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Chiesa dei Santi Francesco ed Ilaro

Lugo (RA) · Emilia-Romagna
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In breve

La Chiesa dei Santi Francesco ed Ilaro è un luogo di culto cattolico che si trova in Piazza Savonarola, a Lugo (RA). Porta il titolo di Collegiata ed è conosciuta con questo nome dai lughesi. Fu dedicata a san Francesco d'Assisi nella prima metà del XIII secolo. Nella prima metà del XIX secolo divenne Collegiata, grazie anche all'intervento del cardinale lughese Francesco Bertazzoli, che volle farla chiesa principale della città. Divenne infine parrocchia dei Ss. Francesco e Ilaro dal 1838.

Sito del Comune di Lugo
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Storia e descrizione

La Chiesa dei Santi Francesco ed Ilaro è un luogo di culto cattolico che si trova in Piazza Savonarola, a Lugo (RA). Porta il titolo di Collegiata ed è conosciuta con questo nome dai lughesi. Fu dedicata a san Francesco d'Assisi nella prima metà del XIII secolo. Nella prima metà del XIX secolo divenne Collegiata, grazie anche all'intervento del cardinale lughese Francesco Bertazzoli, che volle farla chiesa principale della città. Divenne infine parrocchia dei Ss. Francesco e Ilaro dal 1838.

Questo tempio è stato scelto dall'autorità civile per le sue manifestazioni più importanti, sia per l'ampiezza sia perché collocata in posizione centrale rispetto alle altre chiese della città.

Storia

Nel 1233 i Frati minori si stabilirono a Lugo. Scelsero un terreno fuori dalla cinta muraria per edificare la loro chiesa. La costruzione terminò nel 1238. Fu consacrata e dedicata al Santo fondatore il 24 marzo 1254. Vi furono sepolti i conti di Barbiano, vicari apostolici di Lugo. Il primo convento risale alla stessa fase costruttiva della chiesa. Nel 1438 il Comune deliberò di includere il complesso francescano entro le mura: fu allargata la cinta urbana. Furono poi avviati i lavori per la costruzione del chiostro, terminati nel 1471. Il chiostro francescano è il monumento più antico di Lugo dopo la rocca. Ogni lato misura circa 30 metri e l'insieme è composto da 28 archi. Il pozzale al centro del chiostro, anch'esso quattrocentesco, è un monolito in pietra d'Istria, con gli stemmi francescano e civico, a conferma del legame tra convento e comunità urbana. Nel 1760 fu decisa la demolizione della chiesa e la sua ricostruzione dalle fondamenta. I lavori, affidati all'esperto architetto imolese Cosimo Morelli, durarono dal 1762 al 1772: il 1º settembre di quell'anno venne riaperta al culto. All'interno è scandita da quattro cappelle per parte che conservano opere settecentesche di artisti locali, fra le quali spicca nella grande pala d'altare la tela di Benedetto dal Buono raffigurante San Francesco. L'organo fu costruito nel 1780 dal veneziano Giovanni Ghinei. Alla fine del secolo XVIII gli invasori francesi cacciarono i monaci; la chiesa fu affidata a un sacerdote del clero secolare.

Nel 1814 fu ripristinata in tutta la Romagna l'autorità pontificia. Le varie congregazioni religiose ritornarono nelle loro stanze (Cappuccini, Carmelitani, Domenicani e Agostiniane). I francescani conventuali invece non ripresero il loro antico insediamento: la loro presenza stabile a Lugò cessò. Nel 1826 papa Leone XII eresse San Francesco a chiesa parrocchiale e ne affidò la cura al cardinale lughese Francesco Bertazzoli (1754-1830), canonico della collegiata dei Santi Petronio e Prospero (poi San Giacomo Maggiore). Due anni dopo il Bertazzoli ottenne da papa Leone XIII il trasferimento del titolo di collegiata alla chiesa del Morelli, che essa porta tuttora (bolla del 23 maggio 1828). La dotò di fonte battesimale e modificò il suo nome, associando Sant'Ilaro, patrono di Lugo, a San Francesco. Il 20 settembre il priore Giambattista Calzolari prese possesso del nuovo canonicato e il 4 ottobre, festa di San Francesco, iniziò ufficialmente l’officiatura capitolare nel tempio. In novembre il nuovo vescovo d’Imola, cardinale Giacomo Giustiniani, sancì con la propria presenza e con la pubblicazione solenne della bolla la nuova realtà istituzionale. La chiesa che era stata dei Frati minori conventuali divenne così sede ufficiale del capitolo canonicale lughese. Da allora la chiesa è il punto di riferimento della chiesa lughese, sede delle più importanti celebrazioni liturgiche.

Nel gennaio 1968 la chiesa venne chiusa per il tetto pericolante e per problemi di staticità. I lavori di restauro durarono più di un anno. La chiesa fu riaperta al culto il 21 settembre 1969.

Don Carlo Cavina, prevosto della Collegiata dal 1850 al 1880 (il secondo dal 1828), fu fondatore della congregazione religiosa delle Suore Figlie di San Francesco di Sales.

Esterno

L'esterno, pur lasciato con facciata incompleta, è nobilitato da un atrio neoclassico vasto e severo. Nel 1920 è stata aggiunta un'artistica cancellata in ferro battuto.

Interno

L’interno si distingue per la monumentalità dell’impianto, la cupola, il presbiterio, la cappella maggiore e le cappelle del transetto e del corpo della chiesa, pensate come parti di un insieme armonico. La trabeazione si erge su pilastri e colonne con capitelli corinzi.

La cupola è sorretta da pilastri che fungono da base per otto nervature, le quali formano quattro pennacchi rovesciati che si congiungono nella lanterna luminosa. Al di sotto della cupola vi sono due cappelle laterali. In quella di destra sono custodite le reliquie del beato Bonavita, terziario francescano lughese (1238-1275).

Dietro l'altare maggiore, il coro ligneo è in stile neoclassico (inaugurato il 13 giugno 1827).

Vi è venerata l'immagine della Madonna del Rosario, custodita dal 1950; il suo giorno di festa è la prima domenica di ottobre. Uno dei dipinti più pregevoli conservati al suo interno è la tela di Giacomo Zampa (1731-1808) che raffigura l'incontro tra Sant'Antonio da Padova ed Ezzelino III da Romano.

Testo tratto dalla voce «Chiesa dei Santi Francesco ed Ilaro» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

Dove si trova

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