Storia e descrizione
La chiesa di Natività della Beata Vergine Maria, nota anche come chiesa della Natività di Maria Vergine, è la parrocchiale di Camerata Picena, in provincia di Ancona e arcidiocesi di Ancona-Osimo; fa parte della zona pastorale di Falconara.
Storia
La prima citazione di una chiesetta dedicata alla Beata Vergine Maria a Camerata Picena risale al 1029 ed è contenuta in una diploma dell'imperatore Corrado II da quale si apprende che essa dipendeva dall'abbazia di Chiaravalle.
Tra il 1389 e il 1392, con la ricostruzione del castello e il suo ripopolamento da parte di venticinque famiglie qui giunte da Genga, venne riedificata anche la chiesetta.
A partire dal XVI secolo questo luogo di culto è attestato come parrocchiale.
Tra il 1854 e il 1857 si procedette alla ricostruzione della chiesa in forme neoclassiche.
Negli anni novanta del Novecento si provvide ad eseguire degli interventi di restauro e dell'edificio e nel medesimo decennio fu compiuto l'adeguamento liturgico mediante il collocamento, nel presbiterio, del nuovo altare postconciliare rivolto verso l'assemblea.
Esterno
La facciata della chiesa, rivolta a nordest, presenta centralmente il portale d'ingresso architravato e sopra una finestrella inscritta in un doppio arco a tutto sesto; ai lati si innalzano due lesene sorreggenti una cornice sovrastata dal timpano di forma triangolare.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora ed è coronata da una sorta di cupolino.
Interno
L'interno dell'edificio si compone di un'unica ampia navata a pianta rettangolare, sulla quale si affacciano due cappelle laterali, introdotte da archi a tutto sesto, e le cui pareti sono scandite da lesene terminanti con capitelli dorici che sorreggono la trabeazione modanata e aggettante al di sopra della quale si imposta la volta a botte; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, leggermente rialzato e chiuso dall'abside di forma semicircolare.
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