con soli 4 siti noti per la Puglia occupati in maniera irregolare (Brichetti & Fracasso, 2006).
Sotto il profilo erpetologico è opportuno sottolineare che i dati su Testudo hermanni ed Emys orbicularis, siano i primi relativi a questo settore territoriale. Le fonti ufficiali, infatti (cfr. Sindaco et al., 2006) non riportano alcuna segnalazione per l'arco jonico lucano. Tali osservazioni suggeriscono l'esistenza di una continuità geografica con le popolazioni pugliesi e calabresi. Confermata la presenza della Lontra.
Alcune delle specie segnalate nel vecchio formulario non sono state confermate durante l'aggiornamento. Le ragioni di questa apparente discrepanza sono sintetizzate come segue:
1) Specie non appartenenti alla fauna locale, la cui presenza nel vecchio Formulario era probabilmente dovuta ad un errore di battitura. E' il caso dell'Averla maschera Lanius nubicus, specie distribuita nel Medio e Vicino Oriente e non segnalata in Italia (Yosef & Loher, 1995) e dello Zigolo muciatto Emberiza cia, legato tutto l'anno a formazioni cacuminali montane (Cramp & Perrins, 1994).
2) Specie potenzialmente presenti durante le migrazioni ma ecologicamente non legate all'area di studio. In questo caso l'osservazione di eventuali soggetti migratori è sfuggita al rilevamento. E' il caso ad esempio del Falco cuculo Falco vespertinus e della Ghiandaia marina Coracias garrulus; il primo nidificante localizzato in Italia, con poche coppie nella pianura Padano-Veneta (Brichetti & Fracasso, 2003), la seconda legata invece agli ambienti steppici (cfr. Cramp & Perrins, 1994; Brichetti & Fracasso, 2007).
3) Specie che frequentano l'area di mare antistante il SIC, la cui però riproduzione nel SIC non è stata confermata. E' il caso della Tartaruga caretta Caretta caretta.
La duna costiera rappresenta una fascia di terra e un insieme di habitat di eccezionale valore naturalistico e paesaggistico: particolarmente ben rappresentati sono gli habitat aloigrofili (3170, 1410, 1420, 92D0) . La pineta impiantata a protezione delle colture agrarie retrostanti svolge oggi in parte la funzione ecologica della macchia per l'avifauna stanziale e migratoria. Un programma di diradamento graduale della pineta dovrebbe comunque essere avviato per ripristinare l'habitat originario.
Sulla dx idrografica invece è stato realizzato in prossimità della foce del fiume Agri il "Centro Turistico Ecologico Integrato Marinagri" che ha modificato un'enorme area di notevole importanza dal punto di vista della conservazione di flora e fauna.
Rispetto alla perimetrazione originaria si propone un ampliamento del sito in modo da includere le aree umide a ridosso della foce (destra fiume) che, se pur in parte di origine artificiale e ricadenti nel territorio attualmente gestito dal Villaggio Turistico Marinagri e destinate ad area verde, sono particolarmente ricche di habitat di interesse conservazionistico e rappresentano un'importante area di sosta per gran parte dell'avifauna migratoria segnalata nel sito. Se correttamente gestite, queste aree potrebbero continuare a mantenere i livelli di biodiversità faunistica e vegetazionale attuali. Altre modifiche sono state effettuate per l'adeguamento ad una base cartografica di maggiore dettaglio e per una migliore riconoscibilità dei limiti sul territorio (tracciati stradali, ferrovia, corsi d'acqua, ecc.).
L'Habitat dei banchi di sabbia a debole coperura permanente di acqua marina (1110) sono presenti in tutta la parte a mare del SIC e si presentano in ottimo stato di conservazione. sotto il profilo faunistico, il Sito è d'importanza strategica per le popolazioni di Caretta caretta che transitano in questa zona alla ricerca di specie bentoniche di cui nutrirsi.E' presente un'intensa attività di pesca, soprattutto a strascico, che si ripercuote sulla strutturazione dei popolamenti bentonici nonchè sulle popolazioni di Caretta caretta, che durante le rotte migratorie, rischiano di essere pescate con lenze o palangari.
Le variazioni nelle tipologie e superfici degli habitat sono da attribuirsi in parte ad una più dettagliata interpretazione (grazie anche alla pubblicazione del Manuale Italiano degli Habitat) e all'applicazione di metodologie GIS per il calcolo delle percentuali. L'habitat "2190 Depressioni umide interdunari" segnalato nel precedente formulario è, secondo il nuovo Manuale Italiano d'Interpretazione degli Habitat da escludersi dall'Italia.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.