🏞️ L'ambiente
Le Isole Egadi sono situate nel Canale della Sicilia, al largo della costa occidentale del Trapanese, quali lembi emersi dei rilievi sottomarini che collegano la catena maghrebide siciliana a quella tunisina. L'arcipelago, ricadente interamente nel territorio amministrativo del comune di Favignana (Trapani), è costituito dalle isole maggiori di Favignana, Marettimo e Levanzo e dai piccoli scogli di Formica e Maraone, per un'estensione complessiva di 37,45 Km2. Fra di esse, risalta soprattutto Marettimo, per l'elevato interesse naturalistico del territorio e particolarmente ricco di endemismo la sua storia paleogeografica e la morfologia alquanto aspra ed accidentata, caratterizzando un territorio. Favignana e Levanzo, più vicine alla Sicilia, presentano invece un profilo assai più dolce, risultano più degradate e maggiormente sfruttate a scopo turistico. Porzioni piuttosto vaste di Favignana appaiono degradate sia a causa dello sfruttamento di cave di calcarenite, particolarmente intenso nel passato. Dal punto di vista geologico, l'Arcipelago rientra nell'ambito della cosiddetta "Catena delle Egadi" che costituisce una porzione del "thrust Belt" individuato nelle aree marine contermini e strutturatosi nel Miocene superiore, quindi segmentato da sistemi di faglie durante la fase tettonica plio-pleistocenica. L'Isola di Marettimo (12,3 Km2) è caratterizzata da una dorsale orografica dominata da Pizzo Falcone (686 m s.l.m.), il quale si erge nell'ambito di un sistema di vette superanti spesso i 400 metri di quota. Si tratta di substrati mesozoici, prevalentemente costituiti da dolomie, nonché marne e calcari del Trias medio-Lias inferiore (ABATE et al., 1999). L'Isola di Levanzo (5,6 Km2) presenta un assetto morfologico definito da faglie che separano due dorsali calcaree ad andamento nord-sud, culminanti rispettivamente nelle cime di Pizzo del Monaco (278 m s.l.m.) e Pizzo del Corvo (201 m s.l.m.), fra le quali si sviluppa l'ampia depressione denominata La Fossa (69 m s.l.m.). Tali dorsali sono caratterizzate da substrati carbonatici e clastico-terrigeni risalenti al Mesozoico-Terziario, su cui poggiano in discordanza depositi plio-quaternari rappresentati da calcareniti ed arenarie risalenti al Pleistocene inferiore, oltre a conglomerati grossolani residui di terrazzamenti marini formatisi tra il Pleistocene superiore e l'Olocene (ABATE & al., 1995).L'Isola di Favignana (19,8 Km2) è caratterizzata da due ampie spianate che corrispondono a superfici di abrasione marina del Pleistocene superiore, separate da una dorsale mesozoico-terziaria, culminante nel Monte Santa Caterina (314 m s.l.m.). La piana orientale è intagliata su arenarie biancastre del Pleistocene inferiore, quella occidentale è impostata invece sulle successioni carbonatiche mesozoico-terziarie e talora è ricoperta da livelli conglomeratici tirreniani, sedimenti eolici olocenici e da depositi colluviali ed eluviali (AGNESI et al., 1993).Seguendo la classificazione bioclimatica proposta da BRULLO et al. (1996), i territori di Levanzo e Favignana, e la fascia costiera di Marettimo - oltre agli isolotti Maraone e Formica - rientrano quasi del tutto nel termomediterraneo secco, lasciando spazio ad aspetti di vegetazione della serie dell'Olivastro e dell'Euforbia arborescente (Oleo-Euphorbieto dendroidis sigmetum) e, in alcuni contesti particolarmente aridi, anche della serie a Periploca angustifolia del Periploco-Euphorbieto dendroidis sigmetum. NellIsola di Marettimo i versanti compresi fra 150-250 e 400-550 m s.l.m. rientrano nella fascia del termomediterraneo subumido, occupata prevalentemente dalla serie del pineto a Pinus halepensis (Pistacio lentisci-Pineto halepensis sigmetum), mentre nel soprastante piano mesomediterraneo, circoscritto alla sommità dei maggiori rilievi dell'isola, prevale la serie del Leccio (Pistacio lentisci-Querceto ilicis sigmetum). Fra gli aspetti di degradazione delle succitate cenosi forestali, si rilevano varie espressioni di gariga a Rosmarinus officinalis e ad Erica multiflora (Erico multiflorae-Micromerietum fruticulosae), che ospitano diverse interessantissime entità relitte - ed assenti in Sicilia - quali Daphne sericea e Thymelaea tartonraira (GIANGUZZI et al., 2003). Fra le altre tipologie di vegetazione