🏞️ L'ambiente
il sito è occupato in buona parte dal corso terminale del fiume Bradano circondato da terreni che risalgono al Quaternario recente ed il substrato litologico è formato da coltri di depositi poligenici di origine alluvionale trasportati dai fiumi e dai depositi sabbiosi dei sistemi dunali fossili e recenti, interrotti da affioramenti argillosi dei sottostanti terreni pilo-pleistocenici. Il clima è classificabile come termo-mediterraneo secco con temperature medie annue attorno ai 16 - 18° C e precipitazioni medie annue inferiori a 500mm di pioggia.
L'area è caratterizzata da una buona copertura vegetale ricca di elementi alo-igrofili in alveo e nelle aree periodicamente allagate che danno origine ad un complesso mosaico in cui si alternano salicornieti, prati salini, giuncheti, canneti e boscaglie a Tamarix.
Il litorale è costituito da costa bassa e sabbiosa con tratti caratterizzati da evidente fenomeni di erosione. La costa è occupata dalla caratteristica vegetazione psammofila e alofila, tipica delle fitocenosi ad Ammophila arenaria ed Agropyrum junceum, che si presentano per struttura e complessità molto instabili determinate dal variare della distanza della linea di costa. Sui sistemi dunali più interni alla linea di costa si osserva una tipica vegetazione di macchia mediterranea a prevalenza di Ginepri che precede la pineta a prevalenza di Pino d'aleppo (Pinus halepensis) con nuclei di Pino domestico (Pinus pinea, P. pinaster) , che occupa, nel complesso più del 50% del sito. Infatti, l'habitat della macchia retrodunale (2260) è quasi completamente occupato da rimboschimenti di pino d'Aleppo, e nei tratti in cui la pineta è diradata, gli elementi della macchia costituiscono uno strato arbustivo diversificato e ben strutturato.
Nei pressi del Lago Salinella, dove è minore il disturbo antropico, la macchia mediterranea si arricchisce di Fillirea (Phyllirea angustifolia), Lentisco (Pistacia lentiscus), Alaterno (Rhamnus alaternus), e soprattutto dei rari esemplari di Ginepro fenicio (Junipers phoenicea) specie quasi del tutto scomparsa dal resto della costa ionica.L'habitat 1110 è caratterizzato da una fitta prateria a Cymodocea nodosa che parte da circa 6 metri di profondità e si dirada all'aumentare della stessa fino a 12 metri.
⭐ Perché è importante
Il sito è caratterizzato da evidenti fenomeni di rinaturalizzazione su entrambi i lati del corso del fiume. Area di particolare importanza è quella del Lago Salinella che occupa un tratto di alveo abbandonato sulla sinistra idrografica del fiume, separato dal mare da un cordone dunale. Quest'area, che costituisce un'area umida relittuale, si è progressivamente ridotta di dimensioni nel corso degli ultimi decenni ed è inclusa nella "Riserva Naturale Biogenetica Statale Marinella Stornara" assieme ad altri habitat da tutelare quali: dune costiere con Juniperus; dune costiere fisse a vegetazione erbacea con Ephedra distachya, Pancratium maritimun, Ammophila arenaria; salicornieti e pascoli inondati mediterranei.
La fascia di vegetazione alofila e psammofila svolge un ruolo di fondamentale importanza nella stabilizzazione delle dune mobili e contrasta i fenomeni di erosione costiera. La pianura costiera di Metaponto rappresenta un territorio di raccordo e connessione dal punto di vista ecologico e paesaggistico che determina un corridoio di continuità ecologica ed ambientale.
Area di sosta di numerose specie di uccelli acquatici, soprattutto laridi e sternidi, presenti in gran numero durante le migrazioni; nei canneti retrodunali è stato confermato lo svernamento del Forapaglie castagnolo.
