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Museo della civiltà contadina

Bentivoglio (BO) · Emilia-Romagna
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In breve

Il Museo della civiltà contadina è un museo agricolo ed etnografico ospitato a Villa Smeraldi, nella frazione di San Marino del comune di Bentivoglio, nella città metropolitana di Bologna. Il museo, inaugurato ufficialmente il 28 giugno 1973 e aperto nel 1975, documenta e ripercorre la storia contadina della pianura a nord di Bologna, bonificata nel XVIII secolo e coltivata prevalentemente dai mezzadri.

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Storia e descrizione

Il Museo della civiltà contadina è un museo agricolo ed etnografico ospitato a Villa Smeraldi, nella frazione di San Marino del comune di Bentivoglio, nella città metropolitana di Bologna. Il museo, inaugurato ufficialmente il 28 giugno 1973 e aperto nel 1975, documenta e ripercorre la storia contadina della pianura a nord di Bologna, bonificata nel XVIII secolo e coltivata prevalentemente dai mezzadri.

Descrizione

Il Museo della civiltà contadina è ospitato nel complesso costituito dalla villa ottocentesca, dagli annessi colonici e da un padiglione recente.

La collezione conta oltre cinquemila oggetti o circa 10000 secondo altre fonti

, solo in parte esposti nelle 10 sezioni tematiche: tra di essi fugurano attrezzi, grandi macchine agricole, carri, mobili e suppellettili a cui si affiancano stoffe, costumi, tappezzerie, nonché stampe, incisioni e matrici.

Percorso museale

Il percorso espositivo documenta lo svolgimento delle attività produttive e del piccolo artigianato legato alle attività del mondo rurale. Alcune sezioni tematiche sono dedicate ai sistemi colturali e ai relativi prodotti, quali il grano, la vite e la canapa. Si ripercorre la storia della frutticoltura industriale bolognese ed emiliano-romagnola, quella dell'apicoltura e della coltivazione della barbabietola da zucchero. La grande cucina contadina, cuore pulsante della casa, è ricostruita attraverso testimonianze originali.

La visita inizia nel grande padiglione costruito a sud della proprietà negli anni 2000, affiancato dall'aia didattica e dai seminativi; è qui che si trovano la biglietteria e il bookshop e si sviluppa il settore A del museo, composto di tre aree tematiche: "La pianura dei mezzadri e la pianura delle valli e delle risaie", "Il territorio, il podere e la famiglia" e "Artigiani e contadini".

La visita prosegue nel settore B del museo, all'interno del complesso della villa, dove si approfondiscono le tematiche de "La frutta si conosce mangiandola" e de "La cucina contadina".

Il settore C del museo, ospitato all'interno della ex stalla o scuderia, è dedicato a "La canapa, il miele, lo zucchero"; a fianco all'edificio si trova il deposito dei grandi macchinari agricoli sotto tettoia.

Nell'area prativa al centro degli edifici sono esposte en plein air la pompa e la scavezzatrice.

Storia

La provincia di Bologna acquisì la villa nel 1970 per creare il Museo della civiltà contadina, aperto nel 1975 e contenente migliaia di testimonianze del lavoro e della vita nelle campagne bolognesi tra Ottocento e Novecento. Nel 2018 il museo è stato accreditato al Sistema Museale Regionale della Regione Emilia-Romagna, entrando così a far parte del Sistema Museale Nazionale.

Il museo, che svolge anche attività didattiche e di ricerca storiografica, dal 2022 ha ampliato la propria offerta didattica con nuovi laboratori esperienziali rivolti alle scuole primarie e secondarie, concentrandosi su temi come la transizione ecologica e le pratiche agricole sostenibili. Ha avviato una digitalizzazione dell'archivio fotografico e documentale, consultabile sul portale museale regionale dell'Emilia-Romagna.

La biblioteca

La biblioteca, ospitata all'ultimo piano di Villa Smeraldi, è una biblioteca storica specializzata dotata di oltre tremila volumi e riviste italiane ed estere, un consistente numero di opuscoli ereditati dalle Cattedre ambulanti di Agricoltura, ed un ricco archivio fotografico.

Testo tratto dalla voce «Museo della civiltà contadina (Bentivoglio)» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.