🏞️ L'ambiente
La costa prospiciente il comune di Grottammare è costituita da spiagge sabbiose o ghiaiose derivanti dall'apporto sedimentario dei corsi d'acqua dolce; eccezione a tale morfologia è rappresentata dall'area sita a nord dello stesso comune.Qui la falesia morta a diretto contatto col mare, ha determinato la presenza di substrati duri naturali, caratterizzati da scogli di varie dimensioni; questi risultano talvolta affioranti, come appunto gli scogli di San Nicola e rappresentano la testimonianza di frane avvenute in epoche precedenti (Froglia et al., 2001).Tali movimenti franosi sono da ricondurre all'innalzamento delle porzioni costiere avvenuto nel quaternario (Boccaletti et alii ,1983), che ha innescato scivolamenti roto-traslativi profondi e fenomeni erosivi alla base delle falesie di neo formazione; queste, con un moto relativo rispetto alla linea di costa, sono gradualmente arretrate lasciando fronte mare i resti più duri degli strati, qui rappresentati da conglomerati e arenarie cementate. Tra questi prendono spazio substrati misti incoerenti, rappresentati alternativamente da sabbie e ciottoli di diverse dimensioni.L'area raggiunge i 4.5 m di profondità e la zona circostante è caratterizzata da un fondale sabbioso. I ciottoli sono colonizzati da pochi organismi come il serpulide Spirobranchus triqueter, piccoli idrozoi, briozoi incrostanti e alghe verdi (Ulva cfr. rigida e Ulva cfr. compressa). Tutti i massi sono coperti da Sabellaria alcocki G., un polichete di piccole dimensioni in grado di aggregare i sedimenti dell'ambiente circostante e formare tubi rigidi. I tubi, presenti in quantità considerevoli e cementati tra loro, costituiscono delle vere e proprie scogliere. Sui massi di dimensioni minori è possibile osservare la presenza di numerosi, piccoli mitili incastonati tra i tubi del serpulide, mentre i massi più grandi sono colonizzati dal polichete nella porzione inferiore e coperti da mitili di grandi dimensioni nella parte superiore.I reef biogenici costituiti da Sabellaria alcocki G. e i mussel bed formati da Mytilus galloprovincialis rappresentano le componenti biocenotiche più rilevanti dell'area. Questi organismi sono definiti ecosystem engineers in quanto aumentano la complessità tridimensionale del substrato, ospitano un gran numero di organismi associati e creano le condizioni ottimali per agevolare il loro stesso insediamento. Essendo animali sospensivori, mitili e sabellaridi svolgono un'importante funzione di biorimediazione delle acque, rimuovendo dall'acqua particelle di materia organica e microrganismi. Inoltre, queste formazioni biogeniche, fondendosi tra loro, originano numerosi anfratti che fungono da rifugio per numerose specie vagili come pesci (Serranus scriba, Symphodus tinca, blennidi), crostacei ed echinodermi. Gli scogli affioranti, come quello di S. Nicola, inoltre, presentano lati inclinati e anfratti che permettono lo sviluppo delle comunità sciafile dominate da filtratori quali spugne, idrozoi e ascidie.La restante porzione dell'area è caratterizzata da fondale sabbioso in cui si riscontra l'Habitat 1110 (sandbanks). Da dati scientifici relativi al comparto costiero del Piceno, emerge che da un punto di vista ponderale le biomasse totali di C. gallina, specie caratteristica della biocenosi SFBC e al contempo commercialmente molto rilevante, hanno subito in generale una sensibile diminuzione ed alterazione nel tempo, contrariamente a quanto osservato per Anadara inaequivalvis, potenziale organismo alloctono (indopacifico) di sostituzione. Questo è probabilmente imputabile all'elevata pressione dalla pesca professionale.La costa emersa che caratterizza il sito è di tipo sabbioso per le porzioni nord e sud; nella parte centrale il mare è invece a diretto contatto con una scogliera artificiale che funge da protezione e sostegno alla ferrovia adriatica e alla pista ciclabile che collega Grottammare con Cupra Marittima.
