🏞️ L'ambiente
L'arcipelago delle Egadi, situato nel Canale di Sicilia, ricade sulla piattaforma continentale della Sicilia occidentale, rappresentando una propaggine della catena montuosa settentrionale, della quale condivide la natura geologica, segnalata dalla presenza di vasti depositi calcarenitici su gran parte dei fondali che si estendono fra le Isole di Favignana e Levanzo. L'area della piattaforma su cui insiste l'arcipelago è caratterizzata da forme erosive e deposizionali, quali falesie sommerse, terrazzi d'abrasione, valli fluviali, paleo spiagge e dune, che testimoniano le diverse fasi dell'ultimo ciclo di variazione glacio-eustatica del livello marino. In quest'area la piattaforma continentale raggiunge un'estensione di ~ 10 km, che è tra le più ampie di tutta la Sicilia. La morfologia dei fondali è molto irregolare: ad ampie aree pianeggianti si alternano tratti di fondale molto ripidi per la presenza, oltre che delle isole, di alti morfologici isolati, paleofalesie, paleovalli e depressioni. Nell'area è possibile distinguere due settori: il primo comprendente le isole di Favignana e Levanzo, congiunte alla terraferma da una lieve depressione; il secondo includente soltanto l'isola di Marettimo, separata da Favignana e Levanzo da un canale profondo 350 m, che l'ha mantenuta separata dalla terraferma sin dal Pliocene. Nel canale, poco a sud del suo punto più stretto (largo appena 2 km), si eleva una soglia che raggiunge la profondità di ~ 180 m e separa due depressioni che si approfondiscono rispettivamente verso nord-ovest e verso sud. Tutto il canale è percorso da forti correnti marine connesse alla circolazione superficiale dell'area.
Nei fondali dell'arcipelago sono presenti sabbie medio-fini, con due componenti prevalenti: quella organogena, di derivazione conchigliare; quella calcarea, che deriva dall'erosione degli affioramenti rocciosi .
La zonazione della vegetazione sommersa dell'intero arcipelago è funzione della natura del substrato, dell'intenso idrodinamismo e della luce. I fondali di Favignana e Levanzo presentano principalmente caratteristiche bionomiche dei piani mesolitorale ed infralitorale, mentre nei fondali di Marettimo che degradano velocemente si individua anche il piano circa litorale e l'orizzonte superiore del piano batiale.
A Favignana e Levanzo i fondali dell'infralitorale sono tipicamente dominati dalle alghe brune, fino a 10-12 metri di profondità, alle quali seguono dense praterie di Posidonia oceanica mentre i popolamenti del piano circalitorale sono rappresentati unicamente in alcuni siti del versante meridionale di Favignana e nelle secche del largo. Da segnalare, in particolare, la presenza di facies a Laminaria rodriguezi su substrato duro ed in presenza di intense correnti di fondo, che spazzano vaste zone dei fondali (tra -60 e -100 m) circalitorali di Levanzo.
Nei fondali dell'arcipelago, il piano infralitorale superiore è caratterizzato da biocenosi fotofile, con un'ampia cintura a Cystoseira amentacea var. stricta e Cystoseira brachycarpa. La cintura a Cystoseira amentacea var. stricta è continua, sempre con coperture superiori al 60-80%, talvolta pari al 100%. A Marettimo al di sotto di questa cintura sono a volte presenti popolamenti a Cystoseira mediterranea e/o C. elegans. Tra le emergenze naturalistiche dell'area delle Isole Egadi vanno ricordate: il marciapiede a vermeti, la fascia ad Astroides calycularis, le grotte sommerse ed i popolamenti sciafili e le praterie di Posidonia oceanica. Il marciapiede a vermeti, costruzione biogena dovuta al gasteropode sessile Dendropoma petraeum, è comune ed esteso e presenta un ottimo livello di strutturazione sulla fascia costiera delle tre isole. La fascia ad Astroides calycularis, specie termofila di madreporario coloniale riveste la prima frangia dell'infralitorale immediatamente sotto il marciapiede a vermeti: estese colonie si trovano soprattutto lungo la falesia sommersa della zona di riserva integrale e nelle grotte superficiali a Marettimo. Sia Dendropoma petraeum che Astroides calycularis rientrano tra le specie in pericolo o minacciate di estinzione per il Mediterraneo. Le grotte superficiali e l'intenso carsismo sono l'aspetto paesaggistico più espressivo della natura carbonatica dei substrati della fascia costiera delle Egadi. All'elevato numero di antri e cunicoli delle coste corrisponde un carsismo subacqueo ugualmente sviluppato. La bassa luminosità dei fondali a strapiombo in molti casi favorisce lo sviluppo di concrezionamenti sciafili e del coralligeno. La rugosità dei calcari inoltre incrementa l'insediamento delle larve e la formazione di rifugi occupati da una ricca fauna criptica. Le praterie di Posidonia oceanica, habitat prioritario, rappresentano la biocenosi più importante in quanto sono particolarmente abbondanti e distribuite in maniera piuttosto continua su tutti i fondali delle Isole Egadi, soprattutto su quelli costituiti da sabbie medio-fini , che si sviluppano scarsamente in profondità. Il limite superiore delle praterie a Favignana è compreso tra -2/-9 m mentre il limite inferiore è principalmente di tipo progressivo, su fondo sabbioso o roccioso, e raggiunge profondità sempre superiori a 30m. In alcuni casi, si interrompe in modo netto a circa 19m per la variazione del substrato.