vanno altresì citati gli aspetti rupicoli dell'alleanza Dianthion rupicolae, alquanto ricchi - soprattutto a Marettimo - di endemiti o taxa rari, nonché le formazioni alofitiche del Crithmo-Limonion.L'arcipelago delle Egadi ricade sulla piattaforma continentale della Sicilia occidentale, rappresentando una propaggine della catena montuosa settentrionale, della quale condivide la natura geologica, segnalata dalla presenza di vasti depositi calcarenitici su gran parte dei fondali che si estendono fra le Isole di Favignana e Levanzo. L'area della piattaforma su cui insiste l'arcipelago è caratterizzata da forme erosive e deposizionali, quali falesie sommerse, terrazzi d'abrasione, valli fluviali, paleo spiagge e dune, che testimoniano le diverse fasi dell'ultimo ciclo di variazione glacio-eustatica del livello marino. Nell'area è possibile, in base alla batimetria, distinguere due settori di piattaforma: il primo comprende l'isola di Favignana e l'isola di Levanzo, congiunte alla terraferma da una lieve depressione; il secondo settore comprende soltanto l'isola di Marettimo, distaccata da Favignana e Levanzo da un canale profondo 350 m, che ha mantenuto Marettimo costantemente separata dalla terraferma sin dal Pliocene. Nei fondali della piattaforma continentale dell'arcipelago sono presenti sabbie medio-fini, con due componenti prevalenti: quella organogena, di derivazione conchigliare; quella calcarea, che deriva dall'erosione degli affioramenti rocciosi. La zonazione della vegetazione sommersa dell'intero arcipelago è funzione della natura del substrato, dell'intenso idrodinamismo e della luce, fattori che determinano un'elevata frammentarietà nei popolamenti fotofili e sciafili.A Favignana e Levanzo i fondali dell'infralitorale sono tipicamente dominati dalla alghe brune, fino a 10-12 metri di profondità, alle quali seguono dense praterie di Posidonia oceanica. In queste due isole dell'arcipelago i popolamenti del piano circalitorale sono rappresentati unicamente in alcuni siti del versante meridionale di Favignana e nelle secche del largo. Da segnalare, in particolare, la presenza di facies a Laminaria rodriguezi su substrato duro ed in presenza di intense correnti di fondo, che occupano vaste zone dei fondali (tra -60 e -100 m) del piano circalitorali di Levanzo. I fondali di Marettimo possiedono simili caratteristiche nel piano infralitorale, ma sono costituiti anche da un ampio piano circalitorale, fino al margine della platea continentale.Nei fondali dell'arcipelago, il piano infralitorale superiore è caratterizzato da biocenosi fotofile, caratterizzate da un'ampia cintura a Cystoseira amentacea var. stricta e Cystoseira crinita, a volte vicariate da alghe tipiche di ambienti ben illuminati, quali Cystoseira balearica, Padina pavonica ed Acetabularia acetabulum. La distribuzione di Cystoseira amentacea var. stricta nelle Egadi è continua sul substrato idoneo all'impianto. La specie è presente sempre con coperture superiori al 60-80%, talvolta pari al 100%. A Marettimo, in ambienti calmi, privi di sedimentazione, Cystoseira amentacea var. stricta può essere vicariata da Cystoseira mediterranea o da Cystoseira elegans soprattutto. Cystoseira amentacea var. stricta è accompagnata da brevi tratti di Cystoseira zosteroides a Levanzo, e da Cystoseira ercegovicii a Favignana.Tra le emergenze naturalistiche dell'area delle Isole Egadi vanno ricordate: il marciapiede a vermeti, la fascia ad Astroides calycularis, le grotte sommerse ed i popolamenti sciafili e le praterie di Posidonia oceanica. Il marciapiede a vermeti, costruzione biogena dovuta al gasteropode sessile Dendropoma petraeum, si presenta estremamente abbondante e con un ottimo livello di strutturazione sulla fascia costiera delle tre isole dell'arcipelago. La fascia ad Astroides calycularis, specie termofila di madreporario coloniale in regressione in molte aree del Mediterraneo, riveste la prima frangia dell'infralitorale immediatamente sotto il marciapiede a vermeti: estese colonie si trovano soprattutto lungo la falesia sommersa della zona di riserva integrale e nelle grotte superficiali a Marettimo. Sia Dendropoma petraeum che Astroides calycularis rientrano tra le specie in pericolo o minacciate di estinzione per il Mediterraneo. Le grotte superficiali