⭐ Perché è importante
Specie che caratterizzano il sito sono le seguenti: Actinia cari, cnidario tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170; inserito nella Lista rossa italiana dei coralli (LC). Actinia equina, cnidario tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170; inserito nella Lista rossa italiana dei coralli (LC). Paracentrotus lividus, cnidaro inserito nell?Allegato II RCA/SPA, tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170. Anemonia viridis, cnidario Indicatore della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170; inserito nella Lista rossa italiana dei coralli (LC). Cereus pedunculatus, cnidario tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170; inserito nella Lista rossa italiana dei coralli (LC). Aplysina aerophoba, spugna incrostante inserita nell?allegato II RCA/SPA; organismo tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170. Cliona adriatica, spugna perforatrice di substrati duri, risulta endemica per l?Adriatico; organismo tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170. Clathrina coriacea, spugna incrostante tipica della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170. Ircinia variabilis, spugna incrostante tipica della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170. Sabellaria alcocki, polichete della famiglia Sabellariidae, coloniale che vive all'interno di tubi paralleli costituiti da sabbia cementata da muco prodotto dal polichete stesso. Tali strutture sono considerate oasi di biodiversità poiché ospitano una ricchissima varietà di invertebrati ma in Mediterraneo risultano sempre più rare. Organismo caratteristico/indicatore della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170. Capitella capitata, polichete di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Nephtys hombergi, polichete di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Corbula gibba, mollusco bivalve caratteristico della Biocenosi IV.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Chamelea gallina, mollusco bivalve caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Mytilus galloprovincialis, mollusco filtratore che svolge funzione di biorimediazione e di ecosystem engineers poiché costituisce mussel bed aumentando la complessità tridimensionale del substrato; la raccolta in natura è vietata ma risulta oggetto di prelievo consistente; tipico della biocenosi III.6 dell?Habitat 1170. Spisula subtruncata, mollusco di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Nassarius pygmaeus, mollusco gasteropode caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Bela nebula , mollusco di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Anadara inaequivalvis, mollusco bivalve con tendenza di sostituzione nei confronti di Chamelea gallina nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Nassarius mutabilis, mollusco gasteropode caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110; specie di valore commerciale e quindi molto soggetta a pressione piscatoria. Solen marginatus, Mollusco di fondo molle, tipico della Biocenosi III.2.2 ASPIMdell?Habitat 1110 con popolazioni locali in forte declino negli ultimi decenni a causa della pressione piscatoria. Crassostea gigas, mollusco alieno di origine asiatica tende a sostituire l'autoctona Ostrea edulis. Octopus vulgaris, mollusco caratteristico delle biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170. Sepia officinalis, mollusco caratteristico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170 e III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Hypselodoris tricolor mollusco nudibranco che si riscontra nella biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170. Rapana venosa, mollusco alieno che si riscontra degli habitat 1170 e 1110; relativamente all'elevato numero ha impatto su popolamenti di mitili e vongole, di cui si nutre. Ostrea edulis, mollusco filtratore la cui raccolta in natura è vietata ma risulta oggetto di prelievo; tipico della biocenosi III.6 dell?Habitat 1170. Aristeus antennatus, crostaceo che si rinviene nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110, di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Aristeomorpha foliacea, crostaceo che si rinviene nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110, di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Penaeus kerathurus, crostaceo che si rinviene nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110, di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Homarus gammarus, crostaceo inserito nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo di estinzione in natura (LC). Squilla mantis, crostaceo tipico della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110, di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Tellina nitida, mollusco bivalve caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110 soggetto nel passato a forte pressione piscatoria. Pholas dactylus, mollusco bivalve tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170; inserita in appendice II Conv.ne Berna e nella Lista rossa dell?IUCN (VU). Echinocardium mediterraneum, echinoderma caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell?Habitat 1110. Schizobrachiella sanguinea, briozoo tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170.
Didemnum sp. ,tunicato tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170. Trachinotus ovatus e Sparus aurata, specie autoctone che si riscontrano in entrambi gli habitat 1110 e 1170). Dicentrarchus labrax, specie autoctona che si riscontra negli habitat 1170 e 1110; occupa la stessa nicchia ecologica di Pomatomus saltatrix e Sphyraena viridensis. Pomatomus saltatrix e Sphyraena viridensis, specie aliene che occupano la stessa nicchia ecologica di Dicentrarchus labrax; il loro aumento è legato ai cambiamenti climatici. Sciaena umbra, specie tipica della biocenosi III.6 ASPIM dell?Habitat 1170, ASPIM inserita in annesso II Conv.ne Berna. Diplodus sargus sargus, specie autoctona che si riscontra degli habitat 1170 e 1110.Lichia amia, specie autoctona che si riscontra degli habitat 1170 e 1110.
Fonti: Rete Natura 2000 (formulari standard dei siti), elenco dei comuni ISTAT; mappa © contributori di OpenStreetMap. I dati sulle specie possono non essere aggiornati: per un uso scientifico consulta la scheda ufficiale.