A Marittimo il limite superiore è di -12/-15 m e il limite inferiore presenta differenti situazioni in parte legate al tipo di substrato di impianto. Ad un limite di tipo progressivo su sabbia a profondità comprese tra 28 e 37m, si contrappone un tipo di limite netto della prateria installata su roccia a profondità comprese tra 23 e 30m.
A Levanzo la prateria mostra un limite inferiore principalmente di tipo progressivo a profondità comprese tra 35 e 40m su fondo roccioso o sabbioso.
A Favignana e a Marettimo chiazze sparse, alternate alla biocenosi delle Alghe fotofile, sono frequenti sui fondali a substrato duro delle cale ridossate, anche a basse profondità. Altra specie rilevante presente sui fondali delle isole Egadi è Lithophyllum byssoides. Tale specie di alga calcarea a distribuzione continua alle Egadi può formare vasti concrezionamenti ("trottoirs"), ospitanti particolari e ricche comunità faunistiche, attualmente in costante diminuzione in vari settori del Mediterraneo.
Intorno alle isole Egadi sono presenti diverse secche rocciose che presentano aspetti spettacolari sia da un punto di vista estetico che per la strutturazione eccezionale dei popolamenti animali, dominati dalle gorgonie e dai poriferi
⭐ Perché è importante
L'Arcipelago delle Egadi include un'area di notevole interesse naturalistico-ambientale e fitocenotico, con vari aspetti di vegetazione assai peculiari, nel cui ambito è rappresentato un elevato numero di specie vegetali endemiche e\o di rilevante interesse fitogeografico, diverse delle quali esclusivi (soprattutto nell'Isola di Marittimo). Le stesse isole presentano anche una rilevante importanza faunistica, in quanto si trovano lungo la principale rotta migratoria Europa-Africa della Sicilia occidentale. Il contributo faunistico dell'arcipelago delle Egadi ricade nella presenza di colonie di uccelli marini di particolare rilevanza a livello europeo ospitando una delle più grosse popolazioni di uccello delle tempeste presenti nel Mediterraneo
L'intera area ricopre un notevole valore, sia dal punto di vista paesaggistico che biologico-ambientale. Per la posizione geografica e le peculiari condizioni idrologiche i popolamenti dell'area sono caratterizzati da elevata biodiversità. Sono, inoltre, presenti peculiarità come il briozoo Bertorsonidra prenanti, specie rara attualmente conosciuta oltre che per le Egadi, solo da poche località della Tunisia e dell'Algeria. I fondali dell'isola di Favignana rappresentano aree idonee per lo sviluppo, rifugio e procacciamento del cibo di svariate specie animali che figurano nelle liste di specie da proteggere, come previsto da convenzioni nazionali ed internazionali. L'importanza di tale valore risiede nella presenza di vaste praterie di Posidonia oceanica, area nursery per le specie ittiche, che insieme alla fascia ad Astroides calycularis, ed alle concrezioni costituite dal marciapiede a molluschi vermetidi (Dendropoma petraeum) completano le peculiarità di quest'ambiente.
Degni di nota i numerosi avvistamenti e le segnalazioni di Monachus monachus, specie classificata come criticamente a rischio di estinzione dall'IUCN, ed inclusa in numerose appendici di Convenzioni internazionali e Direttive.
🔬 Specie censite
📷 Specie in foto
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Nomi scientifici dal formulario standard Natura 2000, nomi italiani e classificazione da Wikidata. Clicca su un nome per la scheda della specie: descrizione, foto e aree protette in cui vive.
🦌 Mammiferi (2)
Ordine Artiodactyla · 2
🐟 Pesci (16)
Ordine Carcharhiniformes · 1
Ordine Gasterosteiformes · 2
Ordine Gobiiformes · 2
Ordine Istiophoriformes · 1
Ordine Lamniformes (Squali sgombro) · 4
Ordine Myliobatiformes · 1
Ordine Perciformes · 3
Ordine Scombriformes · 1
Ordine Squatiniformes · 1
🦋 Invertebrati (27)
Ordine Axinellida · 1
Ordine Camarodonta · 1
Ordine Cheilostomatida · 1
Ordine Decapoda · 5
Ordine Diadematoida · 1
Ordine Dictyoceratida · 2
Ordine Lithonida · 1
Ordine Littorinimorpha · 4
Ordine Mytilida · 1
Ordine Neogastropoda · 1
Ordine Patellida · 1
Ordine Scleractinia · 1
Ordine Scleralcyonacea · 1
Ordine Valvatida · 1
Ordine Verongiida (Verongida) · 1
Ordine Zoanthidea · 1
Altre specie · 3
🌱 Piante (9)
Ordine Acropomatiformes · 1
Ordine Alismatales · 2
Ordine Corallinales · 1
Ordine Fucales · 4
Ordine Laminariales (kelp) · 1
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.