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🌱 Cosentinia vellea

Piante · ordine Polypodiales · famiglia Pteridaceae · in 6 aree protette
Cosentinia vellea
Foto: Nanosanchez · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🌱 Piante
Ordine
Polypodiales
Famiglia
Pteridaceae
Genere
Cosentinia
Specie
Cosentinia vellea
🌿 6 aree protette📍 3 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

Cosentinia vellea (Aiton) Tod., 1866 è una felce della famiglia Pteridaceae. È l'unica specie nota del genere Cosentinia Tod., 1866.

Distribuzione e habitat

Il suo areale spazia dalle Isole Canarie all'Europa, abbracciando l'Africa settentrionale e l'Asia occidentale, per poi spingersi fino all'Himalaya occidentale nel subcontinente indiano.

In Europa è presente nella penisola iberica meridionale, Francia meridionale e Corsica, Italia meridionale (comprese Sardegna e Sicilia), Grecia, nonché a Creta e Cipro.

Tassonomia

Sono note due sottospecie:

Cosentinia vellea subsp. velleaQuesta sottospecie ha avuto origine da un processo di poliploidia, che ha raddoppiato il corredo cromosomico da 2n = 58 a 2n = 116, rendendola tetraploide. Il suo perisporio, allo stato secco, può raggiungere dimensioni fino a 79 µm. Risulta essere la sottospecie più diffusa e colonizza tipicamente fessure rupestri, pietraie e muri esposti al sole (a solatio).

Cosentinia vellea subsp. bivalens (Reichst.) Rivas Mart. & SalvoPredilige i costoni rocciosi di varia natura, solitamente in habitat aridi. È caratterizzata da un corredo cromosomico diploide (2n = 58) e da un perisporio che, allo stato secco, raggiunge dimensioni fino a 65 µm.

Testo tratto dalla voce «Cosentinia vellea» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 6 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Extra-Regio
Sardegna
Sicilia

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.