📖 Descrizione
Lo smeriglio o mako pinna corta (Isurus oxyrinchus Rafinesque, 1810), conosciuto anche come squalo tonno od ossirina, è un grande squalo pelagico appartenente alla famiglia Lamnidae.
Commercialmente è noto semplicemente come mako o come smeriglio, sebbene il nome comune "smeriglio" sia più propriamente attribuito alla specie Lamna nasus.
Distribuzione e habitat
Il suo habitat naturale è costituito dalle acque tropicali e subtropicali. Nel mar Mediterraneo è presente ma raro.
Descrizione
Possiede pinna caudale quasi simmetrica, caratteristica tipica della famiglia Lamnidi; pinne pettorali piccole per diminuire l'attrito; pinna dorsale rigida per stabilizzare l'assetto; corpo cilindrico con scanalature per un'andatura filante; naso appuntito per fendere meglio l'acqua; fessure branchiali ampie per trattenere maggiore quantità di ossigeno; sangue caldo per aumentare la potenza e la resistenza.
Imprevedibile negli attacchi, sfrutta la sua accelerazione bruciante per catturare prede veloci come tonni e pesce azzurro.
È una delle poche specie di squalo che, come lo squalo bianco o lo squalo pinna nera del reef, sono in grado di effettuare il breaching, ovvero di saltare fuori dall'acqua, anche ben oltre la lunghezza del proprio corpo: nel caso specifico, il mako può elevarsi, balzando, persino a 7 metri d'altezza dalla superficie.
Età della maturità (anni):
maschi: 7-9
femmine: 18-21
Lunghezza alla maturità (lunghezza totale in cm):
maschi: 200
femmine: 300
Longevità (anni): 30-35
Lunghezza massima nota (cm): 300 (maschi); 400 (femmine)
Lunghezza alla nascita (cm): 65-70
Periodo di gestazione (mesi): 15-18
Periodicità riproduttiva: ogni 3 anni circa
Trend della popolazione: in diminuzione
Arriva a nuotare alla velocità di 100 km/h.
È in grado di nuotare per molti chilometri in breve tempo; celebre il caso di un esemplare che ha percorso 2 300 km in 37 giorni.
Alimentazione
Si nutre di pesce azzurro e calamari. Non di rado attacca anche pesci di grosse dimensioni (fra cui il marlin e il pesce spada).
Conservazione
Il mako pinna corta è attualmente classificato come specie in pericolo secondo la IUCN; nel 2019 era stato classificato come vulnerabile e nel 2007 come specie prossima alla minaccia. È incluso nell'Appendice II del C.I.T.E.S. che ne regola il commercio internazionale. Questa specie di squalo è presa di mira sia dalla pesca sportiva che da quella commerciale, e vi è un'elevata percentuale di catture involontarie causate dalle reti da pesca. Nel giugno del 2018 il Dipartimento per la Conservazione neozelandese ha classificato lo squalo mako pinna corta come specie a rischio minimo con la qualifica 'Incerto se sicuro all'estero' secondo il sistema di classificazione delle minacce della Nuova Zelanda.
Nella cultura di massa
Lo squalo assassino del film Lo squalo è un grande squalo bianco, ma nella locandina del film questo stesso squalo presenta una dentatura anomala: infatti, per dare un effetto ancora più terrificante, i denti originali dello squalo bianco sono stati sostituiti con quelli caratteristici del mako, visivamente più impressionanti.
Nel film fanta-horror Blu profondo i feroci squali antagonisti sono proprio dei mako resi giganteschi e super-intelligenti grazie alla manipolazione genetica.
È uno squalo mako quello di cui parla Ernest Hemingway nel romanzo Il vecchio e il mare e che sbrana il marlin (Makaira nigricans) catturato dal pescatore, che chiama col nome di "dentuso".
È lo squalo nominato nel brano Stylo dei Gorillaz:«when the mako flies (a giant fish), up from the bottom in your eyes».
Nel film Alla ricerca di Nemo, Fiocco è uno squalo mako che insieme ad altri due squali fa parte di un'associazione di auto-aiuto per diventare vegetariani e smettere così di mangiare pesce.
Nel film Dangerous Animals (2025), invece, gli squali mako sono rappresentati come pericolosi aggressori: un attacco provocato da questi predatori causa la morte di una delle ragazze protagoniste, sottolineando la loro fama di cacciatori rapidi e letali negli ecosistemi marini.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.