Storia e descrizione
La Chiesa di Maria Santissima Di Porto Salvo è un luogo di culto cattolico di Gioia Tauro. È situato nella parte bassa della città in piazza Giovanni Paolo II . La parrocchia fu istituita il 14 aprile 1948, per volontà del vescovo di Mileto Enrico Nicodemo. Nel 1995 viene abbattuto il vecchio complesso parrocchiale per la costruzione di quello nuovo che viene ufficialmente aperto al culto il 18 novembre 2001.
Storia
La parrocchia di Maria Santissima di Porto Salvo a Gioia Tauro fu istituita con bolla del 14 aprile 1948 dal vescovo Mons. Nicodemo, in favore del quartiere Marina.
Inizialmente l’edificio di culto fu realizzato in forma “baraccata”; alla fine degli anni settanta fu ricostruito in muratura.
A causa del degrado dell’edificio e dell’aumento demografico del quartiere, nel 1995 la vecchia chiesa fu demolita per realizzare un nuovo edificio moderno e più grande nella stessa area e su terreni limitrofi.
La progettazione del nuovo edificio fu affidata all’architetto Walter Emanuele Angelico, con direzione lavori dell’ing. Paolo Martino; i lavori si conclusero nel 1999 e l’edificio fu aperto al culto il 18 novembre 2001.
Tra il 2008 e il 2011 furono effettuati interventi di abbellimento: nel 2008 vennero eseguiti mosaici e nel 2011 fu sostituito il portone ligneo con uno in bronzo disegnato dall’architetto Francesco Arabia
Nel marzo 2026 sono iniziati diversi interventi di ripristino delle facciate e del campanile terminati nel giugno dello stesso anno, sempre nello stesso anno la chiesa ha compiuto 25 anni dalla consacrazione.
il 7 settembre 2026 la statua della Madonna di Portosalvo è stata incoronata a 25 anni dall’ultima volta ,dal Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi Sua ecc. Rev. Giuseppe Alberti con delle nuove corone realizzate dal rinomato gioielliere Spadafora di San Giovanni in Fiore (Cz) [1]
Descrizione
Il progetto della chiesa (nuova), firmato dall'architetto Walter Emanuele Angelico, prevede un edificio parzialmente interrato in un rilievo artificiale, con pianta ellissoidale e aula unica a sviluppo semicircolare. L’impostazione architettonica è contemporanea, con uso combinato di cemento armato, legno lamellare e grandi superfici vetrate.
Facciata
Il prospetto principale è organizzato su tre livelli di diversa profondità: il primo, seminterrato, ospita l’ingresso principale raggiungibile tramite rampa; il portale è in bronzo a quattro ante. I livelli superiori presentano superfici vetrate e partizioni murarie regolari, con una croce metallica sommitale che conclude la facciata.
Pianta
La chiesa ha pianta ovale, con navata unica e presbiterio curvilineo sopraelevato di due gradini. L’impianto è pensato per una distribuzione centrale dell’assemblea e per una forte illuminazione naturale proveniente sia dalle vetrate perimetrali sia dal lucernario sommitale.
Strutture verticali
Le pareti sono scandite da vetrate a tutta altezza alternate a setti murari con incisioni orizzontali. Sopra l’ingresso è ricavata una balconata interna, accessibile sia dall'aula sia dall'esterno tramite rampe laterali.
Pavimentazione
L’aula è pavimentata in lastre di travertino; in prossimità del presbiterio un inserto in marmo brunito disegna un motivo solare che si irradia verso la navata.
Copertura
La copertura è voltata, realizzata con travi e tavolato in legno lamellare a vista, protetta esternamente da manto in tegole “canadesi”. Al centro si apre un cupolino in ferro e vetro che funge da fonte di luce zenitale.
Campanile
Il campanile, a pianta ovale, è collocato sul retro dell’edificio e riprende il linguaggio architettonico della chiesa. È scandito da linee orizzontali e culmina in una struttura metallica che sostiene le campane.
Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.