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Museo diocesano

Massa (MS) · Toscana
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In breve

Il Museo diocesano di Massa, inaugurato nel 2003, ha sede nel palazzo dei Cadetti (ex Palazzo Vescovile), fatto costruire nel 1580 dal principe Alberico I Cybo-Malaspina, destinato inizialmente ai figli cadetti della famiglia, subì nel tempo varie trasformazioni, fino all'età napoleonica quando fu abbandonato e cadde in grave degrado. Con la Restaurazione, la duchessa Maria Beatrice d'Este lo donò al vescovo Francesco Maria Zoppi (1822 - 1833), quale sede episcopale; funzione che mantenne fino al 1970, quando il vescovo Aldo Forzoni (1970 - 1988) spostò la sua residenza presso il seminario.

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Storia e descrizione

Il Museo diocesano di Massa, inaugurato nel 2003, ha sede nel palazzo dei Cadetti (ex Palazzo Vescovile), fatto costruire nel 1580 dal principe Alberico I Cybo-Malaspina, destinato inizialmente ai figli cadetti della famiglia, subì nel tempo varie trasformazioni, fino all'età napoleonica quando fu abbandonato e cadde in grave degrado. Con la Restaurazione, la duchessa Maria Beatrice d'Este lo donò al vescovo Francesco Maria Zoppi (1822 - 1833), quale sede episcopale; funzione che mantenne fino al 1970, quando il vescovo Aldo Forzoni (1970 - 1988) spostò la sua residenza presso il seminario.

Il Museo conserva le opere d'arte, suppellettile liturgica e paramenti sacri provenienti sia dalla cattedrale di San Pietro e San Francesco, sia da altre chiese del territorio diocesano.

Percorso espositivo e opere

L'itinerario espositivo ha il suo nucleo centrale nel Tesoro della Cattedrale costituito prevalentemente da:

preziosi paramenti sacri ricamati in oro e argento;

suppellettile liturgica in argento;

insegne episcopali legate ai primi vescovi.

Fra i capolavori che è possibile vedere nel Museo, si annoverano:

San Leonardo (1420) di Jacopo della Quercia;

Trittico con la Madonna in trono col Bambino e santi (ultimo quarto del XV secolo) Bernardino del Castelletto, proveniente dall'altare della Cappella Vescovile;

la Pietà (primo quarto del XVII secolo), scultura in marmo, di Felice Palma;

la Croce stazionale (XVII secolo) attribuita a Gian Lorenzo Bernini;

la Statua reliquario (1685), opera dall'argentiere lucchese Giovanni Vambrè;

la Croce di Tresana di Francesco Marti.

Inoltre, sono esposte opere di Agostino Ghirlanda, di Domenico Fiasella e del Maestro di Montefloscoli.

Testo tratto dalla voce «Museo diocesano (Massa)» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.