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Chiesa dei Santi Elia ed Enoch

Siligo (SS) · Sardegna
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In breve

La chiesa dei Santi Elia ed Enoch è una chiesa campestre situata in territorio di Siligo, centro abitato della Sardegna nord-occidentale. Consacrata al culto cattolico, fa parte della parrocchia di San Vittoria, arcidiocesi di Sassari. L'edificio, distante qualche chilometro dal paese, sorge sulla mesa di monte Santo ed è raggiungibile grazie ad alcuni sentieri che portano sino alla cima della montagna.

Sito del Comune di Siligo
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Storia e descrizione

La chiesa dei Santi Elia ed Enoch è una chiesa campestre situata in territorio di Siligo, centro abitato della Sardegna nord-occidentale. Consacrata al culto cattolico, fa parte della parrocchia di San Vittoria, arcidiocesi di Sassari. L'edificio, distante qualche chilometro dal paese, sorge sulla mesa di monte Santo ed è raggiungibile grazie ad alcuni sentieri che portano sino alla cima della montagna.

Nel 1064-65 giudice Barisone I di Torres fece compilare l'atto di donazione (il documento è noto come Carta di Nicita) in cui cede a Desiderio di Benevento, abate di Montecassino, una vasta area e le sue pertinenze: comprese le chiese di Santa Maria di Bubalis) e la chiesa dei santi Elia ed Enoc.

I monaci benedettini avevano costruito la chiesa nella metà dell'XI secolo e, intorno alla fine del XII secolo, avevano edificato un'altra aula adiacente, dopo aver demolito una parete laterale dell'edificio. Nel XIX secolo avevano aggiunto delle cumbessias.

Nella facciata principale spicca l'arco a tutto tondo che sovrasta la porta d'ingresso e, sul lato alla sinistra, una finestrella cruciforme. Lo spazio interno è costituito da due aule, dotate di altari dedicati il primo a Sant'Elia, il secondo a Sant'Enoch.

Testo tratto dalla voce «Chiesa dei Santi Elia ed Enoch» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

Dove si trova

Fonti: Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikidata (CC0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.