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🐟 Leccia (Lichia amia)

Pesci · ordine Carangiformes · famiglia Carangidae · in 2 aree protette
Leccia (Lichia amia)
Foto: タウナギ · CC0 (pubblico dominio) · Wikimedia Commons

Classificazione

Gruppo
🐟 Pesci
Ordine
Carangiformes
Famiglia
Carangidae
Genere
Lichia
Specie
Lichia amia
Nome italiano
Leccia
🌿 2 aree protette📍 2 regioni
Approfondisci su Wikipedia · Wikidata

📖 Descrizione

La leccia (Lichia amia (Linnaeus, 1758)) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Carangidae. Si tratta dell'unica specie appartenente al genere Lichia. Recentemente è invalso tra i pescatori sportivi l’uso del nome leccia amia che deforma pleonasticamente il nome scientifico, anche se l’unica possibile confusione è con Trachinotus ovatus che però si chiama Leccia stella.

Distribuzione e habitat

L'areale comprende il mar Mediterraneo e l'Atlantico orientale tra il sud del Golfo di Guascogna e il Sudafrica, sconfinando nell'estrema parte sudoccidentale dell'oceano Indiano nelle acque sudafricane e del Mozambico. Pare che sia presente, molto rara, anche in parte del mar Nero. È comune nel Mediterraneo.

È una specie pelagica costiera ed eurialina che penetra nelle acque salmastre di lagune e foci fluviali. I giovani si incontrano spesso lungo le spiagge e possono risalire i fiumi per tratti piuttosto lunghi.

Descrizione

L. amia ha corpo ovale allungato, compresso lateralmente. Il muso è acuto, la testa in proporzione piccola e la bocca molto ampia, tanto da superare di un buon tratto l'occhio. I denti sono piccoli e appuntiti sulle mascelle. La linea laterale è ben visibile e sinuosa, con una vistosa curva verso il basso posteriormente alle pinne pettorali. Le pinne dorsali sono due: la prima è composta da 7 raggi che nell'adulto non sono uniti da membrana, preceduti da una breve spina rivolta in avanti, la seconda dorsale ha anteriormente un alto lobo falcato ed ha 1 raggio spiniforme e 19-21 raggi molli. La pinna anale è speculare alla seconda dorsale, presenta 1 raggio spinoso e 19-20 molli. Le pinne pettorali sono abbastanza piccole, non falcate, ad apice arrotondato. Le pinne ventrali sono leggermente più brevi delle pettorali. La pinna caudale è ampia, falciforme, con lobi acuti. Le scaglie sono piccolissime.

La livrea è grigio-verdastra o brunastra sul dorso e bianco argentea sui fianchi al di sotto della linea laterale; le pinne sono scure con gli apici dei lobi della seconda dorsale e dell'anale neri. I giovanili sotto i 12 cm hanno fasce verticali nere o bruno scure sui fianchi.

Raggiunge dimensioni considerevoli: la taglia massima nota è di 200 cm di lunghezza per 50 kg di peso, una misura di circa 100 cm è comune per gli adulti.

Comportamento

È una specie gregaria, soprattutto nelle fasi giovanili.

Riproduzione

Avviene in primavera-estate vicino alle coste. Le uova sono pelagiche. La crescita dei giovani è rapidissima. La maturità sessuale viene raggiunta a una lunghezza di circa 55 cm.

Alimentazione

La leccia è un pesce predatore che si nutre prevalentemente di pesci e di cefalopodi. Frazioni minori della dieta sono composte da crostacei e molluschi non cefalopodi. Nel Mediterraneo le prede principali sono cefali e latterini.

Predatori

Sono riportati casi di cannibalismo.

Pesca

La pesca commerciale di questa specie viene effettuata con reti da posta, reti a strascico e palamiti. Viene catturata anche dai pescatori sportivi soprattutto con la tecnica della traina e dello spinning; è preda anche dei pescatori subacquei. Le carni sono ottime, molto delicate di sapore e a basso contenuto di grassi.

Conservazione

La specie è diffusa su un vasto areale e, sebbene non vi siano dati particolarmente precisi sulla consistenza delle popolazioni, non sembra che a livello globale vi sia un evidente declino o una forte sovrapesca. Lungo le coste africane lo status è poco noto perché le varie specie di carangidi non vengono distinte nelle statistiche sul pescato. La pesca di questa specie è piuttosto occasionale e non mirata in modo specifico. Non pare comunque che la specie sia a rischio e la IUCN la classifica come "a rischio minimo".

Testo tratto dalla voce «Lichia amia» di Wikipedia, l'enciclopedia libera (autori), con licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0. Estratto automaticamente: note, tabelle e immagini omesse, formattazione semplificata.

🗺️ Dove vive in Italia: 2 aree protette

Aree della rete Natura 2000 in cui la specie è censita nei formulari ufficiali.

Friuli-Venezia Giulia
Marche

Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), Wikidata (CC0), Wikipedia (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons (foto in pubblico dominio o CC0); mappa © contributori di OpenStreetMap.