🏞️ L'ambiente
Il SIC 'Padula Mancina' si compone di tre aree disgiunte, centrate sugli stagni di Padula Mancina, Stagno Canali e Fosso presso Padule Rotondo.
Padula Mancina è una depressione di forma quasi trapezoidale, il cui perimetro originario sembra alterato dall'espansione dei terreni agricoli confinanti. Ha lunghezza di 144 m, larghezza di 106 m e superficie di 8300 m2. È localizzata nel territorio comunale di Montesano Salentino, alla quota 102 m s.l.m. (coordinate geografiche: 39°59'8.8''N - 18°18'37.0''E). I suoli nelle aree contermini sono principalmente di tipo franco o franco sabbioso, profondi, umidi, non calcarei, a matrice di colore bruno, pianeggianti; il drenaggio è variabile da molto lento a buono; la pietrosità superficiale è assente (Timesis, 2001). Il substrato litologico è costituito dalle Formazione di Gallipoli. Un rilevamento delle variabili chimico fisiche dell'acqua condotto in data 4 novembre 2010 riporta le seguenti misure: temperatura 18,00 °C, pH 9,26, conducibilità 400 'S/cm, percentuale di O2 35, torbidità 47,5 cm (Alfonso et al., 2011). L'acqua ha un lungo periodo di permanenza (Alfonso et al., 2011). In data 6 luglio 2016 la zona è stata osservata asciutta. Sono presente due fossi che costeggiano lungamente la strada tangente alla palude. TIPI DI HABITAT E FLORA Lo stagno è colonizzato da un mosaico di comunità erbacee igrofile che si distribuiscono in funzione del gradiente idrico e del disturbo antropico. In massima parte queste comunità sono ascrivibili alla classe Isoëto-Nanojuncetea e riconducibili al tipo di habitat naturale prioritario Stagni temporanei mediterranei. Estese superfici sono colonizzate da un compatto strato di muschio, alto circa 10 cm. Le specie vascolari segnalate per il sito sono Marsilea strigosa, Juncus bufonius, Isoëtes sp., Alisma plantago-aquatica, Isolepis cernua e Mentha pulegium (Alfonso et al., 2011). Tra gli altri taxa osservati si riportano: Heliotropium supinum, Oenanthe globulosa e Plantago major (Medagli, dati inediti, 2014), Galium debile, Paspalum distichum (= Paspalum paspalodes), Mentha suaveolens, Alisma lanceolatum, Xanthium spinosum, Convolvulus arvensis, Cuscuta sp., Rumex conglomeratus, Rumex crispus, Typha angustifolia, Epilobium tetragonum, Juncus fontanesii, Potentilla reptans, Carduus pycnocephalus, Jacobaea erratica (= Senecio erraticus), Quercus amplifolia, Pulicaria dysenterica, Verbena officinalis, Panicum repens, Dipsacus fullonum (Medagli e Beccarisi, dati inediti, 6 luglio 2016).
Oenanthe globulosa è una rara entità non segnalata per la Puglia; in Italia la sua presenza è certa solo per Toscana, Lazio, Basilicata, Sicilia e Sardegna; è probabilmente scomparsa in Liguria, Abruzzo e Campania (Conti et al., 2005).
Heliotropium supinum è una terofita scaposa, paleosubtropicale, riportata da Conti et al. (2005) in Puglia, Sicilia, Sardegna, anticamente segnalata anche in Campania, e dubbia per Molise e Calabria. In Puglia la specie è stata segnalata presso Otranto (Rabenhorst, 1949), alle foci dell'Ofanto (Bruni, 1857 in Palanza, 1900), nel Torrente Gravina a Laterza (Medagli in Beccarisi et al., 2007) e presso i Laghi di Conversano (D'Amico e Signorile, 2001). Tuttavia, la presenza della specie è da considerarsi incerta in tutte queste località pugliesi, ad eccezione dei Laghi di Conversano. Padula Mancina e il Fosso presso Padule Rotondo (v. par. 4.3) rappresentano quindi nuove importanti acquisizioni per la conoscenza della distribuzione italiana di questa rara specie.
FAUNA Il sito è popolato dai seguenti vertebrati: Natrix natrix, Bufo viridis, Lissotriton italicus e Podarcis sicula (tutti inseriti nell'all. IV della Direttiva 92/43/CEE), Ardea alba (inserito nella Direttiva 79/409/CEE), Bufo bufo, Hyla intermedia e Phelopylax sp. Altre specie della Direttiva 92/43/CEE non osservate ma potenzialmente presenti sono: Lacerta bilineata (all. IV), Cyrtopodion kotschyi (all. IV), Hierophis viridiflavus (all. IV), Coronella austriaca (all. IV), Elaphe quatuorlineata (all. II e IV), Elaphe situla (all. II e IV) e Tarentola mauritanica (all. IV).