Sotto il profilo erpetologico è opportuno sottolineare che i dati su Testudo hermanni ed Emys orbicularis, sono i primi relativi a questo settore territoriale. Le fonti ufficiali, infatti, (cfr. Sindaco et alii, 2006) non riportano alcuna segnalazione per l'arco ionico lucano. Tali osservazioni suggeriscono l'esistenza di una continuità con le popolazioni pugliesi e calabresi.
La presenza accertata della Lontra in questo sito, assieme ad altre specie di pregio, ne accrescono l'importanza. In particolare la presenza di più aree SIC limitrofe con caratteristiche simili garantisce a specie come la Lontra o Emys orbicularis la possibilità di mantenere collegamenti con popolazioni vicine.
Inoltre, l'accertamento di una schiusa di Caretta caretta riveste una fondamentale importanza essendo la prima segnalazione per la costa ionica lucana per la quale, pur essendo ritenuta idonea alla nidificazione di questa specie, non si avevano notizie al riguardo. Infine, le caratteristiche di habitat estuariale della foce del Fiume Bradano, costituiscono un ulteriore fattore di qualità ambientale importante per l'intera area ionica tale da giustificare un'eventuale estensione a mare del SIC.
Un piccolo ampliamento del sito è stato proposto al fine di includere un'area caratterizzata da prati periodicamente inondati che ospitano l'unica popolazione nota in Basilicata di Damasonium alisma, specie vegetale a rischio, caratteristica dell'habitat 3170. Altre modifiche sono state effettuate per l'adeguamento ad una base cartografica di maggiore dettaglio e per una migliore riconoscibilità dei limiti sul territorio (tracciati stradali, ferrovia, corsi d'acqua, ecc.).
Tra le specie vegetali segnalate nel campo 3.3 con la motivazione D sono state riportate quelle incluse nella Lista Rossa Regionale e le specie più rappresentative di habitat alofili e psammofili.
Le variazioni nelle tipologie e superfici degli habitat sono da attribuirsi ad una più dettagliata interpretazione (grazie anche alla pubblicazione del Manuale Italiano degli Habitat) e all'applicazione di metodologie GIS per il calcolo delle percentuali. L'habitat "2190 Depressioni umide interdunari" segnalato nel precedente formulario è, secondo il nuovo Manuale Italiano d'Interpretazione degli Habitat da escludersi dall'Italia.
Alcune delle specie faunistiche segnalate nel vecchio formulario non sono state confermate durante l'aggiornamento. Le ragioni di questa apparente discrepanza sono sintetizzate come segue:
1) Specie non appartenenti alla fauna locale, la cui presenza nel vecchio Formulario era probabilmente dovuta ad un errore di battitura. E' il caso dell'Averla maschera Lanius nubicus, specie distribuita nel Medio e Vicino Oriente e non segnalata in Italia (Yosef & Loher, 1995) e dello Zigolo muciatto Emberiza cia, legato tutto l'anno a formazioni cacuminali montane (Cramp & Perrins, 1994).
2) Specie potenzialmente presenti durante le migrazioni ma ecologicamente non legate all'area di studio. In questo caso l'osservazione di eventuali soggetti migratori è sfuggita al rilevamento. E' il caso ad esempio della Ghiandaia marina Coracias garrulus; legata agli ambienti steppici (cfr. Cramp & Perrins, 1994; Brichetti & Fracasso, 2007). L'Habitat dei banchi di sabbia a debole coperura permanente di acqua marina (1110) sono presenti in tutta la parte a mare del SIC e si presentano in ottimo stato di conservazione. sotto il profilo faunistico, il Sito è d'importanza strategica per le popolazioni di Caretta caretta che transitano in questa zona alla ricerca di specie bentoniche di cui nutrirsi.E' presente un'intensa attività di pesca, soprattutto a strascico, che si ripercuote sulla strutturazione dei popolamenti bentonici nonchè sulle popolazioni di Caretta caretta, che durante le rotte migratorie, rischiano di essere pescate con lenze o palangari.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.