e l'intenso carsismo sono l'aspetto paesaggistico più espressivo della natura carbonatica dei substrati della fascia costiera delle Egadi. All'elevato numero di antri e cunicoli delle coste corrisponde un carsismo subacqueo ugualmente sviluppato. La bassa luminosità dei fondali a strapiombo in molti casi favoriscono lo sviluppo di concrezionamenti sciafili e del coralligeno. La rugosità dei calcari inoltre incrementa l'insediamento delle larve meroplanctoniche e la formazione di rifugi occupati da una ricca fauna endolitica. Le praterie di Posidonia oceanica, habitat prioritario, rappresentano la biocenosi più importante in quanto sono particolarmente abbondanti e distribuite in maniera piuttosto continua su tutti i fondali delle Isole Egadi, soprattutto su quelli costituiti da sabbie medio-fini, che si sviluppano scarsamente in profondità. Il limite superiore delle praterie è compreso tra -5/-12 m a Favignana e -12/-15 m a Marettimo. Chiazze sparse, alternate a biocenosi fotofile, sono frequenti sui fondali a substrato duro delle cale ridossate, anche a basse profondità.Altra specie rilevante presente sui fondali delle isole Egadi è Lithophyllum lichenoides. Tale specie di alga calcarea può formare vasti concrezionamenti ("trottoirs"), attualmente in costante diminuzione in vari settori del Mediterraneo, ospitanti particolari e ricche comunità faunistiche. Nelle Egadi tale specie è distribuita in maniera discontinua.Intorno alle isole Egadi sono presenti diverse secche rocciose che presentano aspetti spettacolari sia da un punto di vista estetico che per la strutturazione eccezionale dei popolamenti animali, dominati dalle gorgonie e dai poriferi.
⭐ Perché è importante
L'Arcipelago delle Egadi include un'area di notevole interesse naturalistico-ambientale e fitocenotico, con vari aspetti di vegetazione assai peculiari, nel cui ambito è rappresentato un elevato numero di specie vegetali endemiche e\o di rilevante interesse fitogeografico, diverse delle quali esclusivi (soprattutto nell'Isola di Marittimo). Le stesse isole presentano anche una rilevante importanza faunistica, in quanto si trovano lungo la principale rotta migratoria Europa-Africa della Sicilia occidentale..Fra le specie dell'elenco riportato nella sezione 3.3 figurano alcune entità la cui presenza nel territorio è ritenuta di particolare interesse fitogeografico, diverse delle quali rare o del tutto assenti in Sicilia. In particolare, si tratta di alcune elementi della flora vascolare (Aristolochia navicularis, Athamanta sicula, Carduus arabicus subsp. marmoratus, Convolvulus pentapetaloides, Daphne sericea Erodium maritimum, Lagurus ovatus var. vestitus, Ononis minutissima, Periploca angustifolia, Phyllitis sagittata, Ranunculus parviflorus, Reichardia tingitana Rhamnus lycioides subsp. Oleoides, Scorzonera deliciosa, Senecio delphinifolius Simethis mattiazzi Thymelaea tartonraira), oltre ad alcune briofite (Homalia besseri, Cephaloziella ribella, Cololejeunea minutissima, Ditrichum pusillum,, Scleropodium cespitans).Il contributo faunistico dell'arcipelago delle Egadi ricade nella presenza di colonie di uccelli marini di particolare rilevanza a livello europeo ospitando una delle più grosse popolazioni di uccello delle tempeste presenti nel Mediterraneo. Recentemente è stato rilevato la notevole importanza dell'area per quando riguarda la migrazione di uccelli minacciati (rapaci e cicogne). La presenza della lucertola di Wagler a Marettimo (Cfr. Podarcis wagleriana marettimensis) ne dimostra una rilevanza da un punto di vista erpetologico. Ricca anche l'entomofauna con numerose specie endemiche localizzate anche in una sola delle isole e in piccoli habitat.L'intera area riveste un'importanza notevolissima, sia dal punto di vista paesaggistico che biologico-ambientale. Nei fondali, svariate sono le specie animali che figurano nelle liste di specie da proteggere, come previsto da convenzioni nazionali ed internazionali. La presenza di vaste praterie di Posidonia oceanica, importante area nursery per le specie ittiche, insieme alla fascia ad Astroides calycularis, ed alle concrezioni rappresentate dal marciapiede a molluschi vermetidi (Dendropoma petraeum) completano le peculiarità di quest'ambiente.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.