Lo stagno di Padula Mancina è da considerarsi del tipo 'Hemidiaptomus pond' (stagno a Hemidiptomus), una rara tipologia di stagno recentemente identificato e descritto da Sahuquillo e Miracle (2013). Si tratta di stagni caratterizzati dalla presenza di copepodi calanoidi di grossa taglia ascrivibili al genere Hemidiaptomus. A Padula Mancina è infatti presente la specie Hemidiaptomus ingens (Alfonso e Belmonte, 2011), così come in altri pochi stagni in Puglia (Alfonso et al., 2016). La peculiarità degli stagni a Hemidiaptomus sta nel fatto di avere una ricca e inusuale comunità a crostacei. Questi stagni, infatti, rappresentano il residuo di antiche aree umide temporanee di particolare pregio e che non hanno ricevuto impatti tali da comprometterne la conservazione.
Altre specie di crostacei presenti nello stagno sono: Mixodiaptomus kupelwieseri, Ceriodaphnia quadrangula, Chydorus sphaericus, Daphnia (Ctenodaphnia) chevreuxi, Pleuroxus letourneuxi, Simocephalus vetulus, Diacyclops bisetosus, Megacyclops viridis, Cypris bispinosa, Eucypris gr. virens e Proasellus banyulensis.
Daphnia chevreuxi è considerata specie vulnerabile nella lista rossa dei crostacei della fauna italiana (Ruffo e Stoch, 2005).
I canali immediatamente adiacenti il bacino principale di Padula Mancina (e ad essa connessi) ospitano il notostraco Lepidurus couesii, una specie di crostaceo considerata 'fossile vivente' e tipica degli ambienti acquatici temporanei. In Italia, attualmente, questa specie è nota solo per la Puglia.
Stagno Canali è una dolina di forma subcircolare, con diametro medio di 78 m. Il perimetro originario, sul limite orientale, è stato alterato dall'espansione dei terreni agricoli confinanti. È localizzato nel territorio comunale di Miggiano, alla quota di 107 m s.l.m. (coordinate geografiche: 39°58'20.9''N - 18°18'19.7''E). I suoli nelle aree contermini hanno caratteristiche simili a quelli presso Padula Mancina. In data 6 luglio 2016 il sito è stato osservato asciutto. Non sono note altre informazioni di carattere idrologico.
TIPI DI HABITAT E FLORA Il fondo della dolina è colonizzato da un mosaico di comunità erbacee igrofile, in parte di tipo perenne e in parte annuali; queste ultime sono ascrivibili alla classe Isoëto-Nanojuncetea e riconducibili al tipo di habitat naturale prioritario Stagni temporanei mediterranei. Non si conoscono dati floristici riportati in letteratura. Tra le specie vascolari osservate si citano Mentha pulegium, Lythrum hyssopifolia, Paspalum distichum (= Paspalum paspalodes), Lotus cfr. corniculatus, Elymus athericus, Rumex crispus, Rumex conglomeratus, Polypogon monspeliensis, Symphyotrichum squamatum, Quercus amplifolia e Ulmus minor (Medagli e Beccarisi, dati inediti, 6 luglio 2016).
Fosso presso Padule Rotondo è una depressione solcata longitudinalmente da un canale artificiale per il deflusso delle acque. Ha una forma trapezioidale, il cui lato maggiore è di 104 m e quello minore di 51 m. È localizzata nel territorio comunale di Ruffano, alla distanza di 2,5 km da Padula Mancina, alla quota di 102 m s.l.m. (coordinate geografiche: 39°58'40.0''N - 18°16'49.8''E). I suoli nelle aree contermini sono di tipo franco sabbioso, sottili, molto umidi, scarsamente calcarei, a matrice di colore bruno scuro, pianeggianti; il drenaggio è buono; la pietrosità superficiale è assente (Timesis, 2001). Il substrato litologico è costituito dalle Calcareniti del Salento. Il canale non si connette con un sistema idrografico più esteso; poiché termina in una fitta boscaglia di olmi, all'interno dell'appezzamento di terreno in oggetto, non è stato possibile verificare, nel corso dei sopralluoghi, la presenza di un eventuale inghiottitoio (di cui comunque non si desumono informazioni dalle carte del PPTR). In data 6 luglio 2016, il canale è stato osservato completamente asciutto. Non si hanno altre informazioni sulle caratteristiche idrologiche del sito.
TIPI DI HABITAT E FLORA Il sito è interessato principalmente da una vegetazione erbacea igrofila perenne; nella parte orientale è anche presente una boscaglia a olmo campestre (Ulmus minor). Piccole superfici sono occupate da una vegetazione annuale ascrivibile alla classe Isoëto-Nanojuncetea e riconducibile al tipo di habitat naturale prioritario Stagni temporanei mediterranei. Non si conoscono dati floristici riportati in letteratura per il sito. Tra le specie vascolari osservate si citano: Heliotropium supinum, Paspalum distichum (= P. paspalodes), Mentha pulegium, Symphyotrichum squamatum, Rumex crispus, Galium debile e Ulmus minor (Medagli e Beccarisi, dati inediti, 6 luglio 2016